Nella manovra bollinata dalla Ragioneria – con il testo che sale a 154 articoli (anziché 137 come in bozza) – cambia la contestatissima misura che innalzava al 26% la cedolare secca sugli affitti brevi. Dopo le polemiche interne alla maggioranza di governo, con FI di traverso rispetto alla novità, ora l’articolo 7 del provvedimento mantiene la cedolare al 21% ma solo nel caso in cui “nell’anno di imposta non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”.
Il testo bollinato, dunque, prevede che l’aliquota della cedolare secca rimanga al 21%, a meno che non si ricorra a società di intermediazione o portali telematici, come ad esempio Vrbo, Airbnb o Booking. Inoltre, chi affitta due case ha il 21% per la prima e il 26% per la seconda.
Manovra: su banche confermate norme Irap, Dta e riserve
Aumento dell’Irap di due punti percentuali, slittamento delle Dta e possibilità di attingere alle riserve con aliquote ridotte nei primi due anni sono confermati nel testo bollinato della Manovra che invece vede delle modifiche, rispetto alla bozza, per quel che riguarda la norma sugli interessi passivi e per la deducibilità delle svalutazioni sui crediti.
E così sugli istituti di credito la legge prevede ora che gli interessi passivi siano “deducibili del 96 per cento del loro ammontare per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025” con un cambiamento graduale al 99% fino al 2028. Modifiche anche per le svalutazioni sui crediti. Ora il testo indica che per i crediti del primo e secondo stadio di rischio di credito “il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025 e per i tre successivi”, “sono deducibili, in quote costanti, nell’esercizio in cui le stesse sono iscritte in bilancio, e nei quattro successivi”.
Manovra: confermato aumento 20 euro pensioni minime over 70
L’aumento delle pensioni per i soggetti in condizioni disagiate dal 1° gennaio 2026, pari a 20 euro al mese, sarà erogato solo a chi ha un’età pari o superiore a settanta anni. La conferma arriva ancora dalla manovra di bilancio bollinata. La norma rimanda alla legge 448 del 2001 che aveva portato le pensioni minime al cosiddetto “milione di lire” al mese solo per gli over 70. L’importo annuo del tetto di reddito per ottenere il beneficio è incrementato di 260 euro.