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Inter e Roma salgono in vetta scavalcando il Napoli che cade a Bologna e rimedia la quinta sconfitta

L’Inter che batte la Lazio e la Roma che liquida l’Udinese sono le due nuove leader della classifica. Scivola al terzo posto il Napoli che perde contro Bologna che sale al quinto posto sorpassando la Juve

Inter e Roma salgono in vetta scavalcando il Napoli che cade a Bologna e rimedia la quinta sconfitta

Una poltrona per due. Inter e Roma battono Lazio e Udinese (2-0) e volano in testa alla classifica, anche grazie allo scivolone del Napoli, sconfitto nettamente a Bologna (2-0) e costretto ad abdicare il regno. Due vittorie belle e convincenti quelle di nerazzurri e giallorossi, che passeranno la sosta al comando del campionato, in attesa della ripartenza con Milan e Cremonese. Male invece i campioni in carica di Conte, strapazzati da Italiano e alle prese con l’ennesimo passo falso della stagione.

Da segnalare, in questa domenica di campionato, anche il pesantissimo ko dell’Atalanta contro il Sassuolo (0-3, Juric verso l’esonero: pronti Palladino e Thiago Motta) e il pareggio tra Genoa e Fiorentina (2-2), nel giorno del doppio debutto di De Rossi e Vanoli.

Inter – Lazio 2-0: Chivu sale in vetta con Lautaro e Bonny, Sarri non punge

L’Inter torna feroce e si riprende la vetta grazie al successo sulla Lazio, un 2-0 firmato dalle stoccate di Lautaro e Bonny, che bastano e avanzano per scavalcare Napoli e Milan e agguantare la Roma. Una vittoria, a differenza delle ultime con Verona e Kairat, che fa felice Chivu, fatta di intensità, pressing alto, transizioni rapide e solidità difensiva. È tornata l’Inter vera, quella che morde e non lascia respirare.

Bastano tre minuti per indirizzare la serata: Isaksen si incarta da solo, Bastoni gli ruba palla e serve Lautaro, che colpisce con un destro perfetto all’incrocio. Gol numero 161 in nerazzurro, ottavo in stagione, il primo in campionato dopo oltre un mese. La Lazio prova a reagire, ma il suo palleggio orizzontale è lento e prevedibile: l’Inter è affamata, chiude tutti gli spazi e verticalizza con una facilità disarmante. Nel secondo tempo la storia non cambia. La Lazio tiene palla ma non punge e al 62’ i nerazzurri raddoppiano: cross tagliato di Dimarco, Romagnoli in ritardo e Bonny appoggia in rete a porta vuota. Da lì in poi diventa una gara di controllo e gestione della palla, con anche un 3-0 annullato a Zielinski per fallo di mano di Dimarco a inizio azione. La Lazio si accende solo con la traversa di Gila al 75’ e qualche lampo di Zaccagni, ma troppo poco per impensierire Sommer.

Dopo i passi falsi di Milan e Napoli, Chivu e i suoi afferrano il primo posto assieme alla Roma, ritrovando bel gioco e mentalità. A Sarri, invece, non resta che fare i conti con il passo indietro della sua squadra, oltre che con un nono posto che mal si concilia con le sue ambizioni personali.

Chivu: “Mi sono piaciuti approccio e voglia. Lautaro? Se sei sereno i gol arrivano”

Mi sono piaciuti l’approccio e la voglia di essere dominanti – il commento soddisfatto di Chivu -. La Lazio è allenata bene ed è preparata, ma noi abbiamo capito cosa fare e come farlo. E l’abbiamo fatto abbastanza bene, se non molto bene. Non è mai semplice quando giochi ogni tre giorni, bisogna capire i momenti e le opportunità che gli altri ti danno. Il merito è di tutti quelli che hanno dato quel qualcosa in più per la squadra, permettendo agli altri di guadagnare del tempo di riposo in più. A quel punto diventa facile aggredire le partite. Ho a che fare con dei campioni che, nonostante la fatica, fanno di tutto per essere dominanti e per accontentare l’allenatore. Lautaro? È la conseguenza del lavoro duro che sta facendo e di quello che mette a disposizione del gruppo: i gol arrivano sempre quando sei sereno. È un trascinatore e porta avanti il gruppo con il lavoro, mi fa piacere allenarlo”.

Sarri: “L’Inter è più forte, poi se prendi gol dopo due minuti diventa dura…”

Quando entri a San Siro e prendi gol dopo due minuti e mezzo diventa dura, peraltro contro una squadra più forte di noi – ha sospirato Sarri -. Abbiamo traballato, ma poi siamo rientrati in partita e abbiamo avuto le nostre occasioni, non è stata una gara disastrosa da parte nostra. Dispiace che i due gol siano venuti su due palle perse in maniera banale, questo ci lascia un po’ di amaro in bocca. Aspetti positivi ci sono sicuramente e ripartiamo da questi, è inevitabile quando ti trovi in una serie di difficoltà che si posano una sull’altra e anziché allentarsi si moltiplicano. O vai a fondo o reagisci e i ragazzi sono stati bravi. Un attaccante a gennaio? A me non m’hanno ancora detto se il mercato sarà aperto o no, quindi non siamo entrati in tanti discorsi che vanno sui particolari. Penso che qualcosa faremo, ma aspetto l’ufficialità e poi parleremo dei dettagli”.

