Regno Unito di nuovo in Erasmus dal 2027. A cinque anni dalla Brexit, è stato annunciato ufficialmente il rientro britannico nel programma Erasmus, il principale progetto europeo di scambio per studenti universitari, tirocinanti e giovani in formazione. Un segnale concreto del riavvicinamento tra Londra e Bruxelles, nonostante l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue decisa con il referendum del 23 giugno 2016.
Con il nuovo accordo, studenti britannici ed europei torneranno a muoversi liberamente tra i due blocchi per studiare, svolgere tirocini e partecipare a programmi di formazione secondo le regole di Erasmus+, rafforzando cooperazione accademica e mobilità giovanile.
Londra: quando riparte Erasmus e quanto costerà
Secondo i piani concordati dalle autorità britanniche ed europee, la ripartenza del programma è fissata a gennaio 2027. Gli studenti del Regno Unito continueranno a pagare le stesse tasse universitarie previste in patria anche durante il periodo di studio nella Ue. Gli studenti europei che sceglieranno il Regno Unito, invece, beneficeranno di una concessione significativa: pagheranno rette universitarie allineate a quelle dei cittadini e residenti britannici, con un tetto massimo di 9.535 sterline l’anno, poco meno di 11mila euro.
Una netta inversione di rotta rispetto al regime post-Brexit, che aveva portato gli studenti extra-Uk a sostenere costi fino a 30-40mila sterline annue.
Erasmus: dallo stop di Boris Johnson al cambio di linea di Starmer
Il Regno Unito aveva partecipato al programma dal 1987 fino a quando, dopo l’uscita dalla Ue, il governo guidato da Boris Johnson giudicò il programma poco conveniente dal punto di vista economico. Prima del divorzio dall’Ue, Londra era un contributore netto: più studenti europei arrivavano nelle università britanniche rispetto a quelli britannici in partenza verso l’estero.
Il cambio di strategia è arrivato con il governo laburista del primo ministro Keir Starmer, che dopo la vittoria elettorale ha rilanciato il dialogo con Bruxelles. Il ministro britannico per le relazioni con l’Ue, Nick Thomas-Symonds, e il commissario europeo Maroš Šefčovič hanno finalizzato l’intesa nel corso di un incontro a Bruxelles, chiudendo uno dei dossier chiave del cosiddetto “reset” delle relazioni post-Brexit.