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Mondiali, Haaland manda a casa il Brasile di Ancelotti. L’Inghilterra resiste e supera il Messico. Oggi il derby Portogallo-Spagna

Una doppietta di Haaland elimina il Brasile di Ancelotti e fa volare ai quarti la Norvegia che ora sogna. Notte da cardiopalma per l’Inghilterra, che sfata il tabù Azteca e supera il Messico (3-2). Oggi Portogallo-Spagna, con Lamine Yamal contro Cristiano Ronaldo. Nella notte Usa-Belgio dopo il caso Balogun

Mondiali, Haaland manda a casa il Brasile di Ancelotti. L’Inghilterra resiste e supera il Messico. Oggi il derby Portogallo-Spagna

Colpo di scena al Mondiale. O forse, guardando la storia recente, nemmeno troppo. Il Brasile di Carlo Ancelotti è fuori già agli ottavi, come non accadeva dal 1990, e a firmare la caduta della Seleção è ancora una volta Erling Haaland. Il “cyborg” norvegese ha trasformato una partita che sembrava ormai destinata ai supplementari in una notte storica con due soli colpi: doppietta nel finale, 2-1 alla Norvegia e quarti di finale conquistati. Per l’attaccante del Manchester City sono già 7 gol in 5 partite, un dato che al Mondiale non si vedeva dal 1970 con Gerd Müller. Per il Brasile, invece, si conferma la maledizione norvegese: la Norvegia resta l’unica nazionale che i verdeoro non sono mai riusciti a battere nella loro storia.

Il Brasile ha avuto le occasioni per indirizzare la partita, dal rigore sbagliato da Bruno Guimarães alle chance sprecate nella ripresa, ma si è spento proprio quando Haaland ha acceso il motore. Prima il colpo di testa dell’1-0, poi il sinistro del raddoppio che ha gelato la Seleção. Il rigore di Neymar nel recupero è servito solo a rendere meno amaro il verdetto: Ancelotti saluta il Mondiale, la Norvegia continua a sognare e ora troverà l’Inghilterra.

Anche i Tre Leoni hanno dovuto soffrire, ma sono riusciti a superare il Messico in una sfida infuocata all’Azteca, chiusa 3-2 tra due rigori, un’espulsione, undici minuti di recupero e un finale vissuto in trincea. A prendersi la scena è stato Jude Bellingham, autore di una doppietta decisiva prima dell’assalto messicano.

Il programma degli ottavi prosegue oggi con una delle sfide più attese del torneo: Portogallo-Spagna, derby iberico dal sapore fortissimo, con Cristiano Ronaldo da una parte e Lamine Yamal dall’altra. Nella notte europea, poi, toccherà a Stati Uniti-Belgio, gara già accesa dal caso Balogun.

Haaland spezza il sogno verdeoro di Ancelotti

Brasile-Norvegia sembrava una partita scritta per poter ridare lustro alla Seleção. L’avvio, infatti, aveva consegnato agli uomini di Ancelotti l’occasione migliore: calcio di rigore conquistato da Matheus Cunha dopo un intervento in ritardo di Ajer. Dal dischetto, però, Bruno Guimarães si è fatto ipnotizzare da Nyland, protagonista assoluto della serata con una serie di interventi decisivi. Il Brasile ha continuato a spingere, soprattutto con Vinicius e Martinelli, ma ha trovato davanti un portiere in serata di grazia. Anche nella ripresa, quando Ancelotti ha inserito Endrick e poi Neymar, la partita sembrava ancora aperta. Proprio Endrick ha avuto sul piede la palla del vantaggio, ma ha mancato l’appuntamento davanti a Nyland. Errori pesantissimi, perché contro una squadra con Haaland ogni occasione sprecata può trasformarsi in condanna.

Per gran parte della gara il centravanti norvegese è rimasto ai margini, quasi nascosto. Poi, all’80’, ha cambiato il Mondiale: cross dalla sinistra di Schjelderup, stacco imperioso e colpo di testa che non ha lasciato scampo ad Alisson. Dieci minuti più tardi è arrivato anche il raddoppio, con un sinistro angolatissimo che ha chiuso virtualmente i conti. Il rigore trasformato da Neymar nel recupero, arrivato dopo un fallo di Ostigard su Casemiro, ha reso solo meno amara la sconfitta.

La Norvegia vola così ai quarti per la prima volta e conferma una statistica clamorosa: il Brasile non è mai riuscito a batterla. Per Ancelotti, invece, l’avventura mondiale si interrompe agli ottavi, con un’eliminazione che ha subito aperto il processo sportivo. Sui social sono finite nel mirino le scelte del ct, dalla formazione iniziale all’utilizzo dei cambi, con molti tifosi brasiliani critici per l’esclusione di Luiz Henrique. Ancelotti, però, ha difeso il percorso della squadra e ha parlato di nuovo ciclo, assicurando di voler andare avanti.

Intanto la Norvegia si gode una notte storica: con Haaland al tamburo, può partire la Viking row.

