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Imprese, nel secondo trimestre 2026 oltre 32mila attività in più. In ripresa l’artigianato ma preoccupa la manifattura

Secondo l’analisi condotta da Unioncamere e InfoCamere, servizi e costruzioni trainano la crescita del tessuto imprenditoriale italiano

Imprese, nel secondo trimestre 2026 oltre 32mila attività in più. In ripresa l’artigianato ma preoccupa la manifattura

Tra aprile e giugno il sistema imprenditoriale italiano conferma la propria capacità di crescita. Nel secondo trimestre del 2026 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è stato positivo per 32.709 imprese, frutto di 83.169 aperture e 50.460 chiusure, mantenendo il tasso di sviluppo al +0,56%, lo stesso registrato nello stesso periodo del 2025. Il numero complessivo delle imprese registrate sale così a 5.823.863. Tra gli elementi più significativi del trimestre spicca anche il ritorno alla crescita dell’artigianato, che registra un saldo positivo di 5.201 imprese e un tasso di sviluppo del +0,43%, in miglioramento rispetto al +0,37% dell’anno precedente. Questi i dati che emergono da Movimprese, l’analisi statistica condotta da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio

Servizi e costruzioni sostengono la crescita

L’espansione del tessuto imprenditoriale continua a poggiare soprattutto sui servizi e sulle costruzioni. L’edilizia è il comparto con il maggior incremento in valore assoluto, grazie a 5.369 nuove imprese nel trimestre. Seguono i servizi di alloggio e ristorazione (+4.851), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+4.059), quelle immobiliari (+3.191) e il settore finanziario e assicurativo (+2.868), che registra anche il tasso di crescita più elevato (+1,91%). Più contenuto, invece, l’andamento dei comparti tradizionali: la manifattura cresce di appena 483 imprese, mentre agricoltura, silvicoltura e pesca aggiungono 1.549 attività.

L’artigianato torna in territorio positivo

In questo contesto si inserisce anche il recupero dell’artigianato. Il saldo positivo di 5.201 imprese è sostenuto soprattutto dalle costruzioni, che rappresentano circa la metà della crescita del comparto (+2.660 imprese), e dalle attività di servizi, in particolare riparazioni, manutenzione e servizi alla persona, che aggiungono 1.473 aziende. Resta invece debole la manifattura artigiana, che continua a perdere imprese (-289), confermando le difficoltà dei settori produttivi più tradizionali.

Centro più dinamico, Sud primo per crescita numerica

La crescita interessa tutte le aree del Paese, ma con intensità differenti. In termini assoluti il Mezzogiorno guida la classifica con 11.129 imprese in più, circa un terzo dell’intero saldo nazionale. Se si considera invece il tasso di sviluppo, il primato spetta al Centro Italia (+0,64%), grazie soprattutto alle performance di Lazio e Toscana. Nell’artigianato il maggior numero di nuove imprese si concentra nel Nord-Ovest e nel Nord-Est, mentre il Centro registra il progresso percentuale più marcato, con un tasso di crescita dello 0,44%, quasi triplicato rispetto allo stesso trimestre del 2025.

Le società di capitali restano il motore

L’analisi per forma giuridica conferma infine il ruolo trainante delle società di capitali, che mettono a segno un saldo positivo di 19.861 imprese e una crescita dell’1%. Le imprese individuali aumentano di 13.120 unità, mentre prosegue la flessione delle società di persone, unica categoria a chiudere il trimestre con un saldo negativo. Un quadro che conferma la solidità del sistema imprenditoriale italiano, sostenuto dall’espansione dei servizi e delle costruzioni e accompagnato dai primi segnali di rafforzamento anche dell’artigianato.

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