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Deutsche Bank, 10 hedge fund fuggono e le Borse tremano

La notizia diffusa da Bloomberg sta seminando il panico e rischia di far svanire l’effetto Opec: a Wall Street Deutsche perde il 7% – Prevista una seduta difficile per le Borse europee – Torna Btp Italia: in offerta dal 17 ottobre – Ferrari fa il pieno con il nuovo bolide – Ubi vicina alle Good Banks

Deutsche Bank, 10 hedge fund fuggono e le Borse tremano

Svanisce in una sola giornata l’effetto petrolio. All’improvviso torna a far paura lo spettro di una crisi sistemica, scatenata dal tracollo di Deutsche Bank. Ieri sera, a mercati europei già chiusi, un articolo di Bloomberg che citava un documento della banca sosteneva che dieci hedge fund hanno ritirato cash e collaterali dall’istituto tedesco, spostando le loro operazioni presso altri intermediari.

La notizia ha scatenato le paure di mercati finanziari. Cresce il pressing per un intervento dello Stato a sostegno di Deutsche Bank, ma Berlino per ora tiene duro. Nel frattempo le azioni della banca, trattate in giornata a Francoforte con un guadagno di un punto percentuale, hanno perduto a Wall Street il 7%.

L’indice dei titoli bancari americani ha ceduto l’1,4%. Sotto tiro Wells Fargo (-1,67%), investita dallo scandalo dei conti correnti fasulli. Perdono colpi anche Citigroup (-1,77%) e JP Morgan (-1,47%).

La Borsa di New York ha accelerato al ribasso: Dow Jones -1,07, S&P 500 e Nasdaq -0,93%. Il rendimento del T bond decennale è sceso di 6 punti, all’1,54%. Il ribasso è proseguito stamane in Asia. La Borsa di Tokyo (-2,2% a settembre, +5,5% nel trimestre che si chiude oggi) arretra stamane dell’1,6%. Giù di un punto percentuale l’indice Asia Pacific e Sidney. Deboli anche le Borse cinesi nonostante un segnale positivo in arrivo dall’indice Pmi, tornato sopra quota 50, la frontiera tra crisi ed espansione.

È prevista una partenza difficile anche per l’Europa: i futures sul Dax, il principale indice della Borsa di Francoforte, segnala un calo dell’1,5%. La frana americana della Banca tedesca ha fatto passare in secondo piano altre notizie non meno rilevanti che hanno contribuito ad innalzare il livello della volatilità dei mercati.

PETROLIO, FRENA IL RIALZO. TENAUS BOOM A MILANO

Dopo il balzo di mercoledì al Nymex si è spenta la fiammata del petrolio: il Brent arretra dello 0,5% a 48,43 dollari al barile, West Texas -0,1% a 47,01 dollari. Dopo l’euforia iniziale per l’intesa di Algeri sul taglio alla produzione (resa possibile dal cambio di strategia dell’Arabia Saudita) il mercato ha preso atto che la ripartizione delle nuove quote tra i produttori è prevista solo nella riunione di Vienna del 30 novembre. L’accordo, poi, dovrà essere esteso ai Paesi non Opec. È fuori discussione la disponibilità più volte dichiarata della Russia, ma resta l’incognita dello shale oil Usa: i petrolieri del Texas e dell’Oklahoma non vedono l’ora di riprendere a pompare dal sottosuolo quando i prezzi risaliranno stabilmente oltre i 50 dollari.

Frenano in Usa i titoli del settore: Exxon -0,5%, Chevron – 0,7% (ieri +3,2%). L’indice Stoxx del settore Oil è salito del 4,3% con Total in rialzo del 4,1%. Eni ha guadagnato il 4,6%, Saipem +5,4%, Tenaris +9,3%. In evidenza anche le mid cap legate al petrolio: Trevi+4,7%, Maire Tecnimont +4,3%. 

LOCKHART(FED): TASSI IN AUMENTO GIÀ A NOVEMBRE

È stato rivisto al rialzo il dato del Pil Usa del secondo trimestre: +1,4% contro la prima stima di +1,1%. Crescono così le probabilità di un rialzo dei tassi, forse già a novembre, una settimana dopo le elezioni. “Le condizioni sono appropriate per un rialzo dei tassi di interesse in una delle prossime riunioni”, ha dichiarato il presidente della Federal Reserve di Atlanta, Dennis Lockhart, lasciando intendere che il meeting in programma a inizio novembre potrebbe essere la giusta occasione. Lockhart ha spiegato che “dobbiamo continuare a rafforzare l’idea che il meeting di novembre è live”, vale a dire aperto a ogni possibilità, e ha sottolineato che riguardo all’aumento dei tassi “non è questione di se ma quando”.

BARCLAYS TAGLIA APPLE: RALLENTA I PHONE 7

Ad accentuare la tendenza negativa del mercato ha contribuito la frenata di Apple, che ha perso l’1,6% dopo che Barclays ha annunciato di avere tolto il titolo della Mela dalla lista dei Top Pick fra le società che operano nell’IT Hardware. La raccomandazione resta Overweight e il target price viene ridotto a 114 dollari, da 115 dollari. Secondo l’analista Mark Moskowitz, l’andamento di Borsa di Apple potrebbe diventare “accidentato” nel breve termine, dopo il brillante rialzo che ha visto il titolo guadagnare il 23% negli ultimi tre mesi. Il report di Barclays cita possibili difficoltà nell’approvvigionamento dei componenti del nuovo iPhone7, e avanza il dubbio che l’entusiasmo dimostrato dai consumatori possa esaurirsi nei prossimi mesi: rallentano infatti le stime sulla crescita del mercato globale degli smartphone da +3,7% a +2,6%. 

