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Vicenza, manifattura in calo nel 2026 nel cuore del Nord Est industriale: la geopolitica pesa sulla produzione del primo trimestre (-1,7%)

La manifattura vicentina apre il 2026 con una produzione in calo del -1,7%, secondo l’indagine congiunturale di Confindustria Vicenza. Tra domanda interna debole, export in rallentamento e criticità energetiche, le imprese chiedono interventi per la competitività industriale

Vicenza, manifattura in calo nel 2026 nel cuore del Nord Est industriale: la geopolitica pesa sulla produzione del primo trimestre (-1,7%)

Dalla geopolitica di Hormuz ai capannoni della pianura vicentina il passo è breve. La fase di tensione internazionale che si mantiene altissima a causa degli incerti sviluppi del conflitto tra Usa, Israele e Iran, sta manifestando i suoi effetti pratici sui primi dati di produzione industriale del 2026. Lo fa con particolare vigore a Vicenza, provincia industriale con una vocazione all’export tra le più alte del Paese e con ramificate connessioni nelle principali catene del valore internazionali.

Produzione manifatturiera Vicenza: -1,7% nel primo trimestre 2026

La 171ª indagine congiunturale condotta dagli uffici di Confindustria Vicenza rileva nel primo trimestre una netta contrazione della produzione manifatturiera (-1,7%). Il dato segnala un peggioramento sia in termini congiunturali (-0,2% rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso) che tendenziali (-0,7% sul primo trimestre 2025). Si tratta di una debolezza del ciclo economico che persiste da tempo: da tre anni, infatti, le rilevazioni sulla produzione delle imprese vicentine registrano segno negativo. Con evidenti accenti di maggiore preoccupazione in alcuni comparti e meno evidenti in altri. “Alcuni fattori sono evidentemente fuori dal controllo delle imprese e della politica nazionale, a partire dalle guerre, dalle tensioni geopolitiche e dai rischi sulle rotte commerciali internazionali. Ma proprio perché una parte dello scenario non dipende da noi, su tutto ciò che invece possiamo governare non ci sono più alibi”, ha commentato Barbara Beltrame Giacomello, a capo degli industriali vicentini.

Mercati deboli e occupazione stabile: il quadro delle imprese

Dal punto di vista dei mercati di riferimento, prosegue la contrazione del mercato interno del 3%, dopo il -0,2% del trimestre precedente. Le vendite verso l’Unione europea risultano sostanzialmente stabili, con una variazione comunque negativa (dello -0,2%), mentre i mercati fuori dall’Unione Europea diminuiscono del 3,5%, invertendo il dato positivo del trimestre precedente. Il quadro occupazionale resta invece ancora stabile: il 61% delle imprese segnala organici invariati, il 20% un aumento e il 19% una riduzione. Pur in presenza di ordinativi poco dinamici, le imprese vicentine devono comunque affrontare anche il problema cronico e strutturale della mancanza di profili tecnici e specializzati, a prescindere dalla brillantezza del momento economico.

Energia e competitività: l’allarme delle imprese al governo

“In queste condizioni la nostra economia e i posti di lavoro non reggeranno ancora per molto. La debolezza del mercato interno, colpito più di altri dall’inflazione dovuta in primis ai costi energetici, e l’incertezza globale stanno riducendo gli spazi di manovra delle imprese”, rimarca Beltrame Giacomello. Gli industriali vicentini mettono in cima alla classifica delle priorità degli interventi governativi il tema degli investimenti sul fronte energetico, il primo e fondamentale punto debole della competitività manifatturiera nazionale. “Fotovoltaico, nucleare, reti e impianti di stoccaggio necessari alla sicurezza energetica e alla competitività industriale non possono rimanere prigionieri di procedure indefinite. I decreti attuativi sull’iper-ammortamento non possono più aspettare. Servono pochi dossier prioritari, responsabilità definite e scadenze pubbliche”.

L’apertura di credito degli industriali vicentini, e più in generale di quelli veneti, verso il governo sembra ancora reggere, ma il monito sui “pochi dossier prioritari” da portare assolutamente a compimento prima della fine della legislatura è stato espresso in modo molto chiaro.

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