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Agcom diffida Amazon: “Applicate il contratto postale”

L’accusa è di svolgere “attività qualificabili come servizi postali” senza avere i titoli necessari per farlo e senza applicare il contratto del settore.

Agcom diffida Amazon: “Applicate il contratto postale”

L’Agcom punta il dito contro Amazon. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha diffidato due società del gruppo californiano: Amazon Italia Logistica e Amazon City Logistica. L’accusa è di svolgere “attività qualificabili come servizi postali” senza avere i titoli necessari per farlo e senza applicare il contratto del settore.

L’Agcom spiega in una nota che le consegne dei prodotti sono gestite da società riconducibili ad Amazon EU. Il servizio svolto da queste aziende, al pari di quelli svolti dai principali corrieri utilizzati dal gruppo, è di fatto servizio postale. Lo stabiliscono regole sia italiane sia europee.

In particolare, nel mirino dell’Autorità sono finite le consegne di prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate dal colosso californaino. Non solo: la diffida riguarda anche il servizio di recapito presso gli armadietti automatizzati (locker) svolto da società del gruppo.

La questione non è di poco conto, perché l’abilitazione a svolgere attività postale implica il rispetto di vari obblighi. Qualche esempio? Innanzitutto, il rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive nel settore postale. Oppure il versamento dei contributi obbligatori al personale dipendente impiegato. O ancora l’adozione della carta dei servizi nei confronti degli utenti.

Entro 15 giorni il gruppo è tenuto a regolarizzare la propria posizione in base alle disposizioni dell’Agcom.

Una volta iscritta all’elenco degli operatori postali, Amazon entrerà nel perimetro di competenza del Garante stesso, che vigila anche su questo settore, oltre che sulla televisione e sulle telecomunicazioni. La novità potrebbe trasformarsi anche in un’arma a disposizione dei lavoratori che lo scorso 24 novembre, giorno del Black Friday, hanno incrociato le braccia nel deposito della società a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, snodo nevralgico della rete logistica del gigante del commercio online. In futuro il gruppo non potrà più dirsi libero da ogni vincolo.

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