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Accadde Oggi – 31 gennaio 1997: Toyota Corolla diventa l’auto più venduta di sempre

Il 31 gennaio del 1997 la Toyota Corolla diventava l’auto più venduta di sempre, superando il Maggiolino Volkswagen. Oggi ha oltrepassato la soglia dei 50 milioni di unità prodotte ed è l’automobile più venduta della storia. E non smette di invecchiare. Storia, evoluzione e numeri di un’icona globale

Accadde Oggi – 31 gennaio 1997: Toyota Corolla diventa l’auto più venduta di sempre

Il 31 gennaio entra di diritto nella storia dell’automobile. È in questo giorno che Toyota certifica ufficialmente il sorpasso definitivo: la Toyota Corolla è l’auto più venduta di tutti i tempi. Un titolo conquistato non con un singolo exploit, ma con sessant’anni di continuità industriale, adattamento ai mercati e una capacità quasi unica di interpretare l’idea stessa di “auto globale”.

Un risultato che non arriva all’improvviso. La Corolla aveva già scritto pagine decisive della sua leggenda nel 1997, quando superò il Maggiolino Volkswagen raggiungendo 22 milioni di esemplari. Nel 2012 le vendite cumulative avevano toccato quota 37,5 milioni. Oggi, con oltre 50 milioni di unità prodotte nel mondo, il primato è diventato irreversibile.

Ecco la storia e l’evoluzione di questa vettura iconica e i motivi del suo successo, fino ai più recenti record del marchio Toyota a livello globale.

Il debutto nel Giappone del boom economico

La Corolla nasce nel 1966, in un Giappone che sta correndo veloce verso la modernità. È l’auto pensata per la nuova classe media urbana, quella che dopo le Olimpiadi di Tokyo del 1964 vuole mobilità accessibile, affidabile e moderna. Toyota sceglie un nome evocativo: “Corolla”, la corona di petali di un fiore, simbolo di armonia e centralità.

Il lancio è un evento nazionale. Le concessionarie vengono prese d’assalto, il modello diventa immediatamente un fenomeno di costume. Due anni dopo, nel 1968, la Corolla sbarca in Europa partendo dai Paesi Bassi: è la prima auto giapponese a tentare seriamente la conquista del Vecchio Continente.

La formula vincente: tecnica, gamma e affidabilità

Il successo iniziale non è casuale. Toyota gioca d’anticipo sulla concorrenza interna dotando la prima Corolla di un motore più generoso rispetto alle rivali dirette. Il quattro cilindri da 1.077 cc e circa 60 cavalli garantisce prestazioni migliori rispetto alla Nissan Sunny, principale antagonista dell’epoca.

Ma è soprattutto l’impostazione industriale a fare la differenza. Fin dall’inizio la Corolla viene proposta in più carrozzerie – berlina, coupé e station wagon – con una dotazione tecnica avanzata per gli standard degli anni Sessanta: sospensioni anteriori MacPherson, trazione posteriore, cambio automatico disponibile come optional. Un’auto per tutti, ma senza compromessi sulla qualità.

Gli anni Settanta e la conquista del mondo

Negli anni Settanta la Corolla diventa un prodotto globale. Con la seconda e la terza generazione, Toyota differenzia motorizzazioni e assetti in base ai mercati, rafforza la presenza negli Stati Uniti e avvia la produzione anche in Europa (in uno stabilimento in Portogallo). Nel 1974 la Corolla è per la prima volta l’auto più venduta al mondo in un singolo anno.

La crisi petrolifera gioca a suo favore: consumi contenuti, robustezza e manutenzione ridotta diventano argomenti decisivi. Nel 1976 la produzione cumulativa supera i 5 milioni di unità e Toyota diventa il marchio estero più venduto negli Stati Uniti, un traguardo impensabile solo dieci anni prima.

Il passaggio agli anni Ottanta segna una svolta epocale. Con la quinta generazione, nel 1983, la Corolla adotta la trazione anteriore e introduce motori bialbero a 16 valvole. È l’auto che accompagna milioni di automobilisti nella modernità.

