La settimana inizia in sordina, con gli investitori che puntano a prendere ancora qualche beneficio dal settore tecnologico, mentre iniziano a cercare titoli alternativi, come quello automobilistico, dei macchinari e della sanità. Ma la settimana potrebbe portare spunti: dai verbali della riunione della Fed, alle prime trimestrali Usa, ai conti di Samsung, al debutto della coreana SK Hynix a Wall Street. Non si registrano progressi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, ma almeno lo Stretto di Hormuz è parzialmente aperto e ciò ha fatto stabilizzare il prezzo del petrolio. I future sull’S&P 500 e sul Nasdaq rientrano dal lungo week di festività leggermente in rialzo. Le borse asiatiche sul finale riducono le perdite. Le borse europee sono viste aprire poco variate.
Wall Street attende i verbali della Fed, le prime trimestrali e il debutto della coreana SK Hynix
Questa settimana gli investitori cercheranno indizi sulla probabilità di imminenti aumenti dei tassi di interesse e i primi segnali della niova stagione di trimestrali. Da una parte infatti si attende mercoledì la pubblicazione dei verbali della prima riunione della Fed firmata dal presidente Kevin Warsh, per analizzare nel dettaglio le prospettive dei tassi, dopo la decisione di lasciarli invariati. Warsh aveva sottolineato che la banca centrale si concentrerà sulla stabilità dei prezzi, mentre l’inflazione resta superiore all’obiettivo del 2%. Dall’altra si attendono le trimestrali di Delta e del produttore di snack e bevande PepsiCo, che offrono prospettive diverse sulle tendenze di spesa dei consumatori. Complessivamente, secondo LSEG IBES, si prevede che le società dell’indice S&P 500 aumenteranno gli utili del secondo trimestre di oltre il 24%.
Sotto i riflettori saranno comunque più in generale i titoli tecnologici e in particolare quelli dei semiconduttori chr hanno trainato i guadagni del mercato negli ultimi mesi, con l’indice di riferimento S&P 500 che nel trimestre, conclusosi martedì scorso, il titolo ha registrato un aumento del 14,9%, il miglior risultato trimestrale dal 2020. L’indice Philadelphia Semiconductor Index, che aveva guadagnato un record dell’88% nel trimestre precedente, è sceso del 5% giovedì. Questa settimana farà il suo debutto a Wall Street anche la coreana SK Hynix.
Più recentemente, però, questo gruppo ha subito un’inversione di tendenza, con recenti forti cali. Altri settori hanno registrato buone performance nell’ultimo mese, come quello sanitario, industriale e finanziario, alimentando le speranze degli investitori di una sana rotazione che porti a un ampliamento dei guadagni di mercato.
Il Dow Jones è salito di oltre l’1% raggiungendo un massimo storico di chiusura giovedì, prima del lungo fine settimana festivo, grazie a un rapporto sull’occupazione statunitense inferiore alle attese che ha attenuato i timori di aumenti dei tassi di interesse, mentre un altro forte calo dei titoli dei produttori di chip ha pesato sul Nasdaq. L’indice S&P 500 ha chiuso la giornata sostanzialmente invariato. Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,8%.
Un’analisi de Il Sole 24 Ore ha segnalato che il debito pubblico degli Stati Uniti si sta avvicinando rapidamente alla soglia record di 40.000 miliardi di dollari, avendo già superato i 39.200 miliardi a metà 2026. Questa traiettoria solleva forti preoccupazioni sui mercati globali, poiché il debito ha superato il 123% del Pil e il costo per finanziarlo sta drenando risorse massicce. Nel 2026 la spesa per i soli interessi netti sul debito supererà i 1.000 miliardi di dollari e assorbirà circa il 20% delle entrate fiscali di Washington. Una spirale inarrestabile di investimenti post-Covid, inflazione, deficit strutturale, fanno sì che il governo americano si ritrovi a prendere in prestito circa 5 milioni di dollari ogni minuto.
Oggi è prevista l’indagine ISM sui servizi e le previsioni indicano solo un lieve rallentamento, con un valore comunque positivo di 54,0. I future sull’S&P 500 e sul Nasdaq rientrano dalla pausa leggermente in rialzo,
Asia leggermente in rosso. Occhi alle tasse del governo sudcoreano sulle big tech
La settimana inizia in Asia Pacifico leggermente in rosso, probabilmente a causa di prese di profitto in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali. Un ritracciamento non sorprende, visto il principale indice della Corea del Sud ha guadagnato quasi il 90% quest’anno, Taiwan il 62% e Giappone il 37%.
