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Borse 11 giugno: prove di rimbalzo dei semiconduttori e dell’AI dopo la bufera malgrado guerra e rialzo dei tassi Bce

Stm guida i rialzi a Piazza Affari, con semiconduttori e AI in rimbalzo dopo le recenti vendite, mentre cresce l’attesa per la quotazione di SpaceX. Sale il petrolio per le rinnovate tensioni in Medio Oriente. Sullo sfondo l’ipotesi di un rialzo dei tassi Bce, dopo quasi tre anni

Borse 11 giugno: prove di rimbalzo dei semiconduttori e dell’AI dopo la bufera malgrado guerra e rialzo dei tassi Bce

Le Borse europee viaggiano con il freno tirato in una seduta dominata da tre fattori chiave: la riunione della Banca centrale europea, le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran e la prosecuzione della correzione dei titoli legati all’intelligenza artificiale. A questi elementi si aggiunge l’attenzione per l’imminente quotazione di SpaceX, che sta spingendo gli investitori a fare cassa per partecipare all’Ipo monstre.

In questo contesto, i principali listini si muovono senza una direzione univoca: Francoforte e Parigi oscillano poco sopra la parità, mentre Madrid e Londra mostrano un andamento leggermente più solido. A distinguersi è Milano, che guida i rialzi con un progresso dello 0,72% sopra i 50mila punti, sostenuta da Stm e Prysmian ma soprattutto dal comparto bancario, al centro del risiko in corso, quindi il tandem Mps-Mediobanca e ai corteggiatori Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Ma anche all’altro oggetto del contendere, Generali, e a Unipol e Bper.

Bce protagonista: possibile nuovo rialzo dei tassi

L’attenzione degli investitori è completamente concentrata su Francoforte, dove oggi si riunisce il Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Il mercato sconta ormai con alta probabilità un rialzo dei tassi di 25 punti base, dall’attuale 2%, ma il vero focus resta sulle indicazioni che arriveranno dalla presidente Christine Lagarde sulla traiettoria futura della politica monetaria.

In questa fase, l’orientamento della Bce appare improntato alla prudenza: la comunicazione dovrebbe restare su una linea da “falco moderato”, attenta al controllo dell’inflazione ma senza irrigidire eccessivamente le condizioni finanziarie per non frenare la crescita.

Il tema delle banche centrali resta centrale anche oltre Atlantico, dove i dati macro continuano a influenzare le aspettative. Negli Stati Uniti, l’inflazione di maggio è salita al 4,2%, il livello più alto degli ultimi tre anni, rafforzando l’ipotesi di una Federal Reserve ancora restrittiva. In questo contesto, il Fomc si riunirà il 17 e 18 giugno.

Geopolitica calda: Usa–Iran e rischio energia

Parallelamente, i mercati restano condizionati dal fronte geopolitico, dove continuano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con nuovi attacchi registrati nella notte. Washington ha definito le operazioni una forma di “diplomazia coercitiva”, finalizzata a rafforzare la pressione negoziale senza interrompere il dialogo.

Di riflesso, l’attenzione si sposta sugli effetti sui mercati energetici, che reagiscono con movimenti ordinati ma al rialzo: il petrolio resta tonico, con il Wti in crescita dello 0,48% a 90,46 dollari al barile e il Brent dello 0,6% a 93,98 dollari. In parallelo, anche il gas ad Amsterdam sale dello 0,9% a 50,47 euro/MWh, contribuendo a riportare il tema energia al centro delle dinamiche su inflazione e tassi.

Wall Street in calo: pressione sul settore tech e IA trascina in ribasso l’Asia

La seduta di ieri a Wall Street si è chiusa in forte ribasso, confermando il clima di correzione sui mercati globali. L’S&P 500 ha perso l’1,6%, il Dow Jones l’1,9% (-953 punti) e il Nasdaq Composite il 2%, penalizzato soprattutto dalle vendite sui titoli tecnologici.

Ancora una volta il focus è stato sul comparto dell’intelligenza artificiale, protagonista del rally degli ultimi mesi ma ora al centro di prese di profitto e dubbi sulle valutazioni. Nvidia ha perso il 3,7%, Broadcom il 5,1%, mentre Super Micro Computer è crollata del 28% dopo l’annuncio di una raccolta di capitale da 7 miliardi di dollari tramite nuove azioni e strumenti convertibili, operazione che potrebbe diluire il valore per gli azionisti.

