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Emergenza profughi:treni bloccati a Budapest, migranti marchiati dai ceki, più controlli al Brennero

Mattinata di caos a Budapest con migliaia di migranti fermati di fronte alla stazione. Anche il tunnel sulla Manica bloccato. L’orrore dei migranti marchiati dalla polizia ceca con numeri scritti sulle braccia. Renzi pronto ad intensificare i controlli sul Brennero

Emergenza profughi:treni bloccati a Budapest, migranti marchiati dai ceki, più controlli al Brennero

La questione dei profughi provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa settentrionale entra prepotentemente nell’agenda politica europea. Dopo gli inascoltati appelli italiani e le numerosi stragi di innocenti nelle acque del Mediterraneo, gli scontri di Budapest e l’ingresso di centinaia di profughi all’interno dei confini della Germania hanno fatto scattare il campanello d’allarme a Bruxelles che ora sembra essere pronta a cambiare le regole per la collocazione dei profughi in Europa. Ma questa ipotesi trova già la forte opposizione di diverse nazioni dell’Est Europa. Renzi, Ue si svegli, si gioca faccia – “E’ fondamentale che l’Europa si dia bella svegliata e faccia la sua parte” anche perché sul tema dei migranti “si gioca la faccia”. Lo afferma il premier ribadendo la necessità di una “politica unitaria” che tenga insieme accoglienza, rimpatri di chi non ha diritto e che “salvi vite umane”.

Oggi intanto la provincia di Bolzano ha comunicato che l’Italia è disponibile a intensificare, nel rispetto degli accordi di Schengen, i controlli al confine del Brennero come chiesto dalla Germania: “Il Governo – spiega – si è prontamente attivato a sostegno della richiesta della Germania comunicando la disponibilità aintensificare, nel rispetto degli accordi di Schengen, i controlli al confine del Brennero, analogamente a quanto avvenuto in occasione del G7″. Intensificazione dei controlli al Brennero dunque ma nessuna sospensione di Schengen, chiarisce la Provincia di Bolzano.

Migranti marchiati. La polizia ceca ha iniziato a marchiare ogni migrante, compresi i bambini, in arrivo a Breclav, al confine con l’Austria, con un numero scritto a pennarello sul braccio, che identifica il treno d’arrivo e il vagone. Le stesse cifre vengono poi scritte sul biglietto del treno che la polizia sequestra. 

Intanto a Budapest, in Ungheria, è trascorsa una nuova mattinata di caos con migliaia di profughi bloccati nel piazzale della stazione Keleti. In migliaia hanno acquistato il biglietto e scandiscono “Freedom! Where are we going? Germany!” ma la polizia ha tentato di disperderli con idranti. Dopo una chiusura totale durata qualche ora, la polizia ha riaperto la stazione ai viaggiatori. I treni internazionali partono, ma i migranti non possono accedere allo scalo ferroviario per partire. Il governo ha inoltre rafforzato la vigilanza alla frontiera con la Serbia inviando oltre 2000 poliziotti. Prosegue il braccio di ferro del governo ungherese con la Germania sull’identificazione dei profughi.

Caos anche a Parigi. Nel tunnel sotto la Manica i treni fra Parigi e Londra sono rimasti bloccati nella notte. A causa di persone avvistate sui binari, probabilmente migranti, il traffico è stato infatti fermato per ore nella stazione di Calais, nord della Francia. Centinaia di passeggeri sono rimasti fermi tutta la notte fino all’alba, i convogli hanno cominciato a muoversi – dopo ore – soltanto nel primo mattino. Un paio di treni sono stati rimorchiati nella stazione di partenza. 

Renzi, Ue si svegli, si gioca faccia – “E’ fondamentale che l’Europa si dia bella svegliata e faccia la sua parte” anche perché sul tema dei migranti “si gioca la faccia”. Lo afferma il premier ribadendo la necessità di una “politica unitaria” che tenga insieme accoglienza, rimpatri di chi non ha diritto e che “salvi vite umane”.

L’Europa si sta scontrando in queste settimane sulla necessità di adottare delle importanti modifiche al regolamento di Dublino, in tema di gestione dei richiedenti asilo. Il documento, adottato dall’Unione in tema di diritto d’asilo e sottoscritto anche da Paesi extra-Ue come la Svizzera, indica che i profughi possono richiedere asilo solo in uno Stato e prevede che la domanda la esamini lo Stato dove il richiedente ha fatto ingresso in Europa.

Un regolamento che finora ha “penalizzato” soprattutto gli Stati europei vicini alle zone di crisi: Italia e Grecia in particolare. A trarne vantaggio, invece, sono state soprattutto le nazioni del centro e nord Europa, ben lontane geograficamente dai conflitti in Siria e Nord Africa. Ma con l’apertura del corridoio balcanico, percorso soprattutto dai profughi siriani, ecco che la questione tocca anche nuovi Stati come Serbia, Macedonia, Ungheria e Germania. Da qui l’iniziativa della cancelliera tedesca Angela Merkel di sospendere il regolamento di Dublino e di discutere nuove regole per la gestione dei richiedenti asilo.

L’idea è quella di ricollocare i profughi che giungono in Europa, per quote, su scala europea. Un’ipotesi che andrebbe sicuramente a vantaggio dei Paesi che finora hanno subito l’emergenza profughi come Italia e Grecia e che potrebbe far rifiatare anche la Germania visto che è proprio verso Berlino che la maggioranza dei richiedenti asilo vuole dirigersi. È il caso, ad esempio, degli oltre 3000 profughi che ieri sono stati respinti e bloccati alla stazione principale di Budapest e che volevano salire sui treni diretti a Monaco di Baviera urlando: “Fredoom! Germany!”.

Ma l’idea della redistribuzione dei profughi non piace a tutti. Soprattutto a quei Paesi dell’Est Europa come Repubblica Ceca, Slovacchia. E addirittura il premier ceco Bohuslav Sobotka si dice pronto a inviare l’esercito a proteggere la frontiera. Un’iniziativa ben lontana dall’idea della Merkel che vuole inviare la sua proposta al consiglio dei ministri degli Interni Ue del 14 settembre.
 

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