Roma – Udinese 2-0: Gasperini si prende il primo posto con Pellegrini e Celik

La Roma si riprende la vetta della Serie A dopo undici giornate, un traguardo che mancava dal 2013-14 targato Rudi Garcia, e lo fa con una prova “gasperiniana” nel senso più puro del termine: aggressiva, intensa, affamata. All’Olimpico, davanti a 62 mila spettatori, i giallorossi battono 2-0 l’Udinese con i gol di Pellegrini su rigore e Celik, e si issano da soli in cima alla classifica. Nel primo tempo la Roma domina il campo, pressa alto e costruisce a ondate, ma per sbloccare serve la pazienza delle grandi. Dopo i tentativi di Celik (colpo di testa di poco fuori), Cristante (palo esterno) e Dovbyk fermato da Okoye, l’episodio chiave arriva allo scadere: Kamara tocca col braccio su cross di Mancini, Collu viene richiamato dal Var e assegna il rigore. Dal dischetto Pellegrini è glaciale e fa 1-0.

Nella ripresa, con Dovbyk out e Baldanzi falso nove, la Roma gioca libera e sciolta, trascinata da un Mancini versione terzino-regista che domina la fascia destra. Proprio da una sua iniziativa nasce il raddoppio: triangolo stretto con Celik e destro perfetto sotto la traversa. Da lì in avanti è gestione pura: Svilar blinda il risultato prima su Zaniolo, poi su Bayo, e nel finale l’Udinese si arrende colpendo solo un palo con Atta. Finisce 2-0, con l’Olimpico in festa e Gasperini che può godersi una Roma sempre più sua: solida, organizzata, capace di giocare un calcio riconoscibile e coraggioso. In attesa di recuperare Dybala e altri acciaccati, la sensazione è chiara: i giallorossi hanno smesso di mirare in alto, perché adesso sono gli altri a dover guardare loro.

Gasperini: “La squadra mi segue. Scudetto? Saremo primi per due settimane, per ora va bene così”

“È stata una grandissima partita contro una squadra forte fisicamente – l’analisi soddisfatta di Gasperini -. Sono davvero contento per l’intensità messa in campo e per la crescita tecnica di questa squadra. Nel finale eravamo stanchi e abbiamo sbagliato qualcosa, ma per il resto sono davvero felice. Questa è una squadra che mi segue e ha soddisfazione nelle partite che gioca, nel secondo gol guardate come abbiamo riempito l’area, questo non lo vedevamo nelle prime partite. Ma questi segnali si erano visti anche in coppa e nelle ultime giornate. Scudetto? Sinceramente non ne parliamo tra noi, ma questo non è un limite. Noi giochiamo ogni partita per fare il massimo, che sia a San Siro o qui in casa. Non parliamo proprio di obiettivi in generale perché la classifica è corta e ci sono diverse fasi, a gennaio giocheremo 9 partite comprese quelle decisive in Europa e coppa Italia. Quindi è molto presto per capire l’obiettivo, ora l’unico che ho è che la gente viva serate come questa e che la squadra cresca. Siamo primi per due settimane, per ora mi accontento così”.

Bologna – Napoli 2-0: Italiano sogna con Dallinga e Lucumi, Conte annichilito

Il Bologna continua a volare e abbatte anche il Napoli, con un 2-0 pesante e meritatissimo che certifica il momento d’oro della squadra di Italiano. Per gli azzurri, invece, una giornata amara, da dimenticare il prima possibile. La squadra di Conte non tira praticamente mai in porta e appare svuotata, appannata, incapace di imporre ritmo e idee. Il primo tempo è bloccato, frammentato da falli, fischi e tensione. Il Bologna gioca meglio, spinge con coraggio e chiude la frazione con due buone occasioni per Lucumi e Dallinga, ma il vero sussulto arriva solo nella ripresa. Al 50’, proprio Dallinga sblocca la gara con un colpo da attaccante puro su assist di Cambiaghi, dopo una splendida azione orchestrata da Orsolini e Ferguson. Il Napoli non reagisce, resta lento, prevedibile e vulnerabile dietro. Al 61’, sugli sviluppi di un cross di Holm, Lucumi svetta altissimo e di testa firma il 2-0 che manda in visibilio il Dall’Ara. Da lì in poi è accademia rossoblù: Italiano inserisce Bernardeschi e ordina ai suoi di continuare ad attaccare, mentre Conte cambia uomini (dentro Lang, Neres, poi Juan Jesus e Olivera) ma non l’inerzia. Il Bologna non arretra, gioca, pressa, crea, e chiude in gloria la decima partita utile consecutiva tra campionato e coppe. Per il Napoli, invece, un’altra partita da dimenticare, preludio a una sosta che si preannuncia decisamente amara.

Conte: “Sono preoccupato, è cambiata l’energia rispetto alla scorsa stagione”

Loro hanno avuto più energia in tutto, quello che dispiace constatare è che avevano più voglia e più entusiasmo – il commento amaro di Conte -. È una cosa che ci deve far riflettere, che avevamo già fatto insieme ai ragazzi. Loro hanno giocato anche giovedì, noi abbiamo fatto il compitino finché la partita è stata in equilibrio, poi ci siamo sciolti. Questo dispiace, ci deve essere un’energia diversa. Sono preoccupato, c’è poco da dire. Se una squadra che viene etichettata come protagonista assoluta perde cinque partite, vuol dire che c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto. Non dobbiamo dimenticare che dopo uno Scudetto vinto siamo arrivati decimi: non è stato di grande insegnamento. Tante volte si pensa che dall’oggi al domani il brutto anatroccolo diventi cigno, l’anno scorso abbiamo fatto qualcosa di assoluto valore e straordinario. Stiamo continuando a lavorare, ma dobbiamo chiederci come: se lo stiamo facendo con l’entusiasmo giusto e con la giusta voglia di rivincita. Sicuramente è cambiata l’energia. I ragazzi sanno benissimo come la penso, mi dispiace di non riuscire a cambiare questa cosa. Non sto facendo un buon lavoro o qualcuno non vuole sentire”.

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