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Giornata del Risparmio, così i banchieri tacciono di fronte ai soprusi di Meloni e Giorgetti

Ecco perché la Giornata del Risparmio ha finito col mettere in luce la paura dei banchieri di confrontarsi apertamente con il ministro Giorgetti e con la premier Meloni. Sorprendente, tra tutti, il silenzio del Governatore Panetta

Giornata del Risparmio, così i banchieri tacciono di fronte ai soprusi di Meloni e Giorgetti

La Giornata del Risparmio, o meglio , come piacerebbe chiamarla al presidente dell’Acri, Giovanni Azzone, del “ Risparmio e dell’investimento”, ha messo in luce la paura dei banchieri di confrontarsi apertamente con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e con la premier Giorgia Meloni che aumentando le tasse sulle sole banche, hanno commesso una sgrammaticatura politica e forse una violazione costituzionale.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha evitato qualsiasi accenno alla questione, sottraendosi alle incalzanti domande della moderatrice del dibattito Laura Serafini, e così ha fatto anche il presidente Azzone.

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Più sorprendente è il silenzio del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che pure ha fatto un intervento interessante sia per quel che riguarda la politica economica sia per quel che riguarda le prospettive del settore bancario. Panetta ha riconosciuto che i progressi dal lato della finanza pubblica e della resilienza del settore industriale in questi tre anni sono stati notevoli. Tenere sotto controllo i conti pubblici ha comportato un aumento della fiducia verso il nostro paese con un aumento dei flussi di investimento dall’estero ed una riduzione dei nostri tassi d’interesse. Anche le banche hanno guadagnato bene ed hanno potuto ripristinare livelli patrimoniali adeguati. Ma attenzione, la competitività non è raggiunta per sempre.

Anzi le incertezze internazionali sia geopolitiche sia economiche, impongono di proseguire da un lato a tenere in ordine i conti pubblici e dall’altro a fare incisive riforme per migliorare la disponibilità di capitale umano, di capitale fisico e di miglioramento dell’efficienza dei servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione. Le banche devono dare un apporto per portare la crescita del Paese verso livelli più elevati dello stentato 1% sul quale siamo assestati. Il sistema bancario deve cioè finanziare , con criteri di economicità investimenti, innovazione, produttività. Ma se il Governo preleva risorse, questo non indebolisce la possibilità delle banche di fare credito? E non è con banali affermazioni come quella di Meloni secondo la quale un prelievo di 5 miliardi su 44 di utili non è poi troppo oneroso, che si risolve il problema!

Giorgetti, poi, è stato insieme sfacciato e demagogico. Ha detto che le banche hanno fatto gli utili grazie al governo e poi le ha invitate a tornare al loro mestiere originario che è quello di raccogliere risparmio e fare prestiti alle imprese. Tutti sanno però che al giorno d’oggi le banche devono potenziare anche altri mestieri, come il risparmio gestito, le assicurazioni, la consulenza alle imprese su un mercato sempre più globale. E poi Giorgetti ha detto che ci vorrebbe un mercato dei capitali europeo che oggi è troppo debole rispetto a quello americano, ma si è ben guardato dal ricordare che i ritardi nella nascita di un vero mercato dei capitali e delle banche deriva anche dalla mancata approvazione della riforma del Mes che questa maggioranza assolutamente non vuole, non è più ben chiaro per quale ragione.

Questa confusione del governo, che sta sempre più mostrando il suo vero volto sovranista e dirigista, porta gli italiani ad essere delusi nei confronti della Ue che non appare incisiva, e insoddisfatti rispetto all’Euro dal quale si spettavano chissà quali miracoli , ma di cui non riescono ad apprezzare la stabilità che ci ha regalato sia pure in una situazione internazionale abbastanza complessa e difficile.

Infine merita segnalare che la Giornata del Risparmio ha consentito una approfondita spiegazione sulla prossima introduzione della moneta digitale in Europa. Panetta in particolare ha fugato le perplessità dell’Abi sui costi di questa operazione e ricordato che si tratterà di una grande opportunità per il sistema bancario per rientrare in segmenti di mercato, come quelli dei pagamenti con moneta digitale, nei quali sono oggi marginali.

In sostanza, secondo Panetta, dobbiamo essere aperti al cambiamento, indirizzare le risorse verso ricerca ed investimenti, puntare sul capitale umano premiando l’impegno ed il merito. Ma Giorgetti sembrava più rivolto indietro, al buon tempo antico, (che non è mai esistito), che verso il cambiamento e l’innovazione.

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