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Risparmio, Panetta: “Banche solide, usino le risorse per la crescita”. Giorgetti: “Istituti tornino a credito e raccolta”

Giornata del Risparmio, 101ª edizione: Mattarella ne sottolinea il ruolo di motore per investimenti e coesione sociale, mentre Panetta invita a sostenere la crescita “oltre l’1% stentato” attuale e Giorgetti osserva che, nonostante l’elevata liquidità nei depositi, il credito verso le piccole imprese resta debole. Patuelli: “L’offerta di prestiti da parte delle banche alle imprese è superiore alla domanda”

Risparmio, Panetta: “Banche solide, usino le risorse per la crescita”. Giorgetti: “Istituti tornino a credito e raccolta”

La tutela del risparmio e il suo impiego per sostenere la crescita del Paese sono stati al centro della 101ª Giornata Mondiale del Risparmio, promossa da Acri e tenutasi questa mattina a Roma sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica. Il tema scelto per l’edizione 2025, “Risparmio: tutela, inclusione, sviluppo”, ha richiamato il valore economico e sociale del risparmio in una fase in cui, come emerge dall’indagine Ipsos 2025, “sempre meno famiglie riescono ad accantonare”.

All’evento, aperto dal presidente di Acri Giovanni Azzone, hanno partecipato il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il governatore di Bankitalia Fabio Panetta.

Mattarella: il risparmio come patrimonio strategico

Nel messaggio inviato all’iniziativa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il ruolo cruciale del risparmio: “Il risparmio è un patrimonio altamente prezioso delle nostre società, per investimenti nei settori più innovativi e strategici, a partire dalle transizioni ecologica e digitale”.

Ha evidenziato anche l’importanza della cultura finanziaria: “Favorire la consapevolezza dei cittadini protegge i risparmi e incrementa il benessere della collettività”. Sul fronte delle fondazioni di origine bancaria, ha ricordato che “concorrendo al presidio di questo patrimonio, rafforzano la collaborazione tra pubblico e privato per sostenere sviluppo e coesione sociale”, sottolineando come il recente aggiornamento del Protocollo Acri-Mef rafforzi la collaborazione tra pubblico e privato per sostenere sviluppo e coesione sociale.

Gli italiani più prudenti ma consapevoli del valore collettivo del risparmio

La nuova indagine Ipsos-Acri 2025 mostra un’Italia più prudente e preoccupata per il futuro economico. Il 53% dei cittadini si dichiara pessimista sull’andamento del Paese e il 62% non ha fiducia nell’Unione Europea. Solo quattro italiani su dieci riescono oggi a risparmiare, il livello più basso dal 2018. Eppure, il risparmio continua a essere percepito come un motore collettivo. La maggioranza degli intervistati ritiene che serva ad attenuare l’impatto delle crisi globali, a ridurre la dipendenza da capitali esteri e a sostenere la stabilità del sistema bancario. È anche visto come un fattore di inclusione sociale, capace di garantire indipendenza economica e sicurezza familiare.

L’indagine segnala inoltre una forte domanda di politiche fiscali più favorevoli (32%), di educazione finanziaria (27%) e di prodotti semplici e trasparenti (27%). La fiducia nelle leggi a tutela del risparmio cresce, mentre quella verso Bruxelles scende al 38%. Nonostante le divisioni sull’euro, la maggioranza degli italiani considera l’appartenenza all’Unione europea una condizione necessaria per la stabilità del Paese. Il presidente di Acri Giovanni Azzone ha proposto di dedicare la Giornata Mondiale del Risparmio nelle scuole superiori a sei ore di educazione finanziaria, per migliorare le competenze degli studenti e favorire scelte consapevoli.

