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Petrolio e gas alle stelle ma le “rinnovabili” non bastano a dare l’autonomia energetica all’Italia

Guerra in Iran e rally del prezzo del petrolio: stravagante in Italia la polemica sull’energia elettrica. I produttori di pannelli solari e di pale eoliche sostengono che se si passasse a produrre energia elettrica solo con le rinnovabili la nostra dipendenza dall’estero scomparirebbe ed anche i prezzi per i consumatori calerebbero. Ma i numeri raccontano altro. E il governo Meloni che fa?

Petrolio e gas alle stelle ma le “rinnovabili” non bastano a dare l’autonomia energetica all’Italia

Con il prezzo del petrolio che marcia oltre i 100 dollari al barile e con il gas che raddoppia il proprio costo, l’Europa in generale ed in particolare il nostro Paese, rischiano di entrare in una crisi inflazionistica e quindi in drastiche restrizioni monetarie e potrebbero portarci in una recessione profonda. Certo tutto dipende da quanto durerà la guerra in Iran e da come si concluderà. La rapida riapertura dello stretto di Hormuz potrebbe attenuare le tensioni, ma al momento nessuno sa quando questo potrà avvenire in condizioni di sicurezza per le navi e per gli equipaggi.

Nel frattempo, specie in Italia, è esplosa la bagarre. Molti sostengono che la nostra di dipendenza dall’estero per l’energia deriva dalla scarsa spinta che lo Stato ha dato alle rinnovabili. Altri inveiscono contro gli speculatori che approfittano della situazione per fare maggiori profitti. Certo non è escluso che qualche esagerazione sui prezzi ci sia, ma un esperto come Davide Tabarelli ha dimostrato che l’aumento del prezzo dei carburanti è in linea con gli aumenti della materia prima sui mercati internazionali. Bisogna poi ricordare che il prezzo della benzina e del gasolio alla pompa è composto per meno della metà dal prezzo industriale, mentre il resto sono accise e Iva, cioè tasse statali.

Ancora più stravagante è la polemica sulla energia elettrica. I produttori di pannelli solari e di pale eoliche spalleggiati da qualche demagogo verde come Bonelli, sostengono che se si passasse a produrre energia elettrica solo con le rinnovabili la nostra dipendenza dall’estero scomparirebbe ed anche i prezzi per i consumatori calerebbero.

Una affermazione che non tiene conto della realtà dei numeri. In primo luogo bisogna ricordare che l’elettricità rappresenta solo il 23% del nostro fabbisogno totale di energia. Tutti pensano che questa percentuale sia destinata a crescere. Sarà così, ma ci vorranno anni. Le rinnovabili coprono il 44% del totale della elettricità che consumiamo. Il resto è coperto dalle centrali a gas (e qualcuna a carbone) e dalle importazioni . Quest’ultime arrivano principalmente dalla Francia che ha un parco di centrali nucleari che possono soddisfare il fabbisogno interno, destinando una parte della produzione alle esportazioni. Insomma godiamo per circa il 15% del nostro fabbisogno elettrico della produzione di centrali nucleari che noi non abbiamo voluto per pura vigliaccheria delle nostre classi dirigenti.

Ma non è finita perché se prendiamo quel 44% di rinnovabili vediamo che circa la metà è prodotta dall’idroelettrico, insomma dalle vecchie centrali, che risalgono per lo più alla prima parte del secolo scorso, sui fiumi o sui bacini naturali o artificiali. Quindi le rinnovabili vere e proprie, e cioè il fotovoltaico e l’eolico coprono circa il 20% del settore energie così dette pulite, che , come abbiamo detto è meno della metà del totale dell’energia elettrica che consumiamo. Di conseguenza, se rapportiamo le rinnovabili al totale dell’energia di cui abbiamo bisogno, si capisce che fotovoltaico ed eolico coprono sì e no il 10% del nostro fabbisogno energetico complessivo.

Chi dice che dovremmo fare tutte rinnovabili ha in mente questi numeri? E se anche riuscissimo a decuplicare le nostre rinnovabili, avremmo i terreni sufficienti per collocarle? E poi se dobbiamo mettere anche le batterie per evitare che di notte o dopo qualche giorno di brutto tempo dovremmo restare al buio, dove dovremo metterle? Tutto questo senza calcolare quanto tutto ciò verrebbe a costarci. Coloro che dicono che con le rinnovabili il prezzo calerebbe non fanno bene i conti. Non calcolano il costo delle batterie, non calcolano i grossi investimenti necessari per il potenziamento delle reti elettriche, specie se i nuovi impianti vengono collocati al Sud mentre il grosso del consumo è al Nord. Non calcolano il costo della rottamazione di pannelli e pale eoliche. Poi c’è la legislazione europea con un green deal sbagliato che sta mettendo in ginocchio la nostra industria senza apprezzabili vantaggi per la riduzione delle emissioni climalteranti.

Per farsi un’idea chiara di quello che possiamo fare nel breve e nel medio termine dobbiamo prima capire come siamo arrivati a questo enorme grado di dipendenza dall’estero per il nostro fabbisogno energetico: non solo non abbiamo voluto il nucleare (che invece mette al riparo la Francia da crisi di prezzo), ma poi abbiamo sospeso le trivelle per tirar fuori dai fondali dell’Adriatico petrolio e gas come fanno i nostri dirimpettai. Sta di fatto che mentre vent’anni fa producevano circa il 20% del gas che consumavamo ora siamo tra il 2 e il 3%. Cosa fare quindi? Nel breve ci sono poche possibilità di intervenire se non quella di abolire subito gli Ets e cioè la tassa sulle emissioni di CO2, ridurre o spalmare gli incentivi, molto alti, concessi alle rinnovabili che ci costano circa 200 miliardi di Euro, ridurre Iva e accise sulla benzina magari mirando dove possibile alle categorie più disagiate evitando di dare bonus a pioggia come troppo spesso è successo.

Per il medio periodo bisogna varare subito un piano per almeno cinque centrali nucleari tradizionali oltre a quelle nuove di piccola dimensione quando saranno effettivamente disponibili. Poi dobbiamo gestire bene le scorte e gestire ancora meglio la diversificazione dei fornitori pensando che per molti anni ancora avremo bisogno di gas e di petrolio per i nostri fabbisogni privati e per mandare avanti le fabbriche. Soprattutto dobbiamo superare la demagogia con la quale cerchiamo si dare sempre la colpa a qualcun altro, e dobbiamo smetterla di evitare di prendere decisioni serie e responsabili. Sono quattro anni che questo governo è in carica e per ora ha fatto solo un vago piano per l’energia. Un po’ poco.

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