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Manovra: salari, Irpef, pensioni, edilizia, imprese e famiglie. Ecco cosa cambia

La manovra sarà approvata venerdì con due miliardi in più da destinare ai salari. Ecco, capitolo per capitolo, cosa prevede la nuova legge di Bilancio

Manovra: salari, Irpef, pensioni, edilizia, imprese e famiglie. Ecco cosa cambia

Due miliardi in più per la manovra, che sale da 16 a 18 miliardi. A cosa servirà questa nuova iniezione di risorse arrivata al fotofinish? “Per “favorire l’adeguamento salariale al costo della vita nel 2026”, si legge nella nota del ministero dell’Economia che accompagna il Dpb, il Documento programmatico di bilancio illustrato ieri in consiglio dei ministri e inviato in serata alla Commissione Ue e all’Eurogruppo. Per il resto, viene confermato l’impianto generale della manovra che verrà approvata venerdì 17 ottobre. Al centro il taglio di due punti, dal 35 al 33% dell’aliquota Irpef fino a 50mila euro, la revisione Isee per escludere la prima casa, e 3,5 miliardi in tre anni per le famiglie e il contrasto alla povertà. Si continua invece a trattare sulla sterilizzazione selettiva dell’aumento dell’età pensionabile e sulla rottamazione, entrambe misure molto costose e fortemente richieste dalla Lega. 

Irpef e salari

Per il triennio lo stanziamento è di circa 9 miliardi. Tre miliardi l’anno, dunque, serviranno a ridurre le aliquote Irpef che pesano sul cosiddetto ceto medio, con uno sgravio minimo che parte da 28mila e che arriverà a 440 euro per i redditi da 50mila euro. A questa cifra si aggiungono 2 miliardi per l’adeguamento salariale al costo della vita per i dipendenti pubblici stanziati per il solo 2026. L’ipotesi sui salari prevede di detassare gli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali (si parla di un’aliquota fiscale del 10% sugli aumenti retributivi) per andare incontro alle richieste dei sindacati. Si tratta di “un incentivo forte al rinnovo dei contratti”, dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo anche il potenziamento dei fringe benefit e una possibile sforbiciata alle tasse che pesano su premi di produttività, straordinari, notturni e festivi.

Detrazioni edilizie

Prevista inoltre una proroga del bonus ristrutturazioni che resterà del 50% sulla prima casa e del 36% dalla seconda casa in poi anche nel 2026. 

Le misure per le imprese

Capitolo delicato, anche per le pressioni esercitate negli ultimi giorni dalle associazioni datoriali e da Confindustria, con il presidente Emanuele Orsini che ha fatto notare come nella manovra manchi la parola “crescita” e che questa si ottenga solo attraverso le imprese. 

Per sostenere le imprese, il governo prevede il rifinanziamento della Nuova Sabatini, il ritorno del super ammortamento da 4 miliardi in tre anni, il credito d’imposta per le imprese attive nelle Zes (Zone economiche speciali) e nelle Zls (Zone logistiche semplificate a cui andranno 100 milioni). Prorogato anche lo stop a plastic e sugar tax fino al 31 dicembre 2026.

Le misure per le famiglie 

Aiuti alle famiglie e contrasto della povertà, capitolo caro alla premier e a Fratelli d’Italia, soprattutto dopo gli ultimi dati dell’Istat, secondo cui nel 2024 erano oltre 2,2 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta – l’8,4% delle famiglie residenti – per un totale di 5,7 milioni di individui, il 9,8% dei residenti. Ebbene nel pacchetto, che vale 3,5 miliardi in tre anni, rientra l’esclusione della prima casa dall’Isee. “Al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce una revisione della disciplina per il calcolo dell’Isee, che interviene sul valore della casa e sulle scale di equivalenza, con effetti complessivi di quasi 500 milioni di euro annui”, spiega il Mef. Tra le altre misure figurano invece il possibile aumento del bonus mamma da 40 a 60 euro al mese, la proroga del congedo parentale facoltativo all’80% dello stipendio per tre mesi, dopo la fine di quello obbligatorio e la conferma della Social Card per i poveri.

Alla Sanità 2,4 miliardi

Alla sanità andranno altri 2,4 miliardi per il 2026 e 2,65 miliardi per il biennio successivo che si aggiungono agli stanziamenti già in vigore: 5 miliardi per il 2026, 5,7 miliardi per il 2027 e quasi 7 miliardi per il 2028.

Pensioni e rottamazione

La nota del Mef non specifica le misure riguardanti pensioni e rottamazione. Entrambi i casi si tratterà però di interventi selettivi. Per arginare l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile dal 2027 si ipotizza una sterilizzazione parziale da attuare in più anni e solo per alcune categorie (precoci e lavoratori che svolgono attività usuranti). La rottamazione, invece, dovrebbe coprire i debiti con il fisco fino al 2023, ma sarebbero esclusi i contribuenti che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi. L’ipotesi più accreditata resta quella di una rottamazione di 108 rate in 9 anni. 

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