Voli e aeroporti nel Medio Oriente restano in stato di alta allerta mentre il conflitto regionale che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran entra nella sua seconda settimana. Dopo giorni di chiusura totale dello spazio aereo, dall’8 marzo alcune restrizioni sono state parzialmente revocate, ma il traffico aereo resta limitato e migliaia di passeggeri sono ancora bloccati o affrontano cancellazioni e deviazioni.
I viaggiatori devono prestare particolare attenzione alle conferme dei voli: lo stato “Confermato” delle app potrebbe non essere affidabile. È fondamentale attendere notifiche dirette via email o Sms, poiché i controlli di sicurezza intensificati e i ritardi tra le due e le quattro ore allungano i tempi di transito negli hub regionali.
Le deviazioni e gli scali imprevisti comportano inoltre costi maggiori. Le compagnie aeree stanno assorbendo spese extra per carburante e logistica, e i passeggeri devono considerare possibili aumenti dei prezzi oltre a attese più lunghe in aeroporto.
Caos voli nel Medio Oriente: aeroporti a singhiozzo negli Emirati Arabi Uniti
Negli Emirati Arabi Uniti, Dubai International e Zayed International di Abu Dhabi hanno riaperto parzialmente. L’aeroporto di Dubai, completamente sospeso il 7 marzo a causa di intercettazioni aeree, ha ripreso le operazioni con capacità ridotta, mentre Abu Dhabi sta lentamente ristabilendo i voli commerciali, limitati principalmente a velivoli a fusoliera stretta o a rotte di rimpatrio specifiche.
Compagnie come Emirates ed Etihad hanno ripreso operazioni limitate, concentrandosi prioritariamente sui passeggeri rimasti bloccati durante il picco delle sospensioni. Entrambe sottolineano che l’accesso ai terminal è consentito solo ai titolari di biglietto confermato e invitano i viaggiatori a non recarsi in aeroporto senza conferma diretta dalla compagnia. Emirates ha già incrementato la capacità sui mercati ad alta domanda, come Regno Unito, India e Stati Uniti, pur operando ancora al 60% della sua rete globale, mentre Etihad mantiene un programma limitato tra Abu Dhabi e circa 70 destinazioni chiave fino al 19 marzo.
Qatar e hub del Golfo: voli speciali e corridoi di emergenza
A Doha, Hamad International continua a mantenere lo spazio aereo chiuso per i voli commerciali programmati, consentendo esclusivamente corridoi di emergenza per evacuazioni e rimpatri. Qatar Airways ha organizzato voli speciali dall’8 marzo verso Europa e Asia, inclusi Londra, Parigi, Madrid, Roma, Francoforte e Bangkok, riservati ai passeggeri con destinazione finale Doha, ma i voli regolari restano sospesi.
Anche gli aeroporti di Kuwait e Bahrain si trovano in una fase di “recupero parziale”, con numerose cancellazioni e deviazioni ancora in corso, mentre Muscat, in Oman, funge da hub principale per il soccorso regionale grazie allo spazio aereo rimasto aperto e stabile. Diverse compagnie straniere, tra cui British Airways, Finnair e Virgin Atlantic, hanno predisposto voli speciali da Mascate per consentire il rimpatrio dei passeggeri bloccati nei principali scali della regione.
Compagnie aeree ancora ferme o con voli limitati
Nonostante alcune riprese parziali, molte compagnie rimangono ferme o operano con voli limitati. Air France ha prolungato le sospensioni dei voli da e per Dubai e Riad fino al 10 marzo e da e per Tel Aviv e Beirut fino all’11 marzo. Il gruppo Lufthansa (inclusi Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, Ita Airways ed Eurowings) ha cancellato voli verso Dubai e Abu Dhabi fino al 10 marzo, verso Tel Aviv fino al 22 marzo e verso Teheran fino al 30 aprile.
Altre compagnie come Turkish Airlines, Air Canada, Saudia, Wizz Air, Garuda Indonesia, Air China e China Southern hanno subito sospensioni temporanee o operano solo voli limitati. Compagnie asiatiche come Singapore Airlines e Scoot manterranno sospesi i collegamenti con Dubai e Jeddah fino alla metà di marzo, mentre Malaysia Airlines ha ripreso alcune tratte verso Medina e Jeddah, mantenendo sospesi i voli verso Doha fino al 13 marzo.