L’indice Kospi sudcoreano sul finale di una seduta in netto rosso ha ridotto le perdite a -0,4%. Il governo sta valutando la possibilità di creare un fondo di investimento utilizzando le entrate fiscali in eccesso provenienti dall’industria dei semiconduttori, ha dichiarato un alto funzionario governativo. I giganti dei chip locali, tra cui Samsung Electronics e SK Hynix, per effetto dell’esplosione dei loro utili, dovrebbero pagare una ingente quantità di tasse: gli analisti stimano 100 trilioni di won (65 miliardi di dollari) di imposte societarie annuali in arrivo dal settore, circa quel che il Ministero delle Finanze prevedeva di incassare da tutte le aziende. Le entrate fiscali in eccesso provenienti dall’industria dei chip del Paese dovrebbero essere investite per la crescita futura, ha affermato ieri Kang Hoon-sik, capo di gabinetto del presidente Lee Jae Myung, intervenendo a una riunione di alto livello del governo e del partito al potere. Le azioni di SK Hynix sono scese di quasi il 4% per poi ridurre le perdite a -2,3%, in vista della quotazione a Wall Street da 29 miliardi di dollari prevista per questa settimana, mentre Samsung sale dell’1,8%. L’azienda ha previsto di aumentare i prezzi medi delle memorie Dram nel terzo trimestre di circa il 20% rispetto ai tre mesi precedenti e ha già informato verbalmente alcuni clienti, secondo quanto riportato sabato da China Business News, che cita fonti anonime a conoscenza della questione. Per Samsung Electronics è previsto martedì una trimestrale eccezionale, con l’aumento degli utili di 18 volte. Il più grande produttore mondiale di chip di memoria per fatturato dovrebbe registrare un utile operativo di 86 trilioni di won (56,35 miliardi di dollari) per il trimestre aprile-giugno, secondo una stima di LSEG SmartEstimate.
Hon Hai Precision Industry di Taiwan, operante a livello internazionale come Foxconn e partner di Nvidia per l’assemblaggio di server, ha registrato un aumento del 40% delle vendite trimestrali, superiore alle aspettative, e ha affermato che la domanda di intelligenza artificiale è in ulteriore crescita.
In Giappone il Nikkei di Tokyo è a -0,3%. In Cina, l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +0,3%. Hang Seng di Hong Kong +0.8%. Taiex di Taipei +0,3%. Un giudice federale ha ordinato al Pentagono di concedere ad Alibaba Group una sospensione di una legge che ha costretto tutti i suoi lobbisti a interrompere i rapporti con l’azienda, in attesa di valutare la costituzionalità del provvedimento.
Il petrolio Brent è sceso dello 0,6% a circa 71,70 dollari al barile, in quanto il trasporto marittimo attraverso il corridoio protetto dagli Stati Uniti ha mostrato segnali di ripresa. Inoltre i membri dell’OPEC+ hanno inoltre approvato un ulteriore, modesto aumento delle quote collettive per il mese prossimo. Ciò ha attenuato i timori di inflazione e dato sostegno ai titoli di Stato Usa. L‘oro è rimasto pressoché invariato dopo tre giorni di rialzi, attestandosi intorno ai 4.175 dollari l’oncia.
Sul mercato valutario il dollaro si è rafforzato rispetto a tutte le altre valute del G10. Lo yen si indebolisce a 161,9 su dollaro.
