Si è svolto l’8 giugno 2026 presso il Gazometro di Roma Ostiense l’evento organizzato da Eni dedicato alla transizione energetica e ai temi della sostenibilità, a valle del report volontario “Eni for – A Just Transition”, giunto alla sua ventesima edizione. L’iniziativa si inserisce in un format avviato lo scorso anno con il primo appuntamento di settembre e conferma la volontà della società di rafforzare il dialogo strutturato con il proprio network di stakeholder esterni, composto da associazioni, Pmi coinvolte nei programmi Open-Es e Joule, sindacati, istituzioni, operatori finanziari con focus Esg, Ong, associazioni dei consumatori e mondo accademico.
L’obiettivo dell’evento è stato quello di contribuire a una maggiore consapevolezza, all’interno di un network ampio e articolato di stakeholder, delle sfide legate alla sostenibilità e dell’impegno di Eni nella transizione energetica e tecnologica.
Un modello industriale integrato per la transizione
Nel corso dell’incontro, Eni ha presentato i principali risultati e le evidenze contenute nel report “Eni for 2025 – A Just Transition”, documento che descrive le azioni intraprese nel corso dell’anno e l’approccio integrato della società alla sostenibilità lungo cinque direttrici: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valorizzazione delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore.
Il report rappresenta uno strumento di trasparenza e rendicontazione volontaria volto a rafforzare la conoscenza da parte degli stakeholder della strategia industriale del Gruppo e del suo percorso di trasformazione.
“Eni affronta queste sfide con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche e coniuga innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore – ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Descalzi -. Il nostro modello aziendale mette al centro le persone, tutela la sicurezza, contribuisce al benessere delle comunità e alla protezione dell’ambiente, consentendoci di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto”.
Risultati 2025: emissioni in calo e crescita delle nuove energie
Nonostante il contesto volatile e la difficoltà dello scenario internazionale, Eni ha raggiunto gli obiettivi fissati. Tra i principali risultati evidenziati nel report, il cane a sei zampe ha registrato una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto al 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 entro il 2030 per l’Upstream e entro il 2035 per l’intero gruppo. Un risultato supportato dal controllo delle emissioni di metano e dal raggiungimento del target di zero routine flaring.
Significativi anche i progressi delle società satellite. Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del 41% su base annua, proseguendo verso l’obiettivo di 15 GW al 2030. Nel corso dell’anno è stato inoltre avviato in Texas il più grande impianto di stoccaggio a batterie della società, con una capacità di 200 MW. Enilive ha proseguito lo sviluppo della bioraffinazione con tre nuovi impianti e ulteriori progetti in Italia e all’estero, puntando a raggiungere entro il 2030 una capacità complessiva di 5 milioni di tonnellate per la produzione di biocarburanti Hvo e Saf, rispetto agli attuali 1,65 milioni.
Nel 2025 è stata inoltre costituita, in joint venture con il fondo Gip, una nuova società dedicata alla Carbon Capture and Storage (Ccs), con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo dei progetti di cattura e stoccaggio della CO₂ del portafoglio Eni.
Innovazione e ricerca al centro della transizione
La transizione energetica di Eni è sostenuta da un significativo investimento in tecnologia e innovazione. Nel 2025 l’azienda ha destinato oltre 460 milioni di euro a ricerca e sviluppo, open innovation e tecnologie avanzate, con particolare attenzione alla fusione a confinamento magnetico, al supercalcolo, al riciclo chimico delle plastiche, alle tecnologie di bioraffinazione e alle soluzioni per la cattura e stoccaggio della CO₂.
Persone, diritti e sviluppo locale
Il report evidenzia inoltre l’impegno di Eni sul fronte sociale e della governance. L’azienda opera secondo standard etici internazionali, promuovendo sicurezza, diritti umani e inclusione. Nel 2025 Eni si è classificata al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione UNI PdR 125:2022 per la parità di genere.
Nel corso dell’anno sono stati investiti 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale legati all’accesso a energia, acqua e servizi sanitari, formazione e diversificazione economica, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui la società opera.
Il confronto con gli stakeholder al Gazometro
L’evento al Gazometro di Roma Ostiense ha rappresentato un momento di confronto tra Eni e i propri stakeholder su risultati, strategie e prospettive della transizione giusta. La giornata ha previsto interventi istituzionali, sessioni tematiche su ambiente, acqua e sviluppo locale, e un ampio spazio di dialogo con esperti, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle organizzazioni della società civile.
Tra i partecipanti, rappresentanti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Mimit, di Banca d’Italia, del Politecnico di Milano, di Legambiente e di organizzazioni internazionali impegnate nella cooperazione allo sviluppo. La giornata si è quindi conclusa con una visita al distretto del Gazometro di Roma Ostiense.
