Condividi

Banner FIRSTonline

Di Foggia, l’aut aut di Palazzo Chigi all’Ad di Terna: “O la buonuscita da 7,3 milioni o la presidenza dell’Eni”

Il Governo ha lanciato un ultimatum all’ad di Terna, Giuseppina Di Foggia, che rivendica una superliquidazione da 7,3 milioni di euro per i tre trascorsi alla guida della rete elettrica e che ora è candidata alla presidenza dell’Eni: o l’una o l’altra, o la ricca buonuscita o la presidente del gruppo petrolifero. Di Foggia sembra orientata a rinunciare alla presidenza dell’Eni per la quale avanzano altre candidature

Di Foggia, l’aut aut di Palazzo Chigi all’Ad di Terna: “O la buonuscita da 7,3 milioni o la presidenza dell’Eni”

Non è bastato più di un consiglio d’amministrazione per risolvere il caso Di Foggia, il caso sollevato dall’Ad di Terna, Giuseppina Di Foggia che rivendica una buonuscita di 7,3 milioni di euro per i tre anni trascorsi alla guida della rete elettrica come Ad e come Direttore generale e che ora è candidata alla presidenza dell’Eni. Proprio il passaggio da una società controllata da Cdp (Terna) a una controllata direttamente dal Mef (l’Eni) ha aperto, al di là degli aspetti etici, un problema di interpretazione delle norme perché quando si passa da un a società pubblica all’altra viene meno il diritto alla buonuscita. Ma i legali di Di Foggia obiettano che Cdp e Mef non sono formalmente la stessa cosa. Il problema indispettisce il Governo che ieri ha fatto pervenire a Di Foggia un ultimatum: o la superliquidazione o la presidenza dell’Eni. In altre parole se Di Foggia insisterà nel pretendere la ricca liquidazione da Terna non avrà la presidenza dell’Eni, per la quale il Governo sta già pensando ad altri nomi come quella dell’ex parlamentare della Lega Benedetta Fiorini o dell’ex Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Insomma un bel rebus che richiederà per lo meno una nuova riunione del cda di Terna ma che sembra indurre la Di Foggia a rinunciare alla presidenza dell’Eni in cambio della superliquidazione da Terna che rivendica.

Commenta