Nel 2023 Forbes Italia ha inserito Alessandro Berton nella classifica dei 100 top manager italiani, accanto a figure come Pier Silvio Berlusconi e Nerio Alessandri di Technogym, con una motivazione che ne sintetizza il percorso e la visione: “Classe 1974. Imprenditore da sempre nel settore del turismo nella sua accezione più ampia, sia in Italia che all’estero, dalla direzione di strutture turistico-ricettive, al turismo nautico, sino ad approdare al turismo balneare sulla costa Veneta, dove per primo e con un approccio rivoluzionario ha sperimentato progettualità visionarie e innovative che sono diventate ben presto benchmark di settore. Presidente di Unionmare Confturismo Veneto, rappresenta gli operatori economici balneari del territorio, che costituiscono il fondamento su cui poggia il primato di Regione Veneto, autentico motore turistico d’Italia.”
L’industriale del mare
È da questo riconoscimento che prende avvio il mio incontro con Alessandro Berton, che possiamo definire un vero “industriale del mare”, un termine poco usato visto che si ricorre sempre al concetto “balneare”, ma la sua storia ha un significato che va oltre. Come lui stesso dichiara, ha già nel suo percorso professionale due vite e forse ci sarà presto anche una terza. La prima vita è quella legata alle esperienze nei villaggi turistici, un ambiente in cui Berton ha imparato a comprendere il turismo come sistema complesso, in cui l’accoglienza, la gestione dei servizi e la cura dell’esperienza del cliente diventano elementi centrali. È in questo contesto che ha sviluppato la capacità di leggere i bisogni dei visitatori e di anticipare le tendenze, acquisendo competenze che avrebbero poi guidato la sua evoluzione come imprenditore balneare. Questo periodo gli ha permesso di comprendere quanto fosse fondamentale offrire non solo un servizio funzionale, ma un’esperienza completa e memorabile, in cui ogni dettaglio contribuisse a creare una connessione duratura con il cliente. La seconda fase di vita di Berton si sviluppa nella gestione diretta degli stabilimenti balneari a Jesolo ed Eraclea, dove ha saputo trasformare le conoscenze maturate nei villaggi turistici in modelli concreti di innovazione e qualità. In queste strutture, la giornata in spiaggia non era più un semplice momento di relax, ma un’esperienza integrata, arricchita da servizi attentamente progettati e curati nei minimi dettagli. La capacità di anticipare le esigenze dei visitatori, unita alla cura dell’efficienza operativa e alla ricerca costante della qualità, ha permesso ai suoi stabilimenti di emergere in un contesto competitivo, consolidando reputazione e fidelizzazione della clientela.

Alla guida di Unionmare Veneto
Sotto la sua guida, Unionmare Veneto ha contribuito a dare nuova visibilità alla costa veneta: nel 2025 ben 18 stabilimenti della regione sono stati selezionati nella Guida ai migliori Beach Club d’Italia, tra cui il prestigioso Des Bains 1900 del Lido di Venezia, premiato con il Best Heritage Award. Proprio il progetto Des Bains, con il suo equilibrio tra tutela culturale, riqualificazione e servizi innovativi, rappresenta un esempio tangibile di come una nuova architettura organizzativa possa funzionare. Allo stesso modo, le iniziative a Jesolo ed Eraclea dimostrano come imprenditorialità e coordinamento possano valorizzare la costa, creare esperienze memorabili per i visitatori e generare ricadute economiche positive per il territorio.
CEO di Casabianca Beach Club
Oggi Berton ricopre anche il ruolo di amministratore delegato di società come Casabianca Beach Club srl, un progetto di gestione integrata della spiaggia a Jesolo che va oltre il tradizionale stabilimento balneare. Casabianca prevede investimenti significativi per la riqualificazione dell’arenile, con miglioramento continuo delle strutture, aree di accoglienza e servizi, e mira a offrire un’esperienza turistica di qualità e di lunga durata.
La dimensione come guida associativa
Nel suo ruolo di presidente di Unionmare Veneto, ha esteso lo sguardo oltre la singola impresa, assumendo la responsabilità di una visione collettiva del comparto. Dalla gestione individuale è passato alla costruzione di una strategia condivisa, fondata sulla collaborazione tra operatori, sulla tutela delle concessioni e sull’innovazione continua dei servizi, con un’attenzione costante alla sostenibilità del turismo costiero. In questa prospettiva, le competenze maturate sul campo diventano patrimonio comune e strumento di crescita per l’intero settore, dimostrando come coordinamento, dialogo istituzionale e visione strategica possano tradursi in autentiche leve di sviluppo per il territorio.
Turismo come ecosistema
Oggi, come sottolinea lo stesso Berton, è arrivato il momento di pensare oltre: di riflettere su come il turismo possa costruire una diversa custodia imprenditoriale dell’ecosistema, capace di replicare un modello organico legato al mare e alla spiaggia. In questo modello, la spiaggia, la qualità dell’ospitalità marina e l’esperienza sul litorale non sono più un complemento dell’offerta alberghiera, ma il nucleo attorno a cui si organizza l’intera ricettività turistica. “È il mare e l’ospitalità della spiaggia che stanno alla ricettività alberghiera, e non il contrario”, afferma Berton, sintetizzando un concetto prezioso che invita a ripensare la gerarchia delle risorse turistiche e a valorizzare la costa come vero motore dell’economia del turismo.
Un nuovo sistema di turismo sostenibile
La storia di Alessandro Berton ci insegna che fare turismo oggi significa alzare lo sguardo oltre gli alberghi e le concessioni tradizionali, e cogliere il vero cuore dell’esperienza: il mare, la spiaggia, il contatto autentico con la costa. Immaginare un futuro in cui questi elementi diventino protagonisti di un sistema turistico sostenibile, riconosciuto e soprattutto replicabile in tutta Italia, significa riscoprire un lusso accessibile a tutti, fatto di bellezza, autenticità e relazione profonda con il territorio. È un vero Made in Italy, capace di coinvolgere le persone e farle vivere non solo il mare, ma un’esperienza che abbraccia l’intero contesto in cui le spiagge e le coste si inseriscono. Queste concessioni, che oggi possiamo chiamare semplicemente mare, spiaggia, costiera, diventano il filo conduttore di una nuova identità del turismo costiero, la chiave per riscoprire l’anima del mare e trasformarlo in un modello di ospitalità che emoziona, coinvolge e unisce chiunque vi si accosti, offrendo un’esperienza di lusso per tutti e rendendo straordinaria ogni giornata al mare, trasformando la costa in un luogo in cui qualità, cultura e natura si incontrano in perfetta armonia.
Custode e architetto di un sistema replicabile
E per realizzare questo, è arrivato il momento di immaginare la terza fase di vita di Berton, quella fase in cui il singolo imprenditore diventa il “custode e l’architetto di un sistema più grande”, capace di coordinare e far crescere l’intero ecosistema costiero. Se le prime due vite lo hanno formato come gestore di villaggi turistici e innovatore di stabilimenti balneari, questa terza fase può essere pensata come la costruzione di un faro che illumina e guida ogni litorale, un punto di riferimento sicuro che permette a ciascuna spiaggia di contribuire a un disegno complessivo di turismo sostenibile, riconoscibile e replicabile. È qui che esperienza e visione diventano regia: non più solo gestione di strutture, ma capacità di rendere il mare, la costa e la spiaggia il centro di un modello di ospitalità unico, dove bellezza e autenticità diventano patrimonio condiviso.
