Un successo così non se lo immaginava davvero nessuno. L’offerta pubblica di acquisto e scambio di Mps su Mediobanca si chiude con adesioni pari all’86,33% del capitale. Una percentuale ben al di sopra delle aspettative, impensabile fino a poche settimane fa, quando molti dubitavano che la banca senese arrivasse al 50% di Piazzetta Cuccia. E invece il Monte dei Paschi, dopo l’azzeccatissimo rilancio da 90 centesimi in contati, ha abbattuto il muro del mercato, conquistando la maggioranza e poi, con la riapertura dei termini, superando abbondantemente i due terzi di Mediobanca. Quello di oggi è l’ennesimo passaggio storico di un’offerta che potrebbe avere ripercussioni sull’intero assetto della finanza italiana, dall’ipotesi di un terzo polo bancario fino alla governance di Generali, di cui Mediobanca detiene il 13,2%.
Mps all’86,3% di Mediobanca
A otto mesi dal suo annuncio, arrivato il 24 gennaio del 2025, Mps ha completato così la sua scalata a Mediobanca. L’ops (poi diventata opas dopo il rilancio) era partita il 14 luglio e si era conclusa l’8 settembre con l’istituto toscano al 62,3%. I termini dell’offerta si erano riaperti il 16 settembre. Venerdì 19 le adesioni avevano registrato un primo balzo in avanti, portandosi al 70,48%. Oggi, ultimo giorno dell’Opas, sono state apportate ulteriori 128.874.081 azioni (circa il 16% del capitale) che hanno portato il Monte dei Paschi dritto all’86,33% di Piazzetta Cuccia. Ci aveva visto lungo il dg dimissionario di Mediobanca Francesco Saverio Vinci che la settimana scorsa, in un messaggio ai dipendenti, aveva pronosticato che Mps avrebbe superato l’80%.
Il futuro di Mediobanca
Essendosi fermata sotto al 90%, la banca guidata da Luigi Lovaglio non avrà l’obbligo di acquistare le quote residue (la cosiddetta “Opa residuale” che dà un ultimo diritto di uscita ai soci di minoranza scatta appunto sopra il 90%), ma con una percentuale così alta potrà sfruttare in toto i benefici fiscali delle Dta e realizzare velocemente e senza alcun patema d’animo le sinergie stimate (pari a 700 milioni di euro). Ma soprattutto avrà la strada spianata verso la fusione tra i due gruppi che potrebbe portare con sé anche il possibile delisting di Mediobanca.
Prima di pensare al futuro però c’è una scadenza imminente: entro il 3 ottobre, Rocca Salimbeni dovrà presentare la lista dei candidati ai vertici di Piazzetta Cuccia dopo le dimissioni, arrivate il 18 settembre, del cda guidato dal quasi ex amministratore delegato Alberto Nagel. I nomi dovranno poi essere approvati nell’ambito dell’assemblea che si terrà il 28 ottobre.
(Ultimo aggiornamento: ore 19.55 del 22 settembre).