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Energia verde: un comparto da 47mila imprese e motore di crescita per l’export italiano

Nel 2024 gli investimenti energetici globali superano i 3.000 miliardi, per due terzi in tecnologie per l’energia pulita. In Italia la transizione apre nuove opportunità di export: tra i primi in Europa per brevetti green, con 27 miliardi di vendite

Energia verde: un comparto da 47mila imprese e motore di crescita per l’export italiano

Il sistema energetico globale è in trasformazione. Decarbonizzazione e sicurezza delle forniture stanno dominando il dibattito sulla competitività industriale: le ultime tensioni geopolitiche e la conseguente volatilità dei prezzi hanno ribadito ancora una volta l’importanza dell’energia nelle strategie industriali globali.

Dall’ultimo focus Sace, nel 2024 gli investimenti globali nel settore energetico hanno superato i 3.000 miliardi di dollari, di cui circa due terzi destinati alle tecnologie per l’energia pulita, tra cui rinnovabili, reti elettriche, sistemi di accumulo, efficienza energetica ed elettrificazione. Questa dinamica si riflette anche nelle stime per il 2025 (3,3 trilioni di dollari, di cui circa 2,2 trilioni in energia pulita). Tuttavia, la domanda di petrolio e gas rimane sostenuta nel medio periodo, contribuendo a mantenere pressioni sui prezzi dell’energia, soprattutto per le economie importatrici.

Europa e Italia nella transizione energetica

In Europa, le imprese stanno beneficiando della crescita dell’export di tecnologie low‑carbon, aumentato del 65% rispetto al 2017. Basterà a ridurre la dipendenza del continente dagli idrocarburi?

Per le imprese italiane, le sfide e le opportunità della transizione energetica si innestano in un sistema produttivo a forte vocazione manifatturiera, nel quale numerosi comparti presentano un’elevata intensità energetica. In questo scenario, il Libro Bianco “Made in Italy 2030” del ministero delle Imprese e del Made in Italy cerca di offrire delle risposte al fabbisogno energetico degli attori economici nazionali senza svantaggiarne la produttività e il posizionamento competitivo nel tessuto industriale nazionale e internazionale. Tuttavia, in un sistema sempre più elettrificato e dove le fonti rinnovabili variabili sono in aumento, reti più robuste e interconnesse sono la conditio sine qua non garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e la stabilità del sistema.

Al momento, più che rappresentare una delle leve fondamentali per la produzione industriale, la transizione sta aprendo nuove opportunità di export: l’Italia si colloca tra i primi Paesi europei per numero di brevetti nelle tecnologie verdi. E, in termini di risultati, l’ecosistema della filiera energetica italiana, composto da oltre 47mila imprese, sta muovendo fino a 27 miliardi di euro in vendite oltre confine.

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