Condividi

Siria: Assad non si ricandida e Putin gela Obama sull’accordo anti-terrorismo

“Irrealistico aspettarsi che un incontro di 20 minuti possa comportare una svolta”: così il Cremlino ha commentato l’incontro tra Putin e Obama a margine del G20 di Antalya, in Turchia – Il presidente russo: “Isis finanziata da 40 Paesi fra cui alcuni del G-20” – Stampa turca: Assad non si ricandida, elezioni entro 18 mesi.

Siria: Assad non si ricandida e Putin gela Obama sull’accordo anti-terrorismo

I Presidente della Russia Vladimir Putin gela l’Occidente sulla lotta al terrorismo islamico. Il faccia a faccia con Barack Obama a margine del G20 di Antalya non è stato infatti risolutivo, tant’è che in una nota il Cremlino ha quasi ironizzato dicendo: “Irrealistico aspettarsi che un incontro di 20 minuti possa comportare una svolta”. Tra il Cremlino e la Casa Bianca persistono dunque forti differenze: un abisso incolmabile era emerso già ieri al termine dell’incontro e oggi viene confermato da Dmitri Peskov. “La Russia e l’Occidente hanno capito la necessità di cooperare nella lotta al terrorismo internazionale – ha spiegato il protavoce del Cremlino – ma un accordo è impossibile perché l’Occidente è diviso nei suoi approcci alla lotta a questo fenomeno”. Anche lo stesso Putin è intervenuto sulla questione, affermando che i jihadisti dell’Isis sono finanziati da persone fisiche provenienti da 40 paesi, tra cui anche membri del G20″, quindi con ogni probabilità Paesi occidentali

Intanto la Francia insiste nella sua reazione militare sulla Siria, Paese dove va estirpata la presenza dell’Isis, che ha rivendicato i terribili attentati di Parigi avvenuti nella notte di venerdì. “La Francia intensificherà le sue azioni in Siria dopo i bombardamenti di ieri avvenuti in collaborazione con gli Stati Uniti”, ha detto il presidente Francois Hollande nel discorso alle Camere riunite in via straordinaria in Congresso a Versailles. “Ci saranno altre azioni militari”, ha detto Hollande.

Sempre sul fronte siriano arriva un’altra notizia che potrebbe segnare una svolta nei rapporti diplomatici. Secondo il ministro degli Esteri turco Feridun Sinirlioglu, citato dall’agenzia di Stato Anadolu, il presidente siriano Bashar al Assad “non si candiderà” nelle prossime elezioni previste dopo il periodo di transizione. “Assad lascerà entro sei mesi in un modo e una data concordati dopo che il nuovo governo di transizione sarà creato e assumerà i poteri esecutivi”, ha aggiunto Sinirlioglu, precisando che una bozza della nuova costituzione verrà preparata in 18 mesi e le elezioni si svolgeranno di conseguenza. 

Rientrato invece l’allarme sull’Italia: nel pomeriggio si era sparsa la voce di un avvistamento della Seat nera utilizzata dal commando di terroristi nella tragica notte di venerdì. L’automobile sarebbe stata vista prima a Ventimiglia e poi segnalata in fuga nella zona di Torino. Circostanze poi smentite dalle forze di polizia: sarebbe invece stata ritrovata a Parigi.

Commenta