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Borse, un venerdì nero come il petrolio

Brent a 62,5 dollari, franano Eni e Saipem – Ko anche le banche – Risale lo spread, continua a pesare la crisi greca – Rallenta l’industria in Cina

Borse, un venerdì nero come il petrolio

Finale di settimana amaro per le Borse, travolte dal calo senza fine del petrolio. A Milano l’indice Ftse Mib cade del 3,13% a quota 18679. Il ribasso da lunedì è dl 6,4%. La Borsa di Londra scende dell’1,5%, Parigi -2,9%, Francoforte -2,8%. Continua a pesare sul Vecchio Continente la crisi della Grecia. Il Btp decennale rende il 2.055%, lo spread tra Btp e Bund è salito fino a 144 punti (contro 121 del 21 novembre). 

Ma l’emergenza più grave riguarda il petrolio: il Brent scende di un altro 1,8% a 62,5 dollari al barile, il Wti è finito a 58,5 dollari (-2,3%). La caduta si è aggravata oggi dopo i dati che mostrano un rallentamento dell’industria in Cina: a novembre la produzione è salita solo del 7,2%, contro il 7,5% previsto. Inevitabile la frana dei titoli del settore oil. Eni frana a -4,2%, Saipem -5,6%.

Sui titoli pesa anche l’annuncio di ieri sera da parte di Eni di sospendere la cessione della quota in Saipem a seguito delle condizioni non più favorevoli del mercato. Secondo Icbpi, “è venuto meno per il momento l’appeal speculativo su Saipem”, mentre Equita rileva che la notizia è negativa per Eni; “la cessione della controllata era uno dei catalyst a sostegno alla generazione di cassa e del riposizionamento di gruppo con focus sull’E&P”. Si profila inoltre un probabile aumento di capitale. Tenaris -4,5%.

Vanno ko i titoli bancari (indice di settore -3%), popolari in testa: Pop.Milano -4,6% e Bper -5%. In ribasso anche Monte Paschi -2,5%: nel pomeriggio è arrivato il primo via libera della banca centrale al piano di risanamento dell’istituto. Disco verde anche per Carige -2,2%. Ribasso senza freni anche per Enel -3,4% e Telecom Italia -2,6%. Tra i titoli più venduti Yoox, in calo del 5,5%, mentre Moncler nel finale annulla il rialzo e chiude piatta. 

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