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Manovra 2026, via libera del Senato: ora l’ultimo round alla Camera. Tutte le misure e le novità

La legge passa ora “blindata” alla Camera, che dovrà approvarla senza modifiche per evitare l’esercizio provvisorio, con l’esame previsto a partire da domenica e la chiusura fissata al 30 dicembre

Manovra 2026, via libera del Senato: ora l’ultimo round alla Camera. Tutte le misure e le novità

Il Senato ha approvato la Manovra 2026 con 113 sì, 70 no e 2 astenuti, chiudendo un iter parlamentare a tratti turbolento e consegnando ora la palla alla Camera per il voto finale previsto il 30 dicembre. La quarta legge di Bilancio del governo Meloni, del valore complessivo di circa 22 miliardi di euro, ha attraversato momenti di forte tensione, spaziando dalle pensioni al condono edilizio e passando per le divisioni interne alla maggioranza, con confronti serrati tra il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Nel corso dell’esame parlamentare, la Commissione ha approvato un maxi-emendamento che ha stralciato cinque norme considerate controverse, alla luce dei dubbi sollevati dal Quirinale.

Manovra 2026 passa alla Camera: tutte le misure in pillole

Il governo rivendica una legge prudente, più snella rispetto alle precedenti del Governo Meloni, con l’obiettivo di far uscire l’Italia dalla procedura per deficit eccessivo già nel 2026, un anno prima rispetto a quanto concordato con Bruxelles. Vediamo nel dettaglio le principali misure.

Fisco e tasse: riduzioni, nuove imposte e detassazioni

La misura principale riguarda la riduzione dal 35% al 33% della seconda aliquota Irpef per 13,6 milioni di contribuenti fino a 50mila euro. Per i contratti rinnovati nel 2024, la legge introduce una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi corrisposti dal 1° gennaio 2026, estesa ai redditi fino a 33mila euro, con un bonus dell’1% sui salari di produttività.

La prima casa esce dal calcolo Isee fino a 91.500 euro, soglia che sale a 200mila euro nei capoluoghi di città metropolitane e aumenta di 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo.

Tra le nuove imposte, spiccano la tassa di 2 euro sui pacchi extra-Ue sotto i 150 euro, la ritenuta d’acconto dell’1% sulle fatture tra imprese dal 2029 (0,5% nel 2028) e il raddoppio della Tobin Tax. Le aliquote sui premi Rc auto per infortuni e assistenza salgono al 12,5% per contratti dal 1° gennaio 2026. Le plusvalenze sulle criptovalute passano dal 26% al 33%, con aliquota agevolata al 26% per token ancorati all’euro. Infine, la rottamazione quinques consente di saldare cartelle dal 2000 al 2023 in 54 rate bimestrali con tasso ridotto al 3%.

La soglia esentasse dei buoni pasto aumenta da 8 a 10 euro e sono previsti incrementi progressivi delle accise sulle sigarette.

Pensioni e welfare: nuove regole e tagli mirati

La manovra modifica finestre pensionistiche e fondi per pensioni anticipate. Salta la proroga di Opzione Donna e viene eliminata la possibilità di cumulare le rendite dei fondi complementari per accedere anticipatamente alla pensione di vecchiaia.

I fondi per i lavoratori precoci e quelli impegnati in attività usuranti saranno progressivamente ridotti: il fondo dei precoci arriverà a 190 milioni dal 2034, mentre quello degli usuranti scenderà a 40 milioni dal 2033. La continuità dell’Assegno di inclusione (Adi) è garantita, ma la prima mensilità in caso di rinnovo sarà ridotta del 50%.

Dal 2026, gli assegni minimi aumentano di 20 euro al mese e l’obbligo di versamento del Tfr al Fondo Inps si estende anche alle aziende con almeno 50 dipendenti, con ampliamento dal 2032 alle imprese con 40 o più dipendenti. L’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti nel settore privato partirà dal luglio 2026, con possibilità di rinuncia entro 60 giorni.

Imprese e investimenti: incentivi, Transizione 4.0 e Zes

Le imprese beneficiano della proroga dell’iperammortamento fino al 30 settembre 2028, valido per beni strumentali e materiali immateriali legati a Transizione 4.0 e 5.0, con vincolo “Made in Europe” e esclusione dell’extra bonus green.

