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Borse miste ma per il Nasdaq nuovo record e Ftse Mib a quota 26 mila

Borse a due velocità ma i listini americani sono tutti in rialzo e in parte influenzano i mercati europei, tra cui Piazza Affari dove il Ftse Mib, pur attestandosi attorno alla parità, riacciuffa la soglia psicologica dei 26 mila punti base, grazie soprattutto all’exploit di Leonardo e al progresso dei titoli petroliferi

Borse miste ma per il Nasdaq nuovo record e Ftse Mib a quota 26 mila

Wall Street viaggia nuovamente a livelli record e il Nasdaq supera per la prima volta nella storia i 15mila punti (salvo poi rallentare); il petrolio corre anche oggi e il Pil del secondo trimestre della Germania viene rivisto al rialzo: i listini europei non trovano però, in seduta, una direzione univoca e arrivano alla chiusura in ordine sparso. Piazza Affari si ferma quasi sui livelli della vigilia (-0,07%) e resta aggrappata a 26mila punti, divisa tra i rialzi di titoli industriali e petroliferi e i ribassi di utility, pharma e lusso, mentre le banche sono contrastate.

Nel resto d’Europa Francoforte sale dello 0,29%, con Amsterdam +0,37% e Londra +0,16%; sono in calo Parigi -0,28% e Madrid -0,21%. A livello settoriale sono in verde i titoli dei viaggi, dell’energia e i tecnologici, questi ultimi in sintonia con i progressi delle big tech americane e con il rimbalzo del settore in Cina, che contribuisce alla propensione al rischio generale.

A dare una mano inoltre c’è l’approvazione definitiva, ieri, da parte della Fda, l’autorità che vigila sui farmaci negli Usa, all’uso del vaccino contro il Covid 19 di Pfizer-Biontech; i sieri di Moderna e J&J dovrebbero nei prossimi giorni seguire lo stesso iter. Si rimuove così un alibi a chi è ancora restio a immunizzarsi.

Il focus della settimana resta però sull’appuntamento di Jackson Hole in Wyoming, da giovedì a sabato, e in particolare sull’atteso intervento del presidente della banca centrale Usa, Jerome Powell. Il simposio, a causa della pandemia, anche quest’anno non sarà in presenza, segno che la variante Delta fa paura e riverbera i suoi riflessi negativi sul cammino dell’economia. Sembra così improbabile che Powell sceglierà questa sede per annunci sull’avvio della riduzione di acquisti di asset, anche se gli investitori cercheranno suggerimenti sui possibili tempi di questo inevitabile approdo. Secondo Goldman Sachs le probabilità di un annuncio di tapering a novembre sono salite “dal 25% al 45%” e mentre quelle di un annuncio a dicembre sono scese “dal 55% al 35%”.

Sul mercato valutario il dollaro rimane stabile contro un panel di valute, vicino al minimo da cinque giorni toccato ieri. L’euro cambia sui livelli di ieri in area 1,174. A sostenere la moneta unica contribuisce il Pil della Germania che, nella seconda lettura diffusa oggi dall’ufficio di statistica di Berlino, è stato rivisto al rialzo e segna +1,6% nel secondo trimestre rispetto a quello precedente e +9,4% si base annuale (da +1,5% e +9,2% della stima preliminare).

Dopo le perdite della scorsa ottava, prosegue la ripresa del petrolio: il future Brent novembre 2021 sale del 2,6%circa in area  70,15 dollari al barile, mentre il greggio texano, ottobre 2021, si apprezza del 2,4% intorno a 67,22 dollari. L’outlook positivo sulla domanda sarebbe da attribuire principalmente a un’interruzione della produzione in Messico (a causa di alcuni incendi in una piattaforma che hanno provocato anche cinque vittime), all’approvazione definitiva del vaccino Pfizer negli Usa e al fatto che la pandemia sia circoscritta in Cina a casi per lo più importati dall’estero.

Rimane alla finestra invece l’oro, che tratta intorno a 1806 dollari l’oncia. Sono quasi tutti in rialzo i future del metalli.

In Piazza Affari la regina del listino, tra le blue chip, è Leonardo, +2,81%, dopo l’annuncio dell’accordo di partnership con Northrop Grumman per fornire pointer/tracker per il programma Common infra-red countermeasures (Circm) dell’esercito degli Stati Uniti. L’intesa quinquennale, spiega una nota, “consentià  alla  società di fornire a pieno regime, più  di 1.200 pointer/tracker oltre ai 500 già consegnati”. 

A suscitare interesse sul titolo sono state anche le indiscrezioni relative a un interesse di Fincantieri (-0,41%) per il perimetro della ex Oto Melara, oggi controllata da Leonardo e confluita nella divisione Sistemi di Difesa nel 2016. Chiudono in progresso Cnh +1,17%; Poste +0,87%; Prysmian +0,86%; Saipem +0,84%. Tra le banche brilla Unicredit +0,83%, ma sono in calo Mediobanca -0,5%, Banco Bpm -0,3%, Intesa -0,25%. Le performance peggiori del giorno sono di Amplifon -1,94%; A2a -1,82%; Moncler -1,51%; Snam -1,06%; Diasorin -0,83%.

In leggero progresso Stellantis +0,26%, che ha creato una joint venture con Foxconn per lo sviluppo dell’abitacolo intelligente. La chiusura è in verde per l’obbligazionario:lo spread tra decennale italiano e tedesco scende a 105 punti base (-1,21%); il tasso del Btp è +0,57% e quello del Bind -0,47%..

L’agenzia delle finanze tedesca ha intanto collocato in asta 2,48 miliardi di euro di Bund scadenza novembre 2028. Lo ha reso noto la Bundesbank precisando che, a fronte di un’offerta da 3 miliardi sono state ricevute richieste per 3,853 mld e accettate per 2,48 miliardi. Il rendimento è sceso a -0,65% da -0,58% dell’asta precedente.

Nel corso dell’ultima settimana infine, la Bce ha acquistato titoli di stato nell’ambito del programma Pepp per 16,58 miliardi di euro a quota 1313,53 miliardi di euro. Per quanto riguarda il QE tradizionale, nell’ottava la Bce ha acquistato titoli di stato per 3,07 miliardi di euro a quota 2440,41 miliardi mentre gli acquisti netti di bond societari sono aumentati di 0,924 miliardi a 290,209 miliardi. Infine la Bce ha effettuato acquisti netti di covered bond per 344 milioni a 294,813 mentre gli acquisti netti di Aps sono stati negativi per 218 milioni a 28,148 miliardi.

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