Panetta: “Banche solide, usino le risorse per la crescita dell’economia”

Nel suo intervento, il governatore Fabio Panetta ha sottolineato che “il sistema delle banche italiane è nell’insieme solido, ben patrimonializzato e oggi tra i più redditizi d’Europa”. Da qui l’appello: “Le risorse generate in questa fase favorevole devono essere utilizzate per sostenere la crescita dell’economia e non far mancare credito alle imprese con buone prospettive di sviluppo”.

Panetta ha ricordato che i rischi di credito “restano limitati, grazie alle buone condizioni finanziarie delle imprese e all’ampio utilizzo dei prestiti garantiti dallo Stato”. Ha poi esortato le banche a impiegare la solidità acquisita “per accompagnare l’espansione della domanda interna”, considerata “decisiva per rafforzare il ritmo di crescita dell’economia oltre quell’1% stentato su cui sembriamo esserci assestati”.

Secondo il governatore, è necessario “orientare le risorse verso investimenti ad alto contenuto tecnologico” e “rafforzare la capacità innovativa del sistema produttivo”, preparando il Paese alla fase successiva alla chiusura del Pnrr.

Panetta: “Le aggregazioni bancarie servano a rafforzare il sistema”

Panetta ha osservato che “il buon andamento dei ricavi del comparto bancario ha alimentato le operazioni di concentrazione che hanno interessato il sistema negli ultimi mesi”. Queste aggregazioni, ha spiegato, “devono rafforzare gli istituti, accrescerne ulteriormente l’efficienza e potenziare la capacità di offrire servizi migliori e più vicini ai bisogni della clientela”.

Il governatore ha inoltre ricordato che “il giudizio delle principali agenzie di rating è migliorato, nonostante il difficile contesto geopolitico”, e ha aggiunto che “vi sono spazi per ulteriori miglioramenti, da consolidare con determinazione”.

Giorgetti: “Le banche italiane nelle condizioni migliori per sostenere l’economia”

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito in videocollegamento che “nel nostro Paese larga parte del risparmio è canalizzata mediante il sistema bancario, che oggi è nelle condizioni migliori per sostenere l’economia, come testimoniato dai principali indicatori di risparmio”.

Ha aggiunto: “L’afflusso di risparmio è elevato e continuo soprattutto nella componente dei depositi, mentre i tassi di interesse continuano a diminuire. Si fa fatica però a comprendere come l’andamento del credito rimanga debole, soprattutto nella componente a lungo termine che dovrebbe sostenere l’attività di investimento e sia ancora in diminuzione verso le imprese più piccole”.

Il ministro ha sottolineato l’importanza di riportare le banche alla tradizionale attività di raccolta del risparmio ed erogazione del credito, con un focus sul consolidamento dei rapporti commerciali in un’ottica di lungo periodo e sulla capacità di valutare correttamente il merito creditizio delle imprese, in cui gioca un ruolo importante la presenza fisica delle filiali sul territorio.

Giorgetti ha inoltre rimarcato la necessità di mantenere una politica fiscale prudente, capace di guidare la crescita e riportare il debito su un percorso sostenibile, e ha confermato l’impegno a proseguire il dialogo con le fondazioni di origine bancaria, definite “partner preziosi per la crescita inclusiva e la coesione sociale”.

L’euro digitale: “Un’opportunità per le banche e per l’Europa”

Ampio spazio è stato dedicato all’euro digitale. Panetta lo ha definito “una moneta pubblica accessibile a tutti a basso costo, pensata per coniugare sicurezza, privacy e inclusione finanziaria”. La decisione di emetterlo dipenderà dall’approvazione del regolamento europeo, attesa entro il 2026. “L’obiettivo – ha spiegato – è avviare una fase di prova nel 2027 ed essere pronti per l’introduzione nella prima metà del 2029”.

Panetta ha precisato che i costi di costruzione dello strumento saranno sostenuti dalla Bce e dalle banche centrali nazionali, “e saranno recuperati poi tramite il signoraggio”. Le banche private dovranno affrontare costi di adattamento tecnologico stimati in sei miliardi in quattro anni, ma “considerando che ci sono cinquemila istituti in Europa, l’impegno è sostenibile”.

