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Yellen: “Prima di tutto la ripresa e in Borsa non vedo bolle”. Cautela stamani a Piazza Affari

La presentazione del nuovo presidente della Fed, Janet Yellen, mette le ali ai mercati e spinge il Nikkei e il Dow Jones verso nuovi record – A Piazza Affari risorgono Mps e Fonsai ma stamani Milano è prudente – Telecom Italia scivola a BB+ (junk) mentre la Borsa punisce il lusso e soprattutto Tod’s – Wdf conquista l’aeroporto di Helsinki

Yellen: “Prima di tutto la ripresa e in Borsa non vedo bolle”. Cautela stamani a Piazza Affari

JANET YELLEN SCATENA IL TORO. TOKIO E DOW JONES RECORD. MOODY’S TAGLIA LE BANCHE USA. TELECOM PER S&P E’ SPAZZATURA

“Considero imprescindibile che noi facciamo quello che possiamo per promuovere una ripresa molto forte”. Il biglietto da visita di Janet Yellen non lascia adito a dubbi: davanti ai repubblicani del Senato, il neo presidente della Fed non ha temperato i toni o cercato compromessi.

Al contrario:

a)  Sul quantitative easing in corso, Yellen ha poi sottolineato che la Fed “sta tenendo in conto costi e efficacia del programma” e di ritenere che “i benefici eccedono i costi”;
b)  La Fed sta monitorando l’eventuale sviluppo di bolle negli asset ma l’Equity al momento non ne presenta ancora le caratteristiche;
c) Quanto alla Borsa Yellen non vede un generale incremento del leverage, mentre le evidenze di una “corsa ai rendimenti sono scarse”.

L’esordio di Janet Yelln ha messo le ali alle Borse. A Tokyo +1,75% l’indice Nikkei supera per la prima volta da maggio l’asticella dei 15 mila punti. Hong Kong sale dell’1,49%. I listini cinesi registrano anche, con grande soddisfazione, la notizia che la prossima settimana usciranno i pimi dettagli sulla recente riunione del Plenum del Pcc: l’indice Csi 300 sale del 2,9%.

Sospinta dalle parole di Yellen anche Wall Street macina nuovi record: l’indice Dow Jones sale dello 0,35%, lo Standard & Poor’s 500 dello 0,48%, il Nasdaq, già condizionato dal tonfo di Cisco (-10%), recupera e chiude a +0,18%. Moody’s ha abbassato il rating di Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley e BNY Mellon.

Warren Buffett ha acquistato 40 milioni di titoli Exxon nel corso dell’ultimo trimestre. E’ quanto emerge dalla trimestrale di Berksher Hathaway, la holding del saggio di Omaha. I listini europei si sono lasciati alle spalle la frenata del pil della zona euro nel terzo trimestre, che aveva penalizzato le quotazioni a metà giornata, e sul finale sono tornati a concentrarsi sulle indicazioni rassicuranti fornite dal futuro presidente della Fed, Janet Yellen.

La Borsa di Londra è salita dello 0,5%, Parigi +1%, Francoforte +1%. Anche Piazza Affari ha trovato nel finale la spinta per azzerare le perdite e chiudere in progresso dello 0,1%. Sul mercato obbligazionario, testa a testa tra Btp e Bonos: lo spread si riduce a 235 punti base per entrambe, con un rendimento del decennale al 4,06%.

FONSAI E MPS, LA DOPPIA RESURREZIONE

Sono stati i punti di crisi del 2012. Al contrario, per la prima volta sono premiati dalle trimestrali. FondiariaSai +3,8%, migliore blue chip di Piazza Affari, dopo i risultati migliori delle attese.

Monte Paschi +2% nel giorno della pubblicazione dei risultati  trimestrali. La perdita del periodo gennaio-settembre , 518 milioni (contro i 1,577 mld di un anno fa) è dovuta principalmente ai 238 mln di oneri legati ai Monti Bond. Nel singolo trimestre il risultato netto è negativo per 138,3 mln contro la stima del consenso che si attendeva un rosso di 162 mln. Entro la fine dell’anno Mps raggiungerà circa il 50% del target di riduzione del personale.

Entrambi i titoli sono i migliori dei rispettivi comparti: Unipol ha guadagnato l’1%, Generali +0,2%. Banche contrastate invece dopo la generale discesa di mercoledì. Unicredit ha perso lo 0,5%, Banco Popolare -2,5%. Positiva Intesa +0,4%.

TELECOM SCIVOLA A BB+. UN CALCIO AI CONTI TOD’S

Standard & Poor’s ha tagliato a livello ‘junk’ (spazzatura) il rating di Telecom Italia -0,15% con outlook negativo. L’agenzia ha declassato il debito del gruppo tlc da B a BB+, a causa soprattutto dell’elevato livello di indebitamento e del calo previsto dell’ebitda. La società ha accettato l’offerta di acquisto dell’intera partecipazione di controllo detenuta in Telecom Argentina avanzata dal gruppo Fintech per un importo complessivo di 960 milioni di dollari.

E’ stata una giornata fortemente negativa per i big del lusso, trascinati al ribasso dalla caduta di Tod’s -4,4% i cui risultati hanno deluso il mercato. Non sono piaciuti i numeri resi noti ieri sera, rivelatisi piatti (+0,4% i ricavi nei 9 mesi ed ebitda invariato) e sotto le attese del consenso. Ferragamo –2,4% nonostante un trimestre record. Safilo ha guadagnato il 15,67% a 16,24 euro dopo la pubblicazione dei conti che hanno segnato il ritorno all’utile nel terzo trimestre per la prima volta dal 2007.

WORLD DUTY FREE +2,1% CONQUISTA L’AEROPORTO DI HELSINKI

Buon rialzo di World Duty Free +2,1% che ha vinto la gara per gestione di 11 negozi all’aeroporto di Helsinki. Ribassi consistenti per Campari -2,9%, Autogrill -2,3% e Diasorin -1,4%. Fra i titoli industriali, Finmeccanica è scesa dell’1,9% mentre la controllata Ansaldo Sts ha guadagnato l’1,9%.

StM ha perso l’1,9%, Fiat -1%. Positive Pirelli +1% e Cnh Industrial +1,3%. Positiva Eni+1% che ha lanciato ieri con successo un’emissione obbligazionaria benchmark a tasso fisso e concluso positivamente la riapertura del bond a 12 anni emesso lo scorso settembre.

Molto bene Impregilo (+3,79% a 4,93 euro) che ha accelerato al rialzo sul finale di seduta riportandosi sui massimi di inizio novembre. In rosso Mondadori -7,43% che ha chiuso i primi nove mesi con una perdita di 32,3 milioni (16,3 milioni l’utile di un anno fa).

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