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Il Manchester United guida la top 50 di Forbes, Ferrari e Milan le uniche italiane

Stilata la classifica di Forbes delle 50 squadre sportive di maggior valore commerciale: primo il Manchester United, secondo il Real Madrid, chiudono il podio i New York Yankees – Ferrari (15sima) e Milan (27simo) gli unici due team italiani – In classifica tutte le 32 squadre della Nfl.

Il Manchester United guida la top 50 di Forbes, Ferrari e Milan le uniche italiane

È il Manchester United a guidare la classifica di Forbes delle 50 squadre sportive di maggior valore commerciale. Secondo al termine di una delle edizioni più emozionanti della storia della Premier League, chiusa dal goal scudetto di Aguero all’ultimo minuto dell’ultima giornata, ed eliminato dalla Champions nella fase a gironi, il club di Alex Ferguson ribalta il verdetto di una della stagioni peggiori della sua storia recente, piazzandosi al primo posto nella classifica della rivista americana, con un valore di 2,23 miliardi di dollari, grazie soprattutto ai numerosi sponsor e al merchandising, e alla faccia del debito da 660 milioni di euro, che starebbe spingendo la dirigenza a prendere in considerazione l’idea di una quotazione alla Borsa di New York.

Completano il podio un altro team pesantemente indebitato, il Real Madrid, secondo a quota 1,88 miliardi e i New York Yankees, il team-leggenda del baseball a stelle e strisce. 

Ma quello che stupisce, almeno al di qua dell’oceano, è la presenza in classifica di tutte e 32 le squadre della lega professionistica di football americano, a partire dai Dallas Cowboys che, nonostante non facciano i playoff da due anni, rimangono appena fuori dal podio.

La Nfl, forte di un contratto televisivo da 5 miliardi di dollari, si afferma dunque come la Lega meglio gestita dello sport professionistico, grazie anche al lockout del 2011, che ha dato vita a gestioni più virtuose con società che, dalla prima all’ultima, hanno i conti in attivo. 

Al conrario la Nba, che pure ha un mercato molto più ampio a livello mondiale, porta in classifica solo due squadre: i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, 35simi, e i New York Knicks, a conferma che il valore commerciale di un team non si fonda sulle vittorie (l’ultimo successo dei newyorchesi, infatti, è datato 1973, una vita fa).

Il contingente italiano nella classifica è ridotto a due sole società: al 15simo posto c’è la Ferrari, con un valore in crescita del 3% rispetto allo scorso anno, grazie al mega-accordo di sponsorizzazione con Marlboro, a quota 1,1 miliardi di dollari. L’unica altra scuderia di Formula 1 presente, la Mclaren, è staccata di 25 posizioni e circa 300 milioni di dollari, quasi un doppiaggio.

L’altro team italiano in classifica è il Milan, 27simo. Nonostante Berlusconi abbia stretto i cordoni della borsa, ultimamente, e nonostante una stagione con più ombre che luci, chiusa senza alcun trofeo, il Milan rimane un brand molto forte. 

Davanti alla squadra rossonera, nel calcio, troviamo anche Barcellona (ottavo) e Arsenal (decimo), oltre al Bayern Monaco, mentre il Chelsea campione d’Europa è staccato al 45simo posto. Fuori dalla classifica il Manchester City campione d’Inghilterra.

Non c’è dunque una correlazione obbligatoria tra il valore commerciale di una società e la quantità dei suoi successi sul campo. è una classifica diversa, questa, lontana da una visione antica e romantica dello sport.

Una classifica in cui l’unica cosa che conta sono sponsorizzazioni e contratti televisivi, oltre agli investimenti sugli impianti di proprietà (che in Italia, fatte le dovute eccezioni, rimangono sempre belle parole che non diventano mai fatti). Qui vince il marchio che vale di più, anche se in campo esultano gli altri.

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