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Criptovalute, Savona rilancia l’allarme: “La forza dei bitcoin è la segretezza, in Europa serve difesa comune”

Il presidente della Consob, Paolo Savona, lancia un nuovo allarme sulle criptovalute: “La forza dei bitcoin è la segretezza”. Rischi per conti correnti, debito pubblico e stabilità europea. Urgente creare un Centro elettronico unico e un euro elettronico per difendere il sistema

Criptovalute, Savona rilancia l’allarme: “La forza dei bitcoin è la segretezza, in Europa serve difesa comune”

Paolo Savona torna a puntare il dito contro le criptovalute. E questa volta lo fa con toni ancora più drastici, indicando una minaccia che non riguarda soltanto il mercato, ma la tenuta stessa delle infrastrutture finanziarie del Paese. Dal palco del Forum dei Consumatori, ospitato al Cnel, il presidente della Consob ha avvertito che nella corsa globale alle tecnologie finanziarie chi arriva per primo può esercitare un potere destabilizzante mai visto prima.

Al centro del suo intervento, un concetto ribadito con forza: la natura opaca delle criptovalute. “La forza dei bitcoin è la segretezza” dichiara Savona, spiegando che in quell’area grigia “vanno gli evasori fiscali, il denaro della mafia, il denaro dei servizi perché così si riesce a contrastare il terrorismo”. Un terreno ideale, ha ricordato, per “tutte le ricchezze illecite” che si avvantaggiano di strumenti “che si sono per primi isolati non permettendo lo scambio di informazioni e non facendosi penetrare”.

Il rischio sistemico: chi controlla i dati controlla la finanza

Savona ha spiegato che la competizione non è più solo tra monete, ma tra sistemi informativi. “La lotta è questa: chi arriva prima si impossessa delle informazioni degli altri” e, una volta ottenuto il vantaggio, lo utilizza.

Ma lo scenario diventa ancora più inquietante se si guarda ai potenziali effetti sulle infrastrutture finanziarie. “Il vero rischio – spiega Savona – è che chi arriva per primo può paralizzarci tutti i conti correnti, può paralizzare tutte le informazioni sul debito pubblico. Siamo di fronte a questo tipo di rivoluzione”. Una minaccia che il presidente della Consob definisce paragonabile alla “bomba nucleare” dell’era digitale.

Un appello alle istituzioni: servono contromisure immediate

L’avvertimento è lo stesso che Savona lancia da mesi. Il presidente della Consob chiede che le autorità italiane ed europee si muovano rapidamente e in modo coordinato.

La ricetta? Costruire difese comuni. Savona insiste sulla necessità di “contromisure urgenti” e di un’infrastruttura unificata che protegga i dati sensibili del sistema. Ed è per questo che ha invocato la creazione di “un Centro elettronico unico per la gestione dei dati sensibili”, rivolgendosi direttamente ai parlamentari ai quali chiede “apertamente la concessione delle informazioni” per affrontare “questo nuovo tipo di rivoluzione”.

La posta in gioco

La preoccupazione non riguarda solo le cripto in sé, ma lo scontro monetario che esse stanno alimentando. Già nelle scorse settimane, parlando di stablecoin e del crescente peso delle valute digitali ancorate al dollaro, Savona aveva sollevato il rischio di una deriva che penalizza l’Europa.

La battaglia sulle criptovalute è ormai una competizione monetaria globale che rischia di mettere l’Europa in posizione di debolezza. Senza strumenti propri per garantire trasparenza, sicurezza e controllo dei dati, l’Unione potrebbe essere superata da attori esterni che non rispondono alle regole istituzionali. La rivoluzione digitale è già iniziata e le autorità europee, avverte Savona, devono agire subito per non restare indietro.

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