Condividi

Assolombarda, Bonomi al governo: “Dateci fatti concreti”

Il presidente di Assolombarda lancia il suo affondo nel corso dell’assemblea annuale: “Per il taglio del cuneo fiscale servono 14 miliardi, non 2”. Alitalia? “Non capiamo perché tutti i governi vogliono ristatalizzarla”

Assolombarda, Bonomi al governo: “Dateci fatti concreti”

Basta parole, serve discontinuità e servono fatti concreti. Un esempio? “Per ridurre il cuneo fiscale servono 14 miliardi, non 2”. Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda e potenziale candidato alla successione di Vincenzo Boccia alla guida di Confindustria, ha lanciato il suo affondo nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione a Milano. Un’occasione particolare, sottolineata dalla sede – si è svolta alla Scala – e dagli ospiti presenti: non solo il Gotha dell’industria italiana, ma anche il presidente della Republica Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte e della politica locale, il sindaco di Milano Beppe Sala in primis.

LEGGI ANCHE: l’intervento integrale del presidente di Assolombarda Carlo Bonomi

“Presidente – ha detto Bonomi rivolto a Conte – vogliamo essere chiari con lei. Apprezziamo i nuovi propositi. Ma non dimentichiamo quello che abbiamo visto e sentito nei 14 mesi precedenti. Non dimentichiamo che quel Governo ha promesso di cancellare la povertà, invece ci ha restituito alla stagnazione”.

Un esempio di cosa intende Bonomi lo ha fornito lui stesso, citando non a caso il nodo Alitalia.

 A ogni Assemblea ci siamo ritrovati un governo che ci diceva che per Alitalia dietro l’angolo c’era una soluzione di mercato, con un prestito ponte che sarebbe dovuto durare tre mesi, poi sei, poi nove. Sono passati più di 28 mesi: il prestito ponte è diventato permanente, e la soluzione non c’è ancora. E quella indicata ancora oggi non è una soluzione di mercato: è di ristatalizzarla. E noi qui in Assolombarda guardando i numeri proprio non riusciamo a capire il perché, tutti i partiti da sinistra a destra vogliano ristatalizzarla”.
“Uso l’esempio di Alitalia – ha detto Bonomi – per sottolineare le discontinuità vere che ci attendiamo.

“’L’Italia ha una nuova occasione, che fino a pochi mesi fa non esisteva. E che è stata decisa dai cittadini europei, alle urne – ha detto Bonomi – ora sta alla politica italiana capire e mettere a frutto le nuove condizioni che si sono create”.

Non poteva mancare l’accenno alla manovra 2020. “Non servono pochi miliardi di abbattimento del cuneo, ne servono almeno 13 o 14, non certo i 2 miliardi e qualcosa di cui leggiamo nella Nadef”, la nota di aggiornamento del Def da poco approvata dal governo. Il presidente di Assolombarda chiede al governo interventi decisi con la Legge di Bilancio. “Non rispondeteci con un elenco di 27 o 39 proposte diverse” ha proseguito bociando sia la tassa sulle merendine che quella sul contante. “Non parlateci di nuovo umanesimo e di nuovo rinascimento – è la conclusione – questa volta stupiteci. L’Italia è ferma, ci dica tre cose essenziali che il Governo intende fare per rilanciarla”. Nel suo intervento ha inoltre chiesto di fermare “l’esperimento negativo di Quota 100” e “l’espianto delle politiche del lavoro, dal reddito di cittadinanza”.

Alla chiamata in causa di Bonomi, Conte ha risposto dicendo che le porte di Palazzo Chigi cono sempre aperte. “Vogliamo crescere e cambiare – ha sottolineato – e solo insieme sarà possibile fornire risposte concrete”.

LEGGI ANCHE: Confindustria e l’improvvida candidatura di Pasini: cosa c’è dietro

Commenta