Nello stesso anno arriva un altro numero simbolico: 10 milioni di esemplari prodotti in appena 17 anni di carriera. Da quel momento, la Corolla non smetterà più di aggiornarsi a ritmo serrato, migliorando sicurezza, qualità percepita e piacere di guida, come dimostrano le generazioni E90 ed E100, tra le più apprezzate di sempre.

Gli anni Novanta e la sfida ambientale

A metà anni Novanta il settore entra in una fase complessa. Normative ambientali più stringenti e rallentamento economico costringono i costruttori a ripensare le proprie strategie. Toyota risponde con una Corolla più leggera, più efficiente e più pulita, senza sacrificare la sicurezza.

È una transizione silenziosa ma decisiva. La Corolla dimostra di saper cambiare pelle senza tradire la propria identità. Un’auto globale, adattbile, sempre coerente con il proprio pubblico.

Accanto alla carriera commerciale, la Corolla conosce anche una pagina sportiva spesso sottovalutata ma storicamente rilevante. Negli anni Novanta Toyota decide di portare la sua compatta nel mondo del rally internazionale, affidandola al reparto corse europeo.

Il momento più alto arriva nel 1999, quando la Toyota conquista il titolo Costruttori nel Campionato del Mondo Rally con la Corolla WRC. Un’auto nata per le famiglie diventa così campione del mondo su sterrati, asfalti e neve, dimostrando la solidità del progetto anche nelle condizioni più estreme.

Quel titolo rimane l’unico mondiale rally della Corolla, ma basta a scolpire il modello anche nella memoria sportiva del marchio, accanto a nomi più celebrati come Celica e Yaris. Un successo che rafforza ulteriormente l’immagine di affidabilità e robustezza su cui si fonda la sua leggenda.

Un’icona ancora al vertice

Con gli anni Duemila la Corolla entra nella maturità industriale. Il design si ammorbidisce, gli interni diventano più curati, lo spazio a bordo cresce. Nel 2019, con la dodicesima generazione, Toyota compie una scelta simbolica ovvero riunificare il nome Corolla in tutto il mondo, riportandolo anche sulle compatte europee.

È l’inizio dell’era dell’ibrido. In numerosi mercati, Italia compresa, la Corolla viene proposta esclusivamente con motorizzazioni full hybrid, diventando uno dei pilastri della strategia di elettrificazione del marchio. Arrivano anche nuove declinazioni, come la Corolla Cross e le versioni sportive GR, a dimostrazione di una gamma ormai trasversale.

L’età, però, non frena i numeri. Anzi. Nel 2025 la Corolla si conferma un vero “evergreen” e tocca quota 1,9 milioni di esemplari consegnati nei primi dieci mesi dell’anno, restando stabilmente tra i modelli più venduti al mondo. Dopo oltre mezzo secolo di storia e dodici generazioni, la Corolla non ha perso smalto: rimane un pilastro della gamma Toyota e continua a garantire alla casa giapponese volumi di vendita impressionanti su scala globale.

Toyota da record: primato mondiale per il sesto anno consecutivo

La storia di Corolla si inserisce nel più ampio successo globale del marchio Toyota, che negli ultimi anni ha consolidato la sua posizione di leader mondiale dell’industria automobilistica. Nel 2025 il gruppo Toyota (che include anche i brand Lexus, Daihatsu e Hino) ha venduto la cifra record di 11,3 milioni di veicoli nel mondo, in crescita del +4,6% rispetto all’anno precedente, confermandosi per il sesto anno consecutivo come primo costruttore globale. Il distacco sulla concorrenza è netto. Il gruppo Volkswagen, diretto inseguitore, si è fermato sotto quota 9 milioni di unità nello stesso 2025.

Quasi la metà delle vendite è rappresentata da modelli elettrificati, con le ibride a fare la parte del leone. Un dominio costruito sulla continuità più che sulla spettacolarizzazione, sulla capacità di leggere i mercati e anticiparne le trasformazioni.

Ben 5 dei 10 modelli di auto più venduti al mondo portano sul cofano il marchio delle tre ellissi (tra cui la stessa Corolla, affiancata da RAV4, Camry e altre). E la Corolla, l’auto dei record, rimane il simbolo di questo successo planetario: un modello nato nel 1966 e capace ancora oggi di evolversi e dominare le strade di tutto il mondo, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

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