Il credito d’imposta Transizione 4.0 riceve un incremento di 1,3 miliardi, mentre per le Zes del Mezzogiorno sono previsti 532,64 milioni per chi ha già presentato domanda. Le assicurazioni dovranno versare un acconto dell’85% del contributo al Ssn sui premi Rc veicoli e natanti.

Banche, assicurazioni e settore finanziario

Il settore finanziario contribuirà con oltre 12 miliardi in coperture fiscali. Per le banche, la deducibilità delle perdite passa dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. L’Irap aumenta di 2 punti percentuali per banche e assicurazioni, con franchigia di 90mila euro e esclusione di Sim, Sgr e holding industriali.

La soglia di detassazione dei dividendi scende al 5% o a un importo minimo di 500mila euro.

I funzionari del Mef potranno entrare negli organi di controllo delle società partecipate, mentre le riserve auree di Bankitalia sono definite di proprietà del “Popolo Italiano”.

Casa, scuola e sostegno sociale

Il Piano Casa riceve 200 milioni per il 2026 2027, mentre la cedolare secca sugli affitti brevi resta invariata: al 21% per il primo immobile, sale al 26% per il secondo e diventa reddito d’impresa dal terzo. Per la scuola, sono previsti 20 milioni per libri scolastici e un contributo fino a 1.500 euro per famiglie con Isee fino a 30mila euro.

Per la protezione sociale, la legge stanzia 7 milioni contro la violenza sulle donne e 2 milioni per il fondo dei morosi incolpevoli.

Sport, difesa e cultura

Sono previsti 40 milioni per polizze assicurative a forze dell’ordine e vigili del fuoco e ulteriori 40 milioni al Fondo Sport gestito da Coni e Sport e Salute. Il Fondo cinema e audiovisivo subirà tagli di 90 milioni nel 2026 e 200 milioni dal 2027, mentre la Rai vedrà riduzioni di 10 milioni nel 2026.

Per la difesa, i ministeri di Difesa e Infrastrutture identificheranno progetti e aree strategiche per rafforzare la produzione nazionale di armamenti e sistemi d’arma.

Enti locali e semplificazione amministrativa

La manovra introduce 63 emendamenti per gli enti locali, migliorando flessibilità su indebitamento, mutui e gestione degli avanzi liberi. Le anticipazioni ai comuni passano da 10 a 20 anni e vengono prorogati i fabbisogni sanitari standard e incarichi della cabina di regia per la crisi idrica. Prevista inoltre la regolarizzazione del personale temporaneo negli Uffici speciali per la ricostruzione.

Norme stralciate e misure ritirate

Alcune misure controverse sono state stralciate: tra queste arretrati dei lavoratori sottopagati, porte girevoli nella Pa, collocamento fuori ruolo dei magistrati, disciplina Covip, condono edilizio, vendita della cannabis light e aumento della soglia del contante a 10mila euro.

Opposizioni insorgono, maggioranza applaude: le reazioni alla Manovra

Le reazioni alla manovra sono state molteplici e colorite. Giorgio Salvitti (FdI) ha evidenziato la riduzione delle tasse sul lavoro di “43 miliardi” e ha definito la legge di bilancio una “fotografia diversa dalla narrativa autolesionista della sinistra”, citando anche l’aumento degli investimenti in sanità e il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie. Carlo Calenda (Azione) ha parlato di prudenza condivisibile, ma ha criticato la mancanza di “una strategia”, pur apprezzando la reintroduzione di Industria 4.0 e il finanziamento della sanità. Matteo Renzi (IV) ha definito la manovra “brutta senz’anima” e “mediocre come Giorgetti”, con ironici riferimenti ai concerti di Baglioni e a Mike Bongiorno.

Maurizio Gasparri (FI) ha ringraziato Giorgetti per un lavoro “scomodo” e per le misure di sostegno a famiglie e forze dell’ordine, mentre Francesco Boccia (Pd) ha criticato la gestione delle pensioni, sottolineando come le scelte del governo aggravino disuguaglianze e penalizzino donne, giovani e lavoratori più fragili. Infine Massimiliano Romeo (Lega) ha rivendicato l’uscita dalla procedura di infrazione definendola uno “smacco per gli eurolirici” e ha rimarcato il potenziamento della sanità, il taglio del cuneo fiscale e il sostegno al ceto medio.

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