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Guerra in Iran, raid contro depositi di carburante a Teheran: petrolio sopra i 100 dollari, prima volta dal 2022. Khamenei jr Guida Suprema

Israele attacca depositi di carburante a Teheran scatenando timori Usa sulla reazione della popolazione e, soprattutto, sui prezzi del petrolio che già domenica sera schizzano sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio 2022. Guida Suprema dell’Iran: scelto Khamenei jr, falco legatissimo ai pasdaran. Cosa significa

Guerra in Iran, raid contro depositi di carburante a Teheran: petrolio sopra i 100 dollari, prima volta dal 2022. Khamenei jr Guida Suprema

È il figlio di Khamenei la nuova guida suprema dell’Iran. L’annuncio arriva dall’Assemblea degli esperti chiamata ad eleggere il successore del defunto leader. Il nome di Mojtaba, falco legatissimo ai pasdaran (un legame indissolubile che rappresenta la sua vera forza), circolava da giorni ed era già stato bocciato dal presidente Usa, Donald Trump, che ora avverte: “Senza la nostra approvazione durerà poco”. Minacce pure da Israele: “Uccideremo anche lui”.

Golfo, dunque, ancora sotto attacco dei missili e droni iraniani: torre in fiamme a Kuwait City, due morti in Arabia Saudita, esplosioni a Abu Dhabi e in Bahrein. Gli Emirati negano di aver colpito l’Iran, come riferito invece dai media israeliani.

Allerta pioggia acida a Teheran dopo i raid sui siti petroliferi, molti in fuga. Trump parla delle basi inglesi con il premier britannico Keir Starmer e valuta l’invio della Delta Force per distruggere i siti nucleari. I pasdaran avvertono di essere in grado di combattere per “almeno altri sei mesi”. Dall’Eliseo, Emmanuel Macron sente sia il leader Usa sia il presidente iraniano Masou Pezeshkian. Dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, l’annuncio: “Mosca ci aiuta in modi diversi, non è un segreto”.

Allarme petrolio: nella serata di domenica, i future sul Wti salgono al Nymex sopra i 100 dollari al barile per la prima volta dal luglio 2022. Il contratto sul Brent avanza a 102,20 dollari al barile. I mercati, a questo punto, temono una guerra lunga.

Iran successione, chi è Mojtaba Khamenei

Dopo giorni di annunci, smentite e speculazioni, “il consenso è stato raggiunto”: gli ayatollah dell’Assemblea degli esperti hanno rivelato che gli 88 saggi hanno deciso il successore di Ali Khamenei come prossima Guida Suprema dell’Iran, mentre l’offensiva israelo-americana si intensifica con micidiali raid sugli impianti petroliferi di Teheran. La scelta sarebbe ricaduta sul figlio 56enne di Ali Khamenei, Mojtaba: “Il nome di Khamenei continuerà a esistere” come leader del Paese, ha rivelato infatti il membro degli esperti, Hosseinali Eshkevari. Su X, il passaggio di bandiera tra padre e figlio, sullo stesso account.

Resta tuttavia l’incertezza sul futuro della leadership del Paese e le speculazioni sulle lotte interne di un establishment, quello iraniano, piombato nel caos con la guerra. Nel frattempo ci pensa Trump a infiammare le tensioni insistendo sul fatto che il prossimo leader “dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la otterrà, non durerà a lungo”, è la minaccia del tycoon che fa eco a quella dell’Idf: “Il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a perseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo”.

Il figlio di Khamenei, considerato una figura conservatrice soprattutto per i suoi legami con le Guardie della Rivoluzione, è già stato bollato come “inaccettabile” dal presidente americano, accusato per questo di ingerenze dalla Repubblica islamica.

Iran, raid di Israele su impianti petroliferi: i timori di Trump

Intanto, Israele ha attaccato 30 depositi di carburante iraniani sabato, ben oltre le attese degli Stati Uniti. Washington è preoccupata che gli attacchi israeliani alle infrastrutture che servono la popolazione dell’Iran possano ritorcersi contro, spingendola a sostenere il regime e facendo salire i prezzi del petrolio. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali i raid hanno lasciato “sgomenti” gli Stati Uniti, colti di sorpresa dagli attacchi.

A tal proposito, sarebbero state registrate tensioni tra l’esercito americano e Israele: lo scrive su X il media israeliano Channel 12, che cita il giornalista Barak Ravid. “Un alto funzionario della sicurezza americana ha detto che gli israeliani ci avevano informato in anticipo degli attacchi contro gli impianti petroliferi, ma non avevano detto che sarebbero stati così estesi – si legge nel post -. Non crediamo che sia stata una buona idea”.

Gli americani, lo si diceva, sono molto preoccupati dal fatto che colpire installazioni che servono anche alla popolazione civile possano avere come conseguenza quella di rafforzare il regime e le critiche dell’opinione pubblica contro Israele e Stati Uniti.

Una fonte della sicurezza israeliana si è giustificata sostenendo che i raid contro i depositi di carburante avevano l’obiettivo di mandare a Teheran il messaggio di fermare gli attacchi contro siti civili in Israele. Channel 12 sostiene infatti che le discussioni sugli attacchi sono finora avvenute a livello politico, senza chiari messaggi politici trasmessi tra i governi.

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