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Grecia, i nuovi investitori arrivano da oriente

Prima della crisi, ad Atene gli investitori erano francesi e tedeschi – Ora a farla da padrone sono Cina e Qatar – Le potenze asiatiche hanno messo gli occhi sulle risorse della Grecia, in puzzle in via di privatizzazione – A rallentare la corsa dall’est c’è la burocrazia europea

Grecia, i nuovi investitori arrivano da oriente

Atene è sempre più a est. Una deriva dorata per l’Ellade, sempre più lontana dal Vecchio Continente, che spesso la vede come una zavorra. Un’antica bellezza che continua a fare gola. Ma, stavolta, a sedurla sono i conquistatori d’oriente.

Prima della crisi, ad investire, in Grecia, erano gli europei. Francesi e tedeschi in testa. “Ora però latitano – spiega a Le Monde Stelios Stavridis, numero uno dimissionario di Taiped, il fondo di valorizzazione del patrimonio dello stato greco – perché pensano che ci voglia ancora troppo tempo per il cambio di mentalità di cui ha bisogno il nostro Paese”.

Mentre l’Europa tentenna, l’Asia comincia a mettere gli occhi sul Peloponneso. Nel 2008, il colosso statale cinese della navigazione Cosco ha firmato con Atene un accordo di concessione di 35 anni per lo sfruttamento della metà dei terminal del Pireo, il principale porto del Paese. Oggi Pechino non nasconde il suo interesse per il resto della struttura e per le decine di altri porti più piccoli e in via di privatizzazione.

Il primo marzo, alcuni rappresentati delle autorità greche e di Cosco hanno inaugurato un tratto di binari che collega il porto del Pireo alla rete ferroviaria nazionale, creando così un accesso diretto ai mercati balcanici ed europei. E per essere davvero padroni di questa filiera, i cinesi si sono candidati (assieme a russi e francesi) per il recupero della società nazionale greca delle ferrovie, la Trainose, la cui privatizzazione è prevista per il primo semestre 2014.

Ma non di sola Cina si vive. Il Qatar nel 2008 ha acquistato il 4 per cento di Alpha Bank. Un affare da 300 milioni di euro. Poi ha mostrato interesse per una miniera d’oro nella penisola di Haldikiki e per la costruzione di uno stabilimento di gas naturale a Astakos. Al momento, i due progetti sono ancora sulla carta. “Il problema – spiega Stavridis – è che il Qatar vuole negoziare senza passare attraverso le normali regole di offerta, ma il quadro legislativo europeo non ci permette di affrancarci da queste procedure”.

Lo sceicco Hamad Ben Jassem Al-Thani, incontrando a gennaio a Doha il primo ministro greco Antonis Samaras, è stato molto chiaro: “Siamo investitori seri e amici della Grecia, ma pensiamo che il metodo più efficace sia ricorrere ad accordi diretti, più rapidi ed efficaci”.

Il fondo di investimenti del Qatar è uno dei 4 candidati a gestire i 600 ettari di Elliniko, uno spazio due volte più grande di Central Park, a sud di Atene, che sarà privatizzato a partire dal 29 ottobre. I qatarioti sono anche in lizza per il recupero dell’Astir Vouliagmenis, un palazzo di proprietà della Banca di Grecia.

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