Anno nuovo, vita nuova. E possibilmente senza fumo, intanto perché non è buono per la salute e poi perché sta diventando sempre più caro. Il governo della premier, Giorgia Meloni, che prometteva di togliere le accise, le sta invece alzando: a partire dal 1° gennaio 2026 i fumatori italiani si troveranno di fronte a un aumento dei prezzi delle sigarette e degli altri prodotti del tabacco. La novità è appunto conseguenza diretta delle modifiche alle accise approvate nella legge di Bilancio 2026, che prevedono un innalzamento graduale della tassazione sui prodotti a base di tabacco per i prossimi tre anni. Questa misura comporterà aumenti diretti sui prezzi alla vendita e si colloca tra gli interventi finalizzati sia a incrementare le entrate fiscali dello Stato sia, nelle intenzioni del legislatore, a disincentivare il consumo di nicotina.
Come funzionano gli aumenti delle accise sulle sigarette
Le accise sono una componente fiscale che incide in modo significativo sul prezzo finale delle sigarette e di altri prodotti tabacco correlati. Secondo il testo della manovra, l’accisa specifica sulle sigarette passerà dagli attuali 29,50 euro ogni 1.000 sigarette a 32 euro nel 2026, a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro dal 2028 in poi. Questi aumenti saranno applicati gradualmente per distribuire l’impatto sui consumatori nel tempo. Gli aumenti previsti non riguardano solo le sigarette tradizionali, ma anche altri prodotti a base di tabacco e nicotina, come il tabacco trinciato, i prodotti per sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato. Tuttavia, le modalità e le tempistiche per i diversi segmenti non sono tutte identiche e dipendono dalle formule fiscali specifiche previste nel testo legislativo.
Incrementi stimati sui prezzi al dettaglio delle sigarette
Secondo le stime basate sulle tabelle ufficiali della manovra, il prezzo medio di un pacchetto di sigarette aumenterà in modo graduale. Nel 2026 l’innalzamento delle accise dovrebbe tradursi in un aumento medio di circa 14-15 centesimi a pacchetto, mentre nel 2027 si stima un ulteriore incremento di 10-12 centesimi e nel 2028 un aumento di circa 13-14 centesimi. Nel complesso, tra oggi e il 2028, il rincaro medio previsto sulle sigarette è di circa 40 centesimi per pacchetto. Attualmente, i pacchetti di sigarette più diffusi sul mercato italiano oscillano tra circa 5,30 e 5,50 euro. Con gli aumenti progressivi delle accise, i prezzi di questi pacchetti potrebbero quindi attestarsi tra 5,70 e 5,90 euro entro il 2028, qualora i produttori e i rivenditori trasferissero completamente gli incrementi fiscali ai consumatori.
Altri prodotti del tabacco e nicotina
Parallelamente alle sigarette tradizionali, anche altri prodotti subiranno modifiche di prezzo. Il tabacco trinciato per sigarette, ad esempio, vedrà aumentare le accise in modo più marcato rispetto alle “bionde”: un pacchetto da 30 grammi potrebbe costare circa 50 centesimi in più nel 2026, con aumenti cumulativi che potrebbero raggiungere circa 80 centesimi entro il 2028. Anche i prodotti per sigarette elettroniche e quelli a tabacco riscaldato saranno interessati da aumenti, sebbene con formule di tassazione e percentuali diverse rispetto al tabacco combusto. Nel caso di liquidi e aromi per sigarette elettroniche, l’accisa applicata potrebbe aumentare in percentuale sul prezzo finale.
Obiettivi dichiarati e contesto di politica fiscale
Le autorità nazionali hanno indicato come due principali obiettivi dell’aumento delle accise quello di rafforzare le entrate fiscali dello Stato e, in parallelo, quello di ridurre i consumi di prodotti contenenti nicotina. Secondo le stime ufficiali, la progressione delle accise potrebbe generare un gettito aggiuntivo di circa 1,46 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, contribuendo così ai conti pubblici. Sul fronte della salute pubblica, l’aumento graduale dei prezzi è considerato uno strumento per scoraggiare il consumo, soprattutto tra i giovani e i fumatori occasionali, ma gli effetti reali sui comportamenti di consumo restano soggetti a dibattito tra gli economisti e gli operatori sanitari.
Prospettive europee e sviluppo futuro
Gli aumenti delle accise italiani si inseriscono anche in un contesto più ampio di possibile evoluzione normativa a livello europeo. La Tobacco excise directive (Ted) proposta dalla Commissione europea punta a uniformare le accise sui prodotti del tabacco tra gli Stati membri dell’Unione. Se approvata, questa direttiva richiederebbe ai Paesi membri di recepire le nuove regole entro una scadenza stabilita, con un periodo di transizione per consentire adeguamenti graduali. Al momento questi sviluppi europei restano in fase di definizione, ma influenzano le scelte nazionali in materia di tassazione del tabacco. In Italia, gli aumenti programmati anticipano in parte tali prospettive comunitarie, anche se non coincidono esattamente con le ipotesi più ampie di revisione del sistema di accise proposte dall’Unione.
