Condividi

Aumento Iva e taglio Irpef, i più colpiti saranno i redditi bassi

La Cgia di Mestre rivela che l’effetto combinato del taglio dell’Irpef e dell’aumento dell’Iva peserà soprattutto sui “cosiddetti incapienti, ovvero i contribuenti che non pagano le imposte sui redditi, i quali non avranno nessun beneficio dalla diminuzione dell’Irpef, mentre, come tutti gli altri, si troveranno a subire l’aumento dell’Iva”.

Aumento Iva e taglio Irpef, i più colpiti saranno i redditi bassi

A prima vista il taglio dell’Irpef deciso martedì dal governo dovrebbe favorire i redditi bassi, ma non sarà così. Anzi, l’effetto combinato con l’aumento dell’Iva produrrà il risultato opposto. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, alla fine i più penalizzati saranno proprio i meno abbienti, mentre i vantaggi economici maggiori andranno a chi gode di un reddito superiore ai 30 mila euro annui. 

L’ultima legge di stabilità prevede che le aliquote più basse dell’imposta sui redditi delle persone fisiche diminuiscano dal 23 al 22% per lo scaglione fino a 15 mila euro euro e dal 27 al 26% per quello fino a 28 mila euro. Dal prossimo luglio, invece, la seconda e la terza aliquota dell’imposta sul valore aggiunto saliranno rispettivamente dal 10 all’11% e dal 21 al 22%. A tutto questo si aggiungeranno un nuovo tetto a 3.000 euro per le detrazioni e una franchigia di 250 euro su molte deduzioni, escluse quelle per la sanità.   

Tra i circa otto milioni di contribuenti italiani che si ritrovano nella cosiddetta “no tax area” (reddito fino a 8 mila euro per i dipendenti e fino a 7.500 euro per i pensionati), un contribuente senza famigliari a carico pagherà 23 euro in più nel 2013, mentre nel 2014 la maggiore tassazione salirà a 47 euro (perché l’aumento dell’Iva scatta a luglio). Il rincaro sale fino a un massimo di 60 euro nel 2014 per una famiglia monoreddito con moglie e figlio a carico.

“Il pericolo che si verifichi questa situazione è molto alto – ha spiegato Giuseppe Bortolussi, della Cgia di Mestre -, visto chi i cosiddetti incapienti, ovvero quei contribuenti che attualmente non pagano nessuna imposta sui redditi, non avranno nessun beneficio dalla diminuzione dell’Irpef, mentre, come tutti gli altri, si troveranno a subire l’aumento dell’Iva“.

Inoltre, “il calo dell’Irpef è più consistente dell’effetto economico legato all’aumento dell’Iva man mano che sale il reddito“. Per questa ragione, l’anno prossimo un single senza familiari a carico risparmierà 212 euro, mentre nel 2014 – quando la nuova Iva sarà a pieno regime – il risparmio calerà a 144 euro. 

Stessa logica tra le famiglie monoreddito con un figlio. Chi dichiara tra 29 e 35 mila euro l’anno risparmierà 203 l’anno prossimo e 125 euro nel 2014. Un nucleo a reddito alto invece, ad esempio 100 mila euro, risparmierà 89 euro nel 2012 ma ne spenderà 103 in più nel 2014. Una famiglia di questo tipo che rientri nella “no tax area” spenderà invece 30 euro in più fra un anno e 60 in più fra due. Stesso rincaro fino a 15 mila euro di reddito per le famiglie con un figlio e in cui entrambi i genitori lavorano. 

Commenta