Condividi

Banner FIRSTonline

Libertà di stampa, Italia bocciata ancora: troppa politica nei media e cause per diffamazione

Secondo il rapporto della Piattaforma per la sicurezza dei giornalisti, l’Italia affronta crescenti pressioni sulla stampa, tra influenza politica, media pubblici e diffamazione, in un contesto europeo sempre più ostile

Libertà di stampa, Italia bocciata ancora: troppa politica nei media e cause per diffamazione

Informazione: l‘Italia non esce bene dal rapporto annuale sulla libertà di stampa in Europa pubblicato dalla Piattaforma per la sicurezza dei giornalisti, sponsorizzata dal Consiglio d’Europa. Senza tanti giri di parole, si afferma infatti che: “In Italia la situazione sta diventando sempre più critica per i giornalisti, i media del servizio pubblico e i media indipendenti”. Il fatto che non sia solo l’Italia a dover fare i conti, in Europa, con pressioni che limitano la libertà di stampa, certo non è motivo di consolazione, ma semmai di preoccupazione, di fronte a “un ambiente sempre più ostile per il giornalismo in Europa – rimarca il rapporto -. Nel 2025 la libertà di stampa ha continuato a essere sottoposta a continue pressioni in Europa, a causa di minacce legali, attacchi fisici e intimidazioni, tentativi di sequestro dei media e repressione transnazionale”.

Minacce alla libertà dei media in Europa

Più in generale, il report evidenzia come nel 2025 ci siano state 344 segnalazioni di gravi minacce alla libertà dei media, con un aumento significativo (+29%) rispetto al 2024, quando ne erano state registrate 266. I Paesi con il maggior numero di segnalazioni sono stati Russia (50), Turchia (49), Georgia (35), Serbia (35) e Ucraina (27).

Quanto all’Italia, tre sono le criticità sottolineate dal rapporto: l’influenza della politica, l’informazione radiotelevisiva pubblica e il ricorso alla pratica delle cause per diffamazione. “La combinazione dell’influenza politica sull’emittenza pubblica e l’uso strategico delle cause per diffamazione pone una seria sfida alla libertà dei media in Italia”.

Libertà di stampa in Italia sotto pressione

Il nome dell’Italia compare anche con particolare riferimento all’informazione radiotelevisiva pubblica: “I Paesi con i più alti tassi di rischio di interferenza politica nei media pubblici sono Ungheria, Malta e Turchia, seguiti da Slovacchia, Bosnia-Erzegovina, Italia, Croazia, Polonia, Grecia, Serbia e Romania“. In particolare, il rapporto evidenzia che Roma non ha ancora risposto alle segnalazioni sulle nomine politiche in Rai e alla cancellazione della trasmissione di Roberto Saviano.

L’altro punto sensibile per l’Italia sollevato nel rapporto riguarda le leggi e le pratiche di diffamazione. La Piattaforma ha pubblicato un focus specifico su nove Paesi (Azerbaigian, Croazia, Grecia, Irlanda, Italia, Polonia, Serbia, Turchia e Regno Unito) in cui considera che la legislazione sulla diffamazione, per come è applicata, incida sulla libertà di espressione.

Commenta