Borse europee in rallentamento nel pomeriggio, con un clima di cautela che riflette la debolezza di Wall Street e il persistere delle tensioni geopolitiche. I nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran continuano infatti a mettere sotto pressione il fragile cessate il fuoco, nonostante il Comando Centrale degli Stati Uniti abbia confermato martedì sera che la tregua è ancora “in corso”.
Sullo sfondo pesa anche il peggioramento del quadro macro: l’Ocse ha rivisto al ribasso le stime di crescita globale in caso di prolungamento del conflitto, evidenziando l’impatto dello shock energetico non solo sull’inflazione ma anche sull’attività economica. Intanto il petrolio continua a salire, con il Brent per agosto vicino ai 98 dollari al barile e il Wti sopra i 95 dollari, mentre il gas naturale europeo ad Amsterdam si riavvicina ai 50 euro per megawattora.
A pesare sul sentiment dei mercati è anche la proposta dell’amministrazione Trump di introdurre dazi su 60 economie, tra cui Cina, Unione Europea, Giappone, India e Messico. Il piano, ancora non definitivo, nasce dalle indagini avviate a marzo per individuare una base legale che consenta di ripristinare i dazi annullati dalla Corte Suprema a febbraio.
In questo scenario viaggiano tutte sotto la parità le principali piazze europee, con l’eccezione di Madrid, sostenuta da Inditex (Zara) grazie a dati positivi sull’avvio di stagione. Segnali più positivi arrivano dall’Asia, dove il Nikkei ha aggiornato i massimi storici grazie al comparto tecnologico e all’ottimismo sull’intelligenza artificiale. Wall Street resta invece debole dopo i record della vigilia, pur con dati macro migliori delle attese: l’Adp indica 122mila nuovi posti a maggio, con salari in crescita del 4,4% annuo, rafforzando l’ipotesi di una Fed prudente in vista del meeting di giugno.
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A Piazza Affari prevalgono le vendite dopo il record della vigilia: spiccano Lottomatica sostenuta dai solidi dati dell’iGaming e dal rafforzamento della leadership di mercato, e Diasorin che accelera in vetta al Ftse Mib. Bene anche i titoli legati all’energia, con Eni e Terna in evidenza. Resiste Campari dopo il riassetto della holding di famiglia Lagfin: secondo il Corriere della Sera, Alessandro Garavoglia sarebbe diventato titolare del 50,8% del capitale e vicepresidente della società. Sul fronte opposto restano sotto pressione difesa e tecnologia, con Leonardo tra i peggiori del listino e Stm debole dopo il rally della vigilia. Vendite anche sulle banche, con Unicredit in calo dopo aver raggiunto il 34,35% di Commerzbank, centrando l’obiettivo fissato con l’Ops e salendo al 50,67% considerando tutti i mezzi finanziari disponibili. Scivola in fondo al listino Stellantis.
Sul valutario, il dollaro continua a mostrare forza, mantenendo l’euro in area 1,16. Tra i beni rifugio, infine, l’oro resta debole e si mantiene sotto quota 4.500 dollari l’oncia.