Avvio di mese all’insegna della prudenza per i mercati finanziari, con gli investitori che si muovono in un contesto ancora dominato dall’incertezze derivanti dal Medio Oriente. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano elevate, con nuovi episodi militari e uno stallo nei negoziati che continua a pesare sul sentiment. Il presidente Donald Trump ha ribadito l’ottimismo sulla possibilità di un’intesa, ma i mercati restano guardinghi.
Dall’Asia arrivano segnali più positivi: Tokyo aggiorna i massimi storici con il Nikkei a +0,9%, mentre Hong Kong avanza dello 0,8% e Seul corre del 4,1%, trainata dal comparto tecnologico. Più deboli invece Shanghai (-0,2%) e Shenzhen (-0,4%). A guidare il rally giapponese è ancora SoftBank, protagonista di un balzo a doppia cifra dopo l’annuncio di maxi investimenti nell’intelligenza artificiale.
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In Europa, invece l’apertura è cauta. Milano si muove intorno alla parità restando ancorato alla soglia dei 50mila punti dopo i recenti massimi storici. Andamento simile per Francoforte e Parigi, in una seduta priva di grandi spunti macro immediati ma con lo sguardo già rivolto ai dati chiave della settimana, a partire dall’inflazione dell’Eurozona e dal mercato del lavoro americano.
A Piazza Affari l’attenzione si concentra sul comparto bancario, tra operazioni e ipotesi di consolidamento. Sotto i riflettori Unicredit, impegnata nella fase decisiva dell’offerta su Commerzbank, mentre restano osservate speciali anche Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi. Tra i migliori del listino milanese si mettono in evidenza Saipem, Prysmian, Tenaris ed Eni. Bene il comparto tecnologico legato all’intelligenza artificiale dopo l’annuncio di Nvidia di un superchip per pc, con Stm in evidenza. Sul fronte opposto prevalgono invece le vendite su Avio, Nexi, Buzzi, insieme a Fincantieri e Leonardo.
Il quadro globale resta però condizionato dall’andamento delle materie prime. Il petrolio torna a salire con il Wti in area 90 dollari e il Brent sopra i 93 dollari, sostenuto dall’incertezza sullo Stretto di Hormuz e dai timori sull’offerta. In rialzo anche il gas europeo, che si porta intorno ai 47 euro al megawattora. Al contrario, l’oro si muove in lieve calo poco sopra i 4.500 dollari l’oncia, mentre sul valutario l’euro resta stabile in area 1,16 contro dollaro.
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund sale a 73 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,72%.