Forte volatilità anche per Micron Technology, scesa del 4,7% dopo oscillazioni marcate nelle sedute precedenti. Nonostante la correzione, il titolo resta comunque in crescita di oltre il 212% da inizio anno, a conferma della forte corsa del settore dei semiconduttori legato all’IA.

Secondo gli operatori, oltre alle prese di profitto, una parte delle vendite sarebbe legata alla necessità di liberare liquidità in vista di nuove operazioni di mercato. Tra queste, la quotazione di SpaceX, attesa per il 12 giugno, che potrebbe attrarre ingenti flussi e favorire una rotazione del portafoglio fuori dal comparto tecnologico.

La debolezza di Wall Street si è poi trasmessa ai mercati asiatici, che hanno chiuso in prevalenza negativi: il Nikkei di Tokyo ha ceduto lo 0,5%, il Kospi lo 0,2%, lo Shanghai Composite lo 0,2%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha limitato le perdite chiudendo in lieve rialzo dello 0,2%. In flessione anche l’S&P/ASX 200 australiano (-0,2%) e il Taiex di Taiwan (-0,4%), con il settore tecnologico ancora sotto pressione.

Piazza Affari, il risiko bancario resta il centro del mercato

A Piazza Affari l’attenzione resta concentrata sul risiko bancario, che continua a dominare il sentiment degli investitori e a sostenere l’andamento del listino. Accanto alle banche, si rafforza anche il comparto energetico, sostenuto dal rialzo del petrolio.

In evidenza Eni, Tenaris e Saipem, con quest’ultima che beneficia anche dell’aggiudicazione di un contratto onshore da circa 900 milioni di euro in Arabia Saudita per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant, con attività di ingegneria, approvvigionamento e costruzione su circa 42 mesi.

Nel resto del listino si distinguono STMicroelectronics, Prysmian e Avio, mentre prevalgono le prese di profitto su Lottomatica, Diasorin, Stellantis, Ferrari e Amplifon.

Resta centrale anche il tema del risiko bancario. Mps resta sotto i riflettori dopo le dichiarazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Parlamento, che ha ribadito la volontà del governo di ridurre la quota residua e favorire un’operazione di fusione alle condizioni più vantaggiose tra quelle sul tavolo, mentre il dossier resta caldo anche per le possibili strategie difensive dell’ad Luigi Lovaglio, legate a eventuali criticità antitrust in caso di aggregazioni e alla gestione della rete di sportelli; nel settore si muovono comunque in territorio positivo anche Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e la stessa Mps. Più prudente Unicredit, dopo le nuove critiche di Commerzbank sull’Ops e le repliche dell’istituto guidato da Andrea Orcel. Debole anche Generali, che ribadisce comunque la focalizzazione sul piano industriale e sulla creazione di valore di lungo periodo.

Nel resto del listino, attenzione anche a Brunello Cucinelli dopo il taglio del target price da parte di Berenberg a 95 euro da 120 euro, e a Tim in vista del raggruppamento azionario dal 15 giugno. Tinexta resta invece sotto i riflettori dopo l’Opa volontaria di Zinc BidCo finalizzata al delisting a 15 euro per azione.

Lo spread Btp-Bund resta stabile a 77,21 punti base, segnalando una fase di relativa calma sul fronte del debito sovrano.

Il Tesoro italiano torna inoltre sul mercato con l’offerta fino a 4 miliardi di euro del nuovo Btp a tre anni, scadenza 15 settembre 2029. L’operazione segue il collocamento da 18 miliardi di euro effettuato il 9 giugno tramite sindacato sui Btp a sette e trenta anni.

Altri mercati

Sul mercato valutario l’euro resta stabile a 1,1544 dollari, mentre il dollaro/yen si muove a 160,55. L’euro/yen si attesta a 185,34. Infine, sul fronte materie prime, l’oro scende per la quarta seduta consecutiva, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dalle attese di politica monetaria più restrittiva della Fed. Il metallo giallo perde l’1,9% a 4.180,85 dollari l’oncia, mentre il future arretra dell’1,18% a 4.236 dollari.

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