Minneapolis è diventata l’epicentro dello scontro politico e sociale sull’immigrazione negli Stati Uniti. Una nuova operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) si è conclusa con l’uccisione di un cittadino americano e al fermo di una bambina di due anni con il padre, Joel Tipan Echevarria, richiedente asilo. Nonostante un giudice avesse ordinato il rilascio della bimba, entrambi sono stati trasferiti in Texas; la bambina è poi tornata in Minnesota e affidata alla madre, mentre il padre resta detenuto.
La città, già segnata dalle proteste e dallo scontro tra autorità locali e federali, ha visto decine di manifestanti radunarsi immediatamente sul luogo della sparatoria, chiedendo l’arresto degli agenti coinvolti. La risposta è stata il lancio di gas lacrimogeni e una nuova serie di arresti, nella stessa dinamica di violenza e tensione che ha accompagnato gli altri episodi recenti. Si tratta della seconda sparatoria letale che coinvolge agenti federali a Minneapolis dal 7 gennaio, dopo la morte di Renee Good durante un’operazione legata all’immigrazione, e da allora la città vive in uno stato di tensione permanente.
Sparatoria Minneapolis: chi era la vittima e cosa è successo
L’uomo ucciso è Alex Pretti, 37 anni, infermiere, cittadino americano incensurato e residente a Minneapolis. La sparatoria è avvenuta tra Nicollet Avenue e la 27ª strada, in un’area dove già dalle prime ore della giornata si erano registrati scontri tra agenti federali e manifestanti.
Nei video diffusi sui social si vede Pretti immobilizzato a terra da agenti federali; subito dopo si sentono diversi colpi di pistola. Secondo la Cnn, gli agenti federali avrebbero inizialmente tentato di impedire alla polizia di Minneapolisdi accedere alla scena.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) sostiene che Pretti, pur detenendo legalmente una pistola calibro 9, abbia tentato di aggredire gli agenti durante un’operazione anti-immigrazione. Gli agenti avrebbero cercato di disarmarlo, ma il sospettato avrebbe opposto “violenta resistenza”.
Le autorità locali, però, contestano questa ricostruzione. La polizia di Minneapolis ha confermato che Pretti aveva porto d’armi regolare e nessun precedente penale, se non alcune infrazioni stradali.
Minneapolis in rivolta contro l’Ice, Trump difende gli agenti
Negli ultimi giorni le denunce contro le modalità operative dell’Ice si sono moltiplicate: video e testimonianze mostrano scene di violenza, con persone trascinate fuori dalle auto, ingressi in abitazioni senza mandato e cittadini placcati a terra. Il clima di paura si è tradotto in mobilitazioni di massa, culminate venerdì con una manifestazione nel centro di Minneapolis che, secondo gli organizzatori, ha raccolto fino a 50mila persone. Durante una protesta pacifica all’aeroporto, circa 100 membri del clero sono stati arrestati mentre pregavano inginocchiati per chiedere responsabilità sulle morti avvenute durante le operazioni.
Il governatore del Minnesota Tim Walz ha chiesto la sospensione immediata delle operazioni federali nello Stato, definendo gli agenti “violenti e non adeguatamente addestrati”. Anche il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha denunciato le conseguenze sempre più gravi della strategia federale. Il presidente Donald Trump ha respinto le accuse, accusando Walz e Frey di “incitare all’insurrezione” e ribadendo il sostegno all’Ice, citando le migliaia di arresti effettuati nell’ambito dell’operazione.
