La storia economica del Nordest non è stata costruita soltanto dalle imprese. È nata da un ecosistema nel quale imprenditori, professionisti, università, istituzioni e comunità locali hanno saputo, nel tempo, accompagnare la trasformazione produttiva con nuove competenze. La BM&A Summer School, promossa a Treviso per sette studenti della Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Padova, è un piccolo ma significativo esempio di questa capacità del territorio. Oggi, però, quella stessa capacità è chiamata a misurarsi con una trasformazione ancora più profonda: il ricambio generazionale che sta attraversando le imprese del Nordest. Una nuova generazione di imprenditori si prepara a raccogliere il testimone di aziende costruite nel corso di decenni, portando con sé linguaggi, competenze e visioni differenti. In questo passaggio, la formazione dei talenti diventa un fattore strategico: non soltanto per preparare i professionisti di domani, ma per mettere le nuove generazioni nelle condizioni di governare il cambiamento, innovare i modelli esistenti e dare continuità al patrimonio economico costruito da chi le ha precedute. Il vero passaggio generazionale, dunque, non riguarda soltanto la proprietà o la guida di un’impresa: riguarda la capacità di trasferire esperienza e, insieme, di creare lo spazio perché nuove competenze possano trasformarla in futuro. In questa prospettiva, iniziative come la BM&A Summer School assumono un valore che va oltre la formazione: diventano parte di quella infrastruttura culturale e professionale di cui il nuovo Nordest avrà bisogno per continuare a crescere.
È proprio osservando esperienze come questa che si comprende una delle ragioni del successo del Nordest
L’economia ha corso, ha saputo internazionalizzarsi, conquistare mercati, trasformare distretti produttivi in filiere sempre più sofisticate. Ma, parallelamente, è cresciuta anche la necessità di costruire intorno alle imprese un sistema di conoscenze adeguato a sostenere quella trasformazione. La Summer School di BM&A nasce dentro questa consapevolezza. Gli studenti non vengono semplicemente avvicinati alla professione forense: vengono messi a confronto con fiscalità internazionale, trade compliance, diritto dell’informatica, privacy, commercio elettronico e crisi d’impresa, cioè con alcune delle questioni che accompagnano concretamente l’economia contemporanea. È un passaggio importante. Perché un territorio competitivo non può limitarsi a produrre beni e servizi: deve essere capace di produrre anche conoscenza, professionalità e capacità di interpretare la complessità.
La storia di BM&A si intreccia con quella del Nordest
Lo studio, fondato nel 1991, dichiara di essere nato e cresciuto proprio in quest’area e di aver accompagnato nel tempo la trasformazione dell’economia attraverso una progressiva specializzazione, una visione interdisciplinare e una crescita fondata tanto sulle professionalità sviluppate internamente quanto sull’aggregazione di nuove competenze. Non è un caso che oggi BM&A riunisca oltre 75 persone, 11 soci e circa 30 avvocati e abbia sviluppato una struttura articolata in diversi dipartimenti. La dimensione dello studio riflette quella di un’economia che non può più essere affrontata attraverso competenze isolate, ma richiede professionisti capaci di dialogare tra loro e di comprendere contemporaneamente diritto, impresa, tecnologia, mercati e scenari internazionali.
È questa, in fondo, una delle lezioni del modello Nordest
Il successo non è stato soltanto il risultato della capacità di fare impresa, ma della capacità di adattarsi. Prima alla trasformazione industriale, poi all’internazionalizzazione, oggi alla digitalizzazione, alla complessità normativa e alla competizione globale. La formazione diventa quindi una componente della competitività. E il rapporto fra università e mondo professionale assume un valore economico prima ancora che accademico: significa creare quel capitale umano che permette alle imprese di affrontare mercati e regole sempre più complessi.
Un nuovo centro di aggregazione di talenti
La Summer School rappresenta proprio questo punto di incontro. Sette giovani entrano in uno studio professionale, incontrano casi concreti, misurano le proprie conoscenze e scoprono come il diritto possa diventare uno strumento al servizio delle trasformazioni economiche. Ma c’è un significato ancora più profondo. BM&A afferma di voler diventare sempre più un centro aggregatore di talenti, collegando esperienza, giovani professionalità, formazione e aggiornamento continuo. È una visione che supera la dimensione dello studio e rimanda a una questione decisiva per il futuro del territorio: come continuare a generare valore quando il principale fattore competitivo non è più soltanto ciò che si produce, ma ciò che si sa comprendere e progettare. Il Nordest ha costruito una parte del proprio successo cavalcando le grandi trasformazioni economiche degli ultimi decenni. Oggi la sfida è diversa: non inseguire il cambiamento, ma preparare le persone capaci di governarlo. Ed è forse proprio per questo che una Summer School può diventare una notizia economica. Perché dietro sette studenti di giurisprudenza c’è una domanda molto più grande: se il capitale umano è la nuova infrastruttura della competitività, quanto siamo disposti a investire per costruirlo? Il futuro del Nordest passa da un rapporto preciso tra obiettivi e risultati: se l’obiettivo è formare nuove competenze, il risultato deve essere una nuova generazione di professionisti capace di sostenere imprese e territori; se l’obiettivo è innovare, il risultato deve tradursi in nuovi progetti, servizi e opportunità; se l’obiettivo è crescere, il risultato deve essere maggiore competitività e valore condiviso. È questa la sfida: dare a ogni investimento un esito concreto e a ogni obiettivo la capacità di produrre futuro.
Immagine di copertina: crediti fotografici BM&A