L’Inghilterra soffre, ma rompe il tabù Azteca

Se il Brasile è caduto nel finale, l’Inghilterra ha invece resistito fino all’ultimo respiro. All’Azteca, contro un Messico spinto dal proprio pubblico e da uno stadio che ai Mondiali non lo aveva mai visto perdere, la squadra di Thomas Tuchel ha conquistato una vittoria pesantissima per 3-2. La partita si è accesa nella parte finale del primo tempo, quando Jude Bellingham ha preso la scena. Prima il colpo di testa su assist di Saka, poi il raddoppio dopo una splendida combinazione con Kane. In meno di due minuti l’Inghilterra ha messo il Messico alle corde, ma i padroni di casa sono rientrati in partita prima dell’intervallo con Quinones, bravo a sfruttare una palla sporca in area.

Nella ripresa il match è diventato una battaglia. O’Reilly ha colpito un palo, poi Quansah è stato espulso dopo revisione Var per un intervento duro su Gallardo. In dieci uomini, l’Inghilterra ha però trovato la forza di allungare ancora: Gordon ha anticipato Rangel in uscita e si è procurato il rigore trasformato da Kane per il 3-1. La tranquillità è durata pochissimo. Pochi minuti dopo, lo stesso Kane ha commesso fallo in area su Gutierrez e il Var ha portato al penalty messicano, realizzato da Raul Jimenez. Da lì in avanti è stato assedio, con il Messico riversato in avanti e l’Inghilterra chiusa a protezione del vantaggio. L’ultimo brivido è arrivato nel recupero, quando Stones ha rischiato l’autogol sfiorando il palo.

Alla fine, però, i Tre Leoni hanno retto: ai quarti sarà sfida contro la Norvegia di Haaland.

Spagna-Portogallo, il Mondiale accende il derby iberico

Oggi il tabellone propone una partita che sembra già una finale anticipata: Portogallo-Spagna, alle 21 italiane (diretta su Rai Uno e Dazn) all’AT&T Stadium di Arlington, in Texas. È il derby iberico, ma anche il confronto tra due generazioni e due modi diversi di stare dentro questo Mondiale.

Il Portogallo arriva all’appuntamento con Cristiano Ronaldo ancora al centro del progetto offensivo, sostenuto da talento, esperienza e qualità tecnica. La squadra di Roberto Martinez ha avuto un percorso non sempre lineare, tra pareggi e fiammate, ma ha superato la Croazia e ora cerca il salto definitivo contro una delle grandi candidate al titolo. La Spagna di Luis de la Fuente, invece, si presenta con numeri solidi e una porta ancora imbattuta. Dopo il pareggio con Capo Verde, la Roja ha cambiato passo battendo Arabia Saudita, Uruguay e Austria senza subire gol. Il volto più atteso è quello di Lamine Yamal, chiamato a illuminare una squadra costruita attorno al palleggio, alla pressione e alla qualità tra le linee. Con lui, Dani Olmo, Pedri, Rodri e Oyarzabal danno alla Spagna una struttura tecnica tra le più complete del torneo.

Sulla carta sarà una partita di equilibrio, gestione e dettagli. In palio non c’è solo un posto ai quarti, ma anche una candidatura forte per arrivare fino in fondo.

Stati Uniti-Belgio, prima ancora del campo c’è il caso Balogun

Nella notte europea, alle 2 italiane, spazio anche a Stati Uniti-Belgio al Lumen Field di Seattle. Gli Usa di Mauricio Pochettino giocano in casa e cercano un risultato che avrebbe un peso enorme, ma la vigilia è stata dominata dal caso Folarin Balogun.

L’attaccante statunitense era stato espulso contro la Bosnia Erzegovina per un intervento giudicato pericoloso, con una squalifica automatica di una giornata che avrebbe dovuto escluderlo dagli ottavi. La Fifa ha però deciso di sospendere l’esecuzione della sanzione, applicando una sorta di condizionale che permetterà al giocatore di essere disponibile contro il Belgio. La decisione ha acceso polemiche immediate. Donald Trump ha ringraziato pubblicamente la Fifa per aver corretto quella che ha definito un’ingiustizia, mentre il New York Times ha riportato che la richiesta sarebbe arrivata direttamente dal presidente americano a Gianni Infantino. Il Belgio, intanto, valuta ricorsi per tutelare l’equità del torneo.

Sul campo, però, la sfida resta complicata per gli Stati Uniti. Il Belgio non è più quello della generazione d’oro al massimo splendore, ma conserva esperienza e talento con Courtois, De Bruyne, Tielemans, Doku e Lukaku. I Diavoli Rossi arrivano da una rimonta clamorosa contro il Senegal e restano una squadra pericolosa, anche se finora hanno mostrato fragilità. Per gli Usa sarà il primo vero esame da grande del torneo, con il pubblico di casa alle spalle e un caso politico-sportivo già destinato a lasciare traccia.

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