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Cig per caldo, stop al lavoro nelle ore torride e cassa integrazione per ondate di calore: come funziona e quando scatta

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sull’emergenza caldo che reintroduce la cassa integrazione in deroga per le aziende che sospendono o riducono il lavoro a causa delle eccezionali ondate di calore

Cig per caldo, stop al lavoro nelle ore torride e cassa integrazione per ondate di calore: come funziona e quando scatta

La Cig per il caldo torna ad essere uno degli strumenti principali per gestire l’emergenza legata alle ondate di calore che stanno colpendo l’Italia. Il Consiglio dei ministri ha infatti reintrodotto la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione in deroga per caldo estremo, confermando le misure già adottate negli anni precedenti per tutelare lavoratori e imprese esposti al rischio temperature estreme.

La decisione arriva in un contesto di caldo anticipato e particolarmente intenso, che ha riportato il tema al centro dell’agenda di Palazzo Chigi.

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Cig per caldo: quando scatta la cassa integrazione

La cassa integrazione per caldo può essere richiesta dalle aziende che sono costrette a sospendere o ridurre l’attività lavorativa a causa delle cosiddette “eccezionali ondate di calore”. Secondo le linee guida Inps, la Cig per caldo scatta quando la temperatura reale o percepita supera i 35 gradi, ma può essere riconosciuta anche sotto questa soglia in presenza di condizioni di elevata umidità o di altri fattori che aumentano il rischio di stress termico, come lo sforzo fisico intenso, l’esposizione diretta al sole o l’uso di dispositivi di protezione che incrementano la temperatura corporea.

La misura garantisce ai lavoratori una tutela economica pari a circa l’80% della retribuzione per le ore non lavorate e si applica soprattutto ai settori più esposti al caldo, come l’edilizia, l’agricoltura, le cave, la logistica e tutte le attività svolte all’aperto o in ambienti non climatizzati. In questi contesti il rischio legato alle alte temperature è considerato particolarmente elevato, soprattutto nelle ore centrali della giornata.

Bollino rosso e emergenza caldo in Italia

Il tema della Cig per caldo si inserisce in un quadro di emergenza climatica confermato anche dai dati del ministero della Salute, che ha segnalato per il 23 giugno 15 città italiane da bollino rosso, il livello di allerta più alto per ondate di calore: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Verona, Ancona, Venezia e Viterbo.

Bollino arancione invece per Latina e Bari.

Il giorno successivo, mercoledì 24 giugno, la situazione peggiora con l’aggiunta di Latina tra le città in allerta massima.

Ordinanze regionali: stop al lavoro nelle ore più calde

Parallelamente alla cassa integrazione per caldo, molte Regioni italiane hanno introdotto ordinanze specifiche per limitare o sospendere le attività lavorative nelle ore più calde della giornata, generalmente tra le 12:30 e le 16:00, utilizzando spesso le mappe di rischio termico come quelle di Worklimate per stabilire i livelli di pericolosità. In diversi territori, come Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia, Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte e Sicilia, le misure anti-caldo prevedono divieti o limitazioni per cantieri, agricoltura, logistica e lavori esposti al sole, con scadenze differenziate che arrivano fino a fine agosto o settembre.

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