La guerra in Ucraina torna a infiammarsi lungo il fronte orientale. Dopo settimane di scontri, l’esercito russo ha guadagnato terreno approfittando della nebbia per penetrare nella città strategica di Pokrovsk, nel Donetsk, dove secondo fonti ucraine si troverebbero ora oltre 300 soldati russi.
Kiev nega qualsiasi resa o cedimento sostanziale, parlando di “operazione di disinformazione” orchestrata da Mosca.
I russi avanzano sotto la nebbia
Le immagini diffuse dai media russi mostrano colonne di pick-up e mezzi leggeri carichi di uomini che avanzano tra le macerie, avvolti da una coltre di fumo e nebbia. Condizioni meteorologiche che, ammettono anche i comandi ucraini, hanno favorito l’ingresso dei russi nella zona sud della città, dove si combatte casa per casa.
Secondo lo Stato maggiore di Kiev, nelle ultime 24 ore si sono registrati 217 scontri, la maggior parte proprio nell’area di Pokrovsk. Il presidente Volodymyr Zelensky ha riconosciuto che “la situazione resta difficile” sia nel Donetsk sia nella regione di Zaporizhzhia, dove le truppe ucraine si sono ritirate da cinque villaggi “per salvaguardare la vita del personale” dopo bombardamenti d’artiglieria “de facto distruttivi”.
La smentita di Kiev: “Nessuna resa a Pokrovsk”
A poche ore dalle prime notizie diffuse da canali filorussi sulla “resa dei marines ucraina”, Kiev smentisce. “Le informazioni diffuse dai media nemici sulla presunta resa della 38ª brigata di marina fanno parte di un’operazione di disinformazione“, ha dichiarato il colonnello Oleksandr Zavtonov, portavoce del 30° Corpo dei Marines. “I nostri militari non si sono arresi: mantengono le posizioni e infliggono perdite significative all’esercito russo”.
Dietro il destino di Pokrovsk si gioca una partita cruciale: la città è il perno logistico che collega il Donetsk con le ultime grandi roccaforti ucraine di Kramatorsk e Sloviansk. Se Mosca dovesse conquistarla, l’intero Donbass sarebbe esposto a una caduta in serie, aprendo la strada verso nord e consolidando l’obiettivo strategico di Vladimir Putin di annettere l’intera regione.
Kharkiv sotto attacco, Zaporizhzhia in ritirata
Mosca, intanto, rivendica progressi anche nella regione di Kharkiv, dove le unità del 121° Reggimento fucilieri motorizzati dichiarano di aver “liberato” parte di Kupyansk. Le forze ucraine, riferisce Interfax, si sarebbero trincerate in un’area boscosa alla periferia meridionale della città. Intanto, nel sud, il portavoce delle forze di difesa Vladyslav Voloshyn ha confermato il ripiegamento ucraino da cinque insediamenti nella regione di Zaporizhzhia, dove i bombardamenti russi hanno superato “i 400 attacchi d’artiglieria al giorno”.
Raid aerei e guerra energetica
Non solo trincee. Nella notte, la Russia ha lanciato 121 droni kamikaze, di cui 90 sarebbero stati abbattuti. Almeno un paramilitare è morto in un attacco a infrastrutture ferroviarie di Ukrzaliznytsia. La società statale Ukrenergo ha confermato nuovi raid contro impianti energetici in più regioni, “iI tecnici sono al lavoro per ripristinare le linee dove la sicurezza lo consente”, ha scritto in una nota.
Mentre i russi avanzano, Kiev deve, però, fare i conti anche con una nuova crisi interna. Il ministro della Giustizia Herman Galushchenko è stato sospeso in seguito a un’inchiesta sulla corruzione nel colosso energetico Energoatom, “mi difenderò legalmente e dimostrerò la mia posizione”, ha detto il ministro dopo la decisione della premier Yulia Svyridenko. La vicenda rischia di indebolire ulteriormente il governo Zelensky nel momento in cui l’Ucraina tenta di mantenere la fiducia degli alleati e rilanciare il percorso di adesione all’Unione europea.
“La Russia non sta vincendo la guerra. C’è molta propaganda, ma nessuna grande vittoria. Dobbiamo lavorare per il cessate il fuoco e costringere Putin a più miti consigli” ha ribadito il ministro italiano degli Esteri Antonio Tajani.
