Condividi

Banner FIRSTonline

Pecorino Romano stagionato 120 mesi, da Olbia il superformaggio di Tonino Pintus

Il formaggio ha riposato per ben 10 anni nella cantina dell’azienda agricola di famiglia di Tonino Pintus, a 700 metri sul livello del mare

Pecorino Romano stagionato 120 mesi, da Olbia il superformaggio di Tonino Pintus

A Olbia c’è un prodotto dalle caratteristiche uniche: il Pecorino Romano stagionato 120 mesi, una scommessa targata Tonino Pintus. Solitamente il Pecorino Romano può essere immesso in commercio con una stagionatura minima di 5 mesi come formaggio da tavola e di 8 mesi nella tipologia da grattugia. E come ha dimostrato Tonino Pintus, imprenditore gallurese di 73 anni, adesso anche dopo 120 mesi: il formaggio superstagionato ha riposato per ben 10 anni nella cantina dell’azienda agricola S’ena de Sa Pira, del gruppo Verdeoro, a 700 metri sul livello del mare, nel triangolo fra Berchideddu, Padru e Alà Dei Sardi, a 25 chilometri da Olbia.

Il taglio in anteprima del Pecorino Romano superstagionato

Il formaggio è un Dop (Denominazione di origine protetta) da record, perché mai prima d’ora l’affinamento è stato così lungo. Pintus, un maestro affinatore che produce col marchio “Caseificio Verde oro“, ha dichiarato: “Credo sinceramente di aver precorso i tempi. Era l’anno 2013-2014, il prezzo del Pecorino Romano oscillava fra 4,80 e 5,50 euro, e in quel momento mi è venuta l’idea di indagare il prodotto, mediante la stagionatura a lungo termine, per valutarne le capacità, la struttura, la resistenza, sondare la tenuta delle capacità organolettiche e valutare possibili iniziative commerciali in base al risultato ottenuto. La speranza era proprio quella di riuscire a creare valore aggiunto. Così il formaggio è stato preso nei depositi di Agriexport e trasferito nella cantina della mia azienda: lì è cominciato un lungo lavoro di attenzione e di pazienza”.

Salvatore Palitta, presidente di Agriexport, ha parlato di “scelta controcorrente rispetto alla tradizione casearia sarda” e ricorda che “l’innovazione e la ricerca sono nel nostro Dna: pensiamo a prodotti come il Pecorino Romano a ridotto contenuto di sale, al Riserva a lunga stagionatura, al prodotto di Montagna e l’ultimo nato a latte crudo. Con il Romano stagionato 10 anni siamo andati oltre. Il nostro vicepresidente Pintus ha voluto seguire caparbiamente una sua strada che l’ha portato sin qui e noi l’abbiamo appoggiato, visti anche i risultati incoraggianti”.

“Il Consorzio è dalla parte di chi sperimenta e lavora per l’innovazione del prodotto. Come nel caso del Pecorino Romano 120 mesi – ha dichiarato Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP alla presentazione lo scorso 17 giugno –. In questo modo si crea diversificazione e dunque nuove occasioni di mercato, andando incontro ai gusti dei consumatori”.

Pecorino Romano 120 mesi: un prodotto di nicchia

Il sistema è “completamente automatizzato e riesce a monitorare con la tecnologia il grado di stagionatura seguendo l’antico procedimento dei pastori, quello di un periodo in cui non c’erano i conservanti”, aveva spiegato Pintus quando il superformaggio era arrivato a 7 anni di stagionatura. Ci sono volute svariate prove, ma alla fine la sperimentazione è risultata vincente e il consumatore può provare un’esperienza unica di gusto.

Il Pecorino 120 mesi è un prodotto di nicchia. Data la produzione limitata, visti anche i dieci anni di lavorazione, il prezzo non è proprio per tutte le tasche. “Il prezzo, e dunque il valore di prodotti così esclusivi, viene poi ridistribuito e finisce nel litro di latte – ha spiegato Pintus – il che va a beneficio degli allevatori e dei pastori sardi, ma anche dell’intero comparto, valorizzato nella sua interezza”. Il sapore è molto deciso e l’aroma eccezionale.

Commenta