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Commerzbank: il Governo tedesco cerca un cavaliere bianco per frenare Unicredit

Secondo Bloomberg da inizio anno il Governo tedesco avrebbe preso contatti con alcune banche europee per capire se fossero disposte ad acquisire una partecipazione in Commerzbank

Commerzbank: il Governo tedesco cerca un cavaliere bianco per frenare Unicredit

Mentre Unicredit prepara l’ops per superare il 30% del capitale di Commerzbank, il Governo tedesco cerca un cavaliere bianco che riesca a frenare la sua scalata. Lo rivela Bloomberg, secondo cui Berlino avrebbe già sondato diverse banche europee. L’obiettivo sarebbe quello di difendere l’indipendenza della seconda banca tedesca e impedire che un istituto considerato una fonte importante di finanziamento per l’economia venga acquisito da un gruppo straniero.

Commerzbank: cavaliere bianco cercansi

Secondo la ricostruzione di Bloomberg, da inizio anno, funzionari tedeschi avrebbero contattato informalmente alcune banche europee per capire se fossero disposte ad acquisire una partecipazione o addirittura rilevare il controllo di Commerzbank. I colloqui non sarebbero però andati oltre una fase molto preliminare. Almeno per il momento. 

L’iniziativa evidenzia, da un lato, quanto il governo di Berlino – che ha in mano il 12,1% di Commerz – sia contrario a un’operazione che fin dall’inizio, era settembre del 2024, ha definito “ostile” e a cui da sempre si oppone con vigore. Dall’altro dimostra quanto sia complicato convincere investitori alternativi a farsi avanti in una fase in cui Unicredit ha in mano il 26,8% del capitale e quasi il 30% dei diritti di voto e ha lanciato un’ops per salire ulteriormente nel capitale dell’istituto di Francoforte sul Meno.

Unicredit-Commerz: difficile trovare qualcuno che intervenga

La partecipazione della banca italiana in Commerzbank è considerata dagli analisti un ostacolo significativo per qualsiasi potenziale “cavaliere bianco”. Chiunque voglia farsi avanti deve infatti essere disposto a eguagliare la già elevata valutazione di Commerzbank — attualmente circa 37,3 miliardi di euro — e ad affrontare una possibile gara di offerte che una controfferta a Unicredit potrebbe innescare. Il tutto, tenendo in considerazione che “il settore bancario tedesco è ritenuto offrire una crescita limitata rispetto ad altri mercati”. Insomma, sembra più facile a dirsi che a farsi. 

C’è anche un’altra questione da non sottovalutare. Già in passato il governo tedesco aveva cercato di convincere Deutsche Bank ad intervenire per ostacolare le mire di Unicredit, un’ipotesi che però è subito tramontata. Berlino si starebbe dunque rivolgendo ad altre banche fuori dal Paese. Ma non è detto che portare il controllo di Commerz a Londra, Parigi o Madrid sia meglio che trasferirlo a Milano, a prescindere da quanto sia amichevole e concordata l’offerta.

L’unica via per “mettere al sicuro” Commerz sarebbe quella di “imporre misure protezionistiche”. Un’idea che però non piace al Governo “a causa del possibile danno alla reputazione della Germania e del suo centro finanziario”, senza contare “i vincoli legali” imposti dall’Unione Europea “che impediscono di bloccare un’acquisizione nel mercato comune”, sottolinea Bloomberg.

In questo contesto, dopo aver respinto tutte le proposte di Piazza Gae Aulenti, definendole “un tentativo speculativo di smantellare” il proprio modello di business, Commerzbank presenterà obiettivi finanziari aggiornati insieme ai risultati del primo trimestre l’8 maggio. La battaglia continua.

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