Sull’euro digitale, Patuelli ha riconosciuto che “l’euro digitale è un processo storico ineluttabile, ma comporterà costi di investimento e rischi di liquidità”, aggiungendo che “si tratta di un’opera pubblica, anche se senza cemento, e come tutte le opere pubbliche richiederà attenzione e consapevolezza”.

Patuelli: “Offerta di credito superiore alla domanda”

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha sottolineato che “l’offerta dei prestiti da parte delle banche alle imprese è superiore alla domanda”, evidenziando la “grande concorrenza sul lato dell’offerta”. Ha aggiunto che “la crescita della domanda di finanziamenti vista negli ultimi due mesi si consolidi e diventi più robusta”, a conferma di un sistema bancario pronto a sostenere l’economia reale.

Guardando al futuro del sistema bancario e del risparmio, Patuelli ha ricordato che “Il risparmio è, con l’intelligenza artificiale, uno dei fattori indispensabili per la crescita e lo sviluppo. Senza tecnologie si rimane indietro, ma senza il risparmio non si va avanti. C’è bisogno di un risparmio amico e di un fisco amico del risparmio” e ha sottolineato l’importanza di differenziare la pressione fiscale: “bisogna assolutamente distinguere, che ci sia una differenza tra la pressione fiscale sulla liquidità a fini speculativi di breve termine e la liquidità a medio e lungo termine”.

Infine, sulla Legge di Bilancio, Patuelli ha mantenuto la riservatezza: “Sulla manovra non parlo, sono sempre rispettoso delle istituzioni, a cominciare da governo e parlamento”.

Azzone: il ruolo delle Fondazioni nel sistema bancario

Il presidente di Acri e della Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, ha sottolineato che l’innalzamento del tetto per la partecipazione delle Fondazioni in una banca, previsto dall’Addendum al Protocollo Acri-Mef, “non aprirà una nuova stagione di acquisti”. Il limite per la banca conferitaria è passato dal 33% al 44% dell’attivo per tenere conto del forte apprezzamento dei titoli, ma, come chiarisce Azzone, “non si possono comprare nuove azioni né di altri titoli bancari, per evitare una concentrazione eccessiva sull’asset banche”. Il tetto vale anche per la Cassa Depositi e Prestiti, dove “si può detenere fino al 44%” pur trattandosi di un asset a basso rischio con garanzia statale. Sull’allungamento dei mandati, Azzone ha spiegato che “più che per i presidenti bisogna considerare gli organi di indirizzo”, perché una maggiore stabilità consente di seguire progetti pluriennali senza modificare gli obiettivi strategici per le erogazioni no profit, pur mantenendo flessibilità per alcune Fondazioni che proseguiranno con i mandati di quattro anni più quattro di rinnovo.

Addendum al Protocollo Acri-Mef

Giorgetti e Azzone, in nome e per conto delle Fondazioni di origine bancaria aderenti, hanno sottoscritto oggi un addendum al Protocollo d’intesa siglato nel 2015. L’accordo odierno introduce alcuni aggiornamenti che riguardano principalmente i mandati nella governance degli enti e la gestione del patrimonio.

L’addendum al Protocollo Acri-Mef è il frutto di un percorso che si è sviluppato in un clima di piena condivisione tra l’Autorità di vigilanza e le Fondazioni di origine bancaria, nel rispetto della loro autonomia, sul duplice obiettivo di bilanciare: da un lato, la continuità strategica di governo delle Fondazioni con il necessario ricambio degli organi; dall’altro, il processo di diversificazione con l’esigenza di salvaguardia del patrimonio, in funzione delle diverse caratteristiche delle Fondazioni.

Le Fondazioni hanno 12 mesi per adeguare i loro statuti alle nuove disposizioni.

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