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Trimestrali Big Tech Usa: Alphabet accelera con l’IA e i suoi ricavi superano le attese grazie a Google Cloud, invece Tesla delude sugli utili

Inizia la stagione delle trimestrali delle big tech americane: i ricavi di Alphabet sfiorano i 120 miliardi, sopra il consensus. Il gruppo di Musk mette a segno il miglior secondo trimestre nella sua storia per la vendita di auto, ma non convince sulla redditività

Trimestrali Big Tech Usa: Alphabet accelera con l’IA e i suoi ricavi superano le attese grazie a Google Cloud,  invece Tesla delude sugli utili

La stagione delle trimestrali delle Big Tech si apre con risultati complessivamente positivi per Alphabet, che ha presentato un secondo trimestre superiore alle aspettative del mercato grazie alla continua espansione del business cloud e alla crescente domanda di servizi legati all’intelligenza artificiale. I ricavi hanno raggiunto i 119,8 miliardi di dollari, superando il consensus degli analisti, fermo a circa 117,1 miliardi.

Anche il risultato per azione ha sorpreso il mercato, sebbene il dato sia stato influenzato da una rilevante plusvalenza contabile legata alle partecipazioni finanziarie detenute dal gruppo, elemento che rende meno immediato il confronto con le stime formulate dagli analisti prima della pubblicazione dei conti. Scenario più complesso per Tesla, che pure ha registrato ricavi superiori alle aspettative del mercato, deludendo però sulla redditività.

A sostenere Alphabet è la crescita di Google Cloud

A sostenere la crescita è stata soprattutto Google Cloud, ormai considerata dagli investitori la principale cartina di tornasole della strategia sull’intelligenza artificiale. La divisione ha registrato ricavi pari a 24,8 miliardi di dollari, con un incremento dell’82% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ben oltre le attese del mercato che indicavano una crescita nell’ordine del 60%. Il risultato conferma come la domanda di infrastrutture cloud, modelli linguistici e servizi AI continui ad accelerare, spingendo le grandi aziende ad aumentare gli investimenti nella trasformazione digitale.

Anche il business pubblicitario ha mostrato una buona tenuta. I ricavi advertising hanno raggiunto 81,6 miliardi di dollari, leggermente superiori alle aspettative di Wall Street, mentre il segmento Search ha registrato un andamento sostanzialmente in linea con le previsioni. L’integrazione delle funzionalità di intelligenza artificiale nei motori di ricerca continua a rappresentare uno degli elementi osservati con maggiore attenzione dagli investitori, che cercano indicazioni sulla capacità del gruppo di difendere la leadership nel mercato della ricerca online.

Alphabet: investimenti ancora in aumento per i data center

Uno degli aspetti più discussi della trimestrale riguarda gli investimenti. Alphabet continua infatti a destinare risorse senza precedenti alla costruzione di nuovi data center, all’acquisto di processori dedicati all’intelligenza artificiale e all’espansione della capacità di calcolo necessaria per sostenere la crescita di Gemini e di Google Cloud.

Nel trimestre le spese in conto capitale hanno raggiunto circa 45 miliardi di dollari, mentre il mercato continua ad attendersi investimenti complessivi nell’ordine di 180-190 miliardi di dollari nel corso del 2026. Si tratta di livelli mai raggiunti in precedenza dal gruppo, giustificati dal management con la necessità di soddisfare una domanda di servizi AI ancora superiore alla capacità disponibile.

La società non ha modificato l’impostazione strategica, confermando di voler continuare a privilegiare gli investimenti nell’intelligenza artificiale anche a costo di comprimere, almeno nel breve periodo, la crescita della redditività.

Tesla cresce nei ricavi ma manca il bersaglio sugli utili

La creatura di Elon Musk invece ha presentato una trimestrale caratterizzata da ricavi superiori alle aspettative del mercato ma da una redditività inferiore al consensus, elemento che ha spinto gli investitori a prendere profitto nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street.

Il mercato ha però premiato la crescita delle consegne, che nel secondo trimestre hanno raggiunto il record di oltre 480 mila veicoli, il miglior secondo trimestre nella storia del gruppo, consentendo al gruppo di incrementare il fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, il risultato operativo ha risentito della pressione sui margini, determinata dalle politiche commerciali adottate per sostenere la domanda e dalla prosecuzione degli ingenti investimenti destinati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale: la guida autonoma, il robot umanoide Optimus e la futura piattaforma Robotaxi.

Tesla