COMMERZBANK TAGLIA 10 MILA POSTI. OGGI L’INFLAZIONE IN ITALIA

Le tensioni scatenatesi in serata hanno solo sfiorato la seduta europea di ieri, sostenuta dall’andamento dei titoli petroliferi. Milano, dopo aver raggiunto in giornata un massimo intraday a 16.506 punti, ha rallentato nel finale chiudendo a quota 16.339 punti, in rialzo dello 0,7%. In terreno positivo anche Parigi (+0,3%), Madrid (+0,6%) e Londra (+1%), mentre Francoforte ha ceduto lo 0,3%. A condizionare la Borsa tedesca non è stata Deutsche Bnak, in lieve rialzo prima della tempesta di ieri sera, ma l’annuncio del nuovo business plan al 2020 di Commerzbank, che prevede un taglio del 20% della forza lavoro, circa 10.000 posti, la fusione di due divisioni e la sospensione della distribuzione del dividendo per l’esercizio corrente.

L’inflazione tedesca è salita allo 0,5% a settembre, ai massimi da maggio dell’anno scorso, mentre quella spagnola è tornata per la prima volta in positivo da maggio 2014. Aumenti sono attesi anche dai dati in arrivo oggi da Italia e Francia.

TORNA BTP ITALIA: IL TITOLO (OTTO ANNI) IN OFFERTA DAL 17 OTTOBRE

Il Tesoro ha annunciato il lancio del nuovo Btp Italia, con durata otto anni, che verrà offerto tra il 17 e il 20 ottobre prossimi. La cedola reale minima garantita per la nuova emissione verrà comunicata al pubblico venerdì 14. La prima fase, riservata al retail, è prevista dal 17 al 19 ottobre (con la facoltà di ridurre il periodo di offerta a due soli giorni); le richieste dei risparmiatori retail saranno soddisfatte in maniera completa. La seconda fase, riservata agli istituzionali, si svolgerà nella sola mattinata di giovedì 20.

Il tasso sul Btp decennale ha chiuso ieri la giornata a 1,23%. Lo spread con il Bund è sceso a 134 punti: martedì era salito al massimo da inizio luglio di 141 punti base. Il Tesoro ha collocato ieri per 8,5 miliardi Btp a cinque e dieci anni e Ccteu. Sia per il quinquennale sia per il decennale i rendimenti sono risultati in lieve rialzo dai minimi storici toccati nelle aste di fine agosto.

FERRARI, TUTTO ESAURITO PER IL BOLIDE DA 1,86 MILIONI

La nota positiva per l’Europa è arrivata dal settore Automobile nel giorno dell’apertura del salone di Parigi. Fiat Chrysler è salita dell’1,1%, Cnh Industrial +1,6%, Volkswagen +0,8%. Ferrari +0,11% dopo avere segnato in giornata il nuovo massimo assoluto a 46,23 euro. Al Salone di Parigi la Casa di Maranello ha presentato la nuova Ferrari Aperta, spider da 960 cavalli che viene prodotta in 209 esemplari, di cui 200 già venduti al prezzo (tasse incluse) di 1,86 milioni di euro. Il responsabile delle vendite, Enrico Galliera, ha detto che Ferrari produrrà altre 350 auto edizione speciale per festeggiare settantesimo anniversario dell’azienda l’anno prossimo, tutte già vendute. Galliera ha aggiunto che le vendite stanno andando molto bene in tutti i mercati. La lista d’attesa per modelli come la 488 GTB è fra i 12 e i 24 mesi. 

UBI AD UN PASSO DALLE GOOD BANKS. BALZO DI MONDADORI

Giornata nervosa per i titoli bancari. Chiude in frazionale ribasso Monte Paschi (-0,9%). Giù anche Unicredit (-0,4%). In terreno positivo Bpm e Banco Popolare. Ubi (-2,8%) ha pagato invece la scotto per il possibile prossimo acquisto delle good banks in mano al Tesoro. Gli analisti Di Equita sim ipotizzano una valutazione di 348 milioni di euro e riconoscimento del badwill (1,1 miliardi). Il Cet1 di Ubi scenderebbe dall’11,4% al 10,9% per risalire entro il 2017 a 11,6%. Equita non esclude che Ubi consideri un aumento di capitale da 300-400 milioni di euro.

Balzo in avanti di Mondadori (+6,8%), dopo la cessione da parte della controllata Rizzoli Libri della Bompiani a Giunti Editore. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è pari a 16,5 milioni di euro.

Poco sotto la parità Leonardo Spa (-0,4%). Equita Sim, che sul titolo ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 14 euro, ha definito importante l’avvio di una nuova fase per il Drone Europeo dedicato a missioni di sorveglianza e difesa.

Nell’Aim si distingue Leone Film (+3,75%), che ha festeggiato la pubblicazione dei risultati del primo semestre: utile (1,4 milioni) in crescita del 180%, fatturato (31,9 milioni) in aumento del 337%.

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