Netflix chiude il quarto trimestre del 2025 con numeri solidi e superiori alle stime. I ricavi crescono del 18% a 12,05 miliardi di dollari e l’utile netto avanza del 29% a 2,42 miliardi, mentre la base abbonati supera i 325 milioni a livello globale. Una performance che riflette l’aumento dei prezzi, l’espansione degli utenti e il peso sempre più rilevante dei ricavi pubblicitari.
Su base annua, il 2025 si archivia con un fatturato di circa 45,2 miliardi di dollari e utili per 10,98 miliardi, con il margine operativo salito al 29,5%. Numeri che confermano il rafforzamento del modello di business, sostenuto dal successo dei contenuti di punta e da una spesa in programmazione rimasta elevata.
Il mercato, però, resta freddo. Nel dopo Borsa il titolo scivola con decisione, arrivando a perdere oltre il 7% nell’after hours. A pesare non sono i conti, ma le incertezze legate al dossier Warner Bros. Discovery, dopo il rilancio di Netflix con un’offerta interamente in contanti: un segnale che gli investitori guardano oltre i numeri e continuano a scontare i rischi strategici dell’operazione.
La rotta del 2026 tra crescita e investimenti
Per il 2026 Netflix indica ricavi compresi tra 50,7 e 51,7 miliardi di dollari e un margine operativo atteso al 31,5%. La strategia resta focalizzata sul cuore dell’attività, con l’obiettivo di ampliare varietà e qualità di serie e film, affiancando un deciso sviluppo del comparto pubblicitario, destinato a crescere in modo significativo rispetto all’anno precedente.
Nel corso della conference call, il co-ceo Ted Sarandos ha ribadito l’approccio del gruppo: “ci concentreremo sul miglioramento del core business, aumentando la varietà e la qualità delle nostre serie e dei nostri film”. Una linea che implica anche maggiori investimenti, dalla tecnologia pubblicitaria agli eventi live, soprattutto fuori dagli Stati Uniti.
L’offerta in contanti su Warner
Nel giorno della trimestrale Netflix ha rilanciato anche sul fronte strategico, trasformando l’accordo con Warner Bros. Discovery in un’offerta interamente in contanti da 82,7 miliardi di dollari, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione del gruppo media. La scelta dell’“all cash” punta ad accelerare il voto degli azionisti, atteso entro aprile 2026, e a ridurre le incertezze legate alle oscillazioni del titolo Netflix, elemento centrale nelle critiche mosse dall’offerta concorrente di Paramount Global.
Il precedente accordo, firmato a dicembre 2025, prevedeva infatti una combinazione di contanti e azioni Netflix, rendendo il valore finale sensibile all’andamento del titolo, sceso nel frattempo in modo significativo. Con il passaggio a un prezzo interamente in contanti, pari a 27,75 dollari per azione Warner, Netflix mira a rendere il percorso più lineare e a rafforzare la propria posizione nella contesa.
Nella lettera agli investitori, la società guidata da Ted Sarandos e Greg Peters ha difeso l’operazione spiegando che “i business sono complementari e assieme offriranno maggiori opportunità ai creativi e all’intera industria dello spettacolo”. In parallelo, Netflix ha sospeso i buyback azionari per preservare risorse finanziarie in vista dell’operazione, confermando la volontà di giocare fino in fondo la partita che può ridisegnare il panorama dei media americani.
Il titolo Netflix crolla nell’after hours
Nonostante una trimestrale giudicata robusta sul piano operativo, il mercato è scettico e il titolo crolla nell’after hours. A pesare sono soprattutto le incognite legate all’esito della battaglia per Warner e all’impatto finanziario dell’operazione, oltre a un outlook che incorpora costi in aumento. E così le azioni Netflix sono in calo di oltre il 7% nell’after hours.
Come osservato da David Pascucci di XTB, si tratta di “una trimestrale veramente molto buona con un miglioramento a doppia cifra su tutti i dati”, ma inserita in un contesto tecnico e di sentiment più fragile.