Goldman Sachs ritiene che le pressioni al ribasso sulla valuta giapponese continueranno nei prossimi mesi, sostenute da un contesto caratterizzato da rendimenti statunitensi elevati per un periodo prolungato, basso rischio di recessione negli Stati Uniti, persistenti preoccupazioni fiscali e un percorso di rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan ancora molto graduale. La banca d’investimento ha rivisto al rialzo la propria stima per il cambio dollaro/yen a 165 entro 12 mesi, rispetto alla precedente previsione di 155. Anche gli obiettivi a 3 e 6 mesi sono stati aumentati rispettivamente a 162 e 163. La banca continua inoltre a considerare lo yen una valuta adatta a finanziare strategie di carry trade, soprattutto verso mercati emergenti ad alto rendimento, insieme ad altre valute del G10 con bassi tassi d’interesse.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi ai titoli della difesa e Ferrari
Bce. Interventi oggi del membro del Consiglio della Bce Isabel Schnabel, della Presidente della Bce Christine Lagarde, del membro del Consiglio della Bce Philip Lane e del Vice Governatore della Riksbank Anna Seim
Difesa. Il settore ha dominato la scena la scorsa settimana con un guadagno del +9% a fronte del +2,7% registrato dall’indice Stoxx Europe 600. Grandi protagonisti RheinMetall +16%, Leonardo +14%, Avio +13%, Fincantieri +10%. Domani si apre ad Ankara il vertice dell’Alleanza Atlantica, atteso come uno dei più delicati degli ultimi anni per i ripetuti attacchi di Donald Trump agli alleati europei sulla ripartizione delle spese militari. Nel documento finale saranno inseriti i 70 miliardi di aiuti militari all’Ucraina per il 2027, mentre resta l’incognita sull’attivazione del prestito europeo Safe. L’Italia potrebbe aumentare la spesa militare e per la sicurezza di circa 17 miliardi di euro in due anni, secondo Repubblica, per raggiungere l’obiettivo Nato del 5% entro la metà del prossimo decennio. Il piano porterebbe i costi a circa il 3,35% del Pil nel 2028, rispetto all’attuale 2,8%, ripartito in un 2,09% per la spesa di base per la difesa e uno 0,71% per la sicurezza in senso più ampio. Entro il 2035, gli Alleati si prefiggono di destinare il 5% del Pil alle spese per la difesa, così suddivise: il 3,5% del Pil per equipaggiamento e personale militare e l’1,5% per voci legate alla sicurezza, come la cybersicurezza e le infrastrutture. Le stime della Nato pubblicate a marzo indicavano che gli alleati europei e il Canada avevano aumentato le loro spese per la difesa di quasi il 20% per il secondo anno consecutivo nel 2025, con la Polonia, i Paesi baltici e diverse nazioni nordiche davanti agli Stati Uniti per quanto riguarda la spesa per la difesa in percentuale del Pil.
Borse europee attese aprire sulla parità: Future EuroStoxx 50 a -0,1%.
Azimut: ha raggiunto un accordo con Consob senza l’applicazione di sanzioni. Ciò potrebbe favorire il via libera della Banca d’Italia allo spin-off di TNB. Il completamento dell’operazione è atteso entro il quarto trimestre del 2026.
Banco Bpm: Crédit Agricole ha aumentato la propria partecipazione al 29,3%, attraverso l’acquisto di azioni e strumenti derivati.
Ferrari: ha presentato la 12Cilindri Manuale, il secondo modello previsto per il 2026 (su quattro complessivi; Luce è considerato nel 2025). Si tratta di una serie limitata di 1.500 esemplari, già interamente assegnati. Le consegne inizieranno nel primo trimestre del 2027 e il prezzo sarà di 590.000 euro.
Fincantieri: ha annunciato accordi per acquisire partecipazioni di maggioranza in NextGeo, WSense, Graal Tech e Defcomm, con l’obiettivo di creare un campione internazionale verticalmente integrato nel settore underwater. L’esborso iniziale previsto è di circa 600 milioni di euro.
Leonardo: Il programma GCap ha assegnato a Edgewing (joint venture tra Bae Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co.) un contratto di sviluppo del valore di 4,6 miliardi di sterline.
Lottomatica: il mercato dell’iGaming è cresciuto del 14% a giugno e Lottomatica conferma la propria posizione di leadership. Secondo un’intervista del management, anche il segmento iSport ha registrato un andamento positivo nel mese.
Rai Way: l’amministratore delegato della Rai ha dichiarato che una quota pari al 10% di Rai Way potrebbe essere messa in vendita come opzione.
UniCredit: il periodo aggiuntivo di adesione all’offerta su Commerzbank si è concluso il 3 luglio. I risultati sono attesi per l’8 luglio. La partecipazione finale, includendo i TRS con regolamento fisico (PD TRS), potrebbe superare circa il 46%.
