La macchina dell’Intelligenza artificiale continua a spingere Nvidia ben oltre le aspettative di Wall Street. Nella trimestrale diffusa ieri sera, il gruppo guidato da Jensen Huang ha comunicato risultati record per il primo trimestre fiscale 2027, confermando il ruolo dominante dell’azienda nella corsa globale ai chip per l’Intelligenza artificiale.
I numeri pubblicati mostrano infatti una crescita che continua a sorprendere il mercato: i ricavi hanno raggiunto quota 81,6 miliardi di dollari, in aumento dell’85% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ben sopra le stime degli analisti, che si fermavano intorno ai 79 miliardi. Anche l’utile netto ha segnato un nuovo massimo storico, attestandosi a 58,3 miliardi di dollari, più del triplo rispetto a un anno fa. L’utile per azione adjusted è stato pari a 1,87 dollari, contro attese di mercato vicine a 1,75 dollari.
Il motore resta il business dei Data center
A trainare la crescita è ancora una volta la divisione Data Center, ormai vero cuore finanziario del colosso americano. Il segmento ha generato 75,2 miliardi di dollari di fatturato trimestrale, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, sostenuto dalla domanda globale di infrastrutture per l’Intelligenza artificiale generativa.
I grandi hyperscaler americani – da Microsoft a Google, passando per Amazon e Meta – continuano infatti a investire cifre gigantesche nello sviluppo di data center dedicati all’AI. Secondo le indicazioni riportate ieri dagli analisti, i principali gruppi tecnologici potrebbero spendere complessivamente circa 725 miliardi di dollari in infrastrutture AI nel corso del 2026.
All’interno della divisione Data Center, cresce soprattutto il peso della piattaforma Blackwell, la nuova generazione di chip Nvidia progettata per addestrare e far funzionare modelli di Intelligenza artificiale sempre più grandi. Gli investitori guardavano con particolare attenzione proprio alla velocità di diffusione di Blackwell, considerata decisiva per sostenere i margini e la crescita futura.
Margini elevati e guidance sopra le attese a 91 miliardi
Uno degli elementi più osservati dal mercato era l’andamento della redditività. Nvidia ha comunicato un margine lordo del 75%, un livello estremamente elevato considerando le dimensioni raggiunte dal business e la forte domanda di componenti avanzati.
Ma il dato che ha convinto maggiormente gli investitori è arrivato dalle previsioni per il trimestre in corso. L’azienda ha indicato ricavi attesi pari a 91 miliardi di dollari, con una possibile variazione del 2% in più o in meno. Anche in questo caso le stime risultano superiori alle attese di Wall Street, ferme intorno agli 87,3 miliardi. Il messaggio lanciato dal management è chiaro: la domanda per i sistemi AI non mostra segnali di rallentamento e il ciclo di investimenti globale nell’Intelligenza artificiale è ancora nelle sue fasi iniziali.
Buyback da 80 miliardi, dividendo in aumento e capitalizzazione record
Contestualmente ai risultati, Nvidia ha annunciato un maxi piano di ritorno di capitale agli azionisti. Il gruppo ha autorizzato nuovi riacquisti di azioni proprie per oltre 80 miliardi di dollari e ha inoltre aumentato il dividendo trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione. La decisione rappresenta un segnale importante anche dal punto di vista finanziario: Nvidia genera ormai una quantità di cassa tale da poter finanziare contemporaneamente ricerca, espansione industriale e remunerazione degli azionisti.
Negli ultimi trimestri il gruppo è diventato uno dei principali motori dell’intero mercato azionario statunitense. Secondo le ricostruzioni pubblicate ieri dalla stampa finanziaria americana, Nvidia pesa ormai in modo determinante sull’andamento dell’indice S&P 500 e la sua capitalizzazione ha raggiunto circa 5,5 trilioni di dollari.
Ma il nodo Cina continua a pesare
Accanto all’euforia per i numeri record, resta però aperto il tema della Cina. Durante la presentazione dei risultati, il management ha confermato che non sono previsti ricavi dal mercato cinese nel segmento Data Center per il trimestre in corso. Nonostante le restrizioni americane all’export di chip avanzati verso Pechino siano parzialmente venute meno dopo l’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, c’è ora l’incognita sulla preferenza che la Cina potrebbe dare a player locali come Huawei.
Nvidia ha dichiarato di non aver spedito prodotti Hopper Data Center in Cina nel trimestre appena concluso, mentre un anno fa quel mercato aveva generato circa 4,6 miliardi di dollari di ricavi. Jensen Huang continua tuttavia a considerare strategico il mercato cinese e punta a ottenere nuove autorizzazioni per future forniture di chip AI.
Wall Street guarda già oltre: riuscirà Nvidia a mantenere performance così elevate?
Nonostante risultati superiori alle attese praticamente su tutte le linee di bilancio, la reazione del titolo nell’afterhours è rimasta relativamente contenuta. Gli investitori sembrano ormai abituati a trimestrali eccezionali e concentrano l’attenzione soprattutto sulla sostenibilità della crescita futura.
La vera domanda che domina Wall Street è infatti un’altra: per quanto tempo Nvidia riuscirà a mantenere ritmi di crescita così elevati? Per il momento, però, i numeri pubblicati oggi indicano che la domanda globale di potenza di calcolo per l’Intelligenza artificiale continua a crescere a velocità impressionante. E Nvidia, almeno per ora, resta il principale beneficiario di questa corsa tecnologica globale.
