Si chiama WE NEWS. Niente pubblicità, un robusto schieramento di giovani giornalisti dal volto pulito e profili rassicuranti. Notizie internazionali in tempo reale, ma anche nazionali, perfino regionali, addirittura della nostra provincia. Cosa c’è di meglio per sperare in un nuovo barlume di informazione poco mercenaria e democraticamente diffusa, capace finalmente di cavalcare le ali del web? Niente da fare. Tutto falso. Tutto taroccato. Tutto strumentale a chissà cosa. Ecco l’esatto contrario del barlume di buona informazione via web. Ecco le prove generali di morte attiva del giornalismo, e forse anche dei residui spazi di vaga credibilità dell’informazione e di inarrestabile apertura di spazio per le Fake news.
Cinesi gli artefici, oscuri i gestori della società editoriale indicata nel sito: AZ Medias Limited con sede ufficiale ad Hong Kong. Peccato che da una semplice ricerca nel web il rampante editore mascherato possa essere forse identificato solo in una A-Z Media Limited cinese che però risulta “dissolved”, ovvero cessato, mentre esiste un’omonima società basata in Inghilterra. Decisamente finto il lungo elenco dei giornalisti, corredato di fotografie e profilo sulle specializzazioni, che firmano puntualmente gli articoli e invitano i lettori a commenti e contatti personalizzati. Si tratta, come si autodefiniscono tra le righe con voluta ambiguità, di Agenti IA Editoriali. Che si dicono felici di ricevere i nostri commenti e contatti personalizzati raccogliendo naturalmente i nostri dati, a qual punto in odore (il sospetto è più che legittimo) di chissà quale utilizzo nella palude del web.
Che cosa fa più scandalo? Risposta numero uno: fa scandalo un fake-giornale online allestito per sembrare credibile con tanto di redattori in fotografia, in realtà “agenti” AI. Il tutto confezionato e manovrato dalla Cina, senza un direttore responsabile giornalista vero che sarebbe imposto dalle nostre norme, senza alcuna registrazione altrettanto obbligatoria della testata e della sua sede “vera” al Tribunale italiano di riferimento.
Risposta numero due, ancora più inquietante: fa scandalo la mancata reazione attiva, dopo mesi di piena operabilità del sedicente giornale, da parte delle nostre istituzioni preposte, nonostante gli accorati esposti all’Autorità delle comunicazioni (AGCOM) e al Ministero della Giustizia presentati, tra gli altri, dall’ Ordine dei Giornalisti. WE NEWS, anziché essere oscurato con le apposite e doverose procedure previste, vive ad ora indisturbato.
Fenomeno isolato? Niente affatto. WE NEWS, che si sta facendo largo grazie a un tam tam i cui contorni troveranno probabilmente una spiegazione solo nei prossimi giorni, è purtroppo in cattiva compagnia. I siti italiani di fake-giornalismo basati su meccanismi simili stanno crescendo con grande rapidità. L’allarme generale è stato appena lanciato dalla principale agenzia di stampa italiana, l’Ansa, che ha visionato in anteprima l’ultima analisi di NewsGuard, la piattaforma di monitoraggio della disinformazione on-line.
Ci dice NewsGuard che i siti fake italiani generati con l’intelligenza artificiale sono ad oggi poco meno di 400, ben il 10% dei circa 3.900 siti simili monitorati nel mondo. Come in Francia, più del doppio di quelli scovati ad esempio in Germania. Due anni fa erano 700 in tutto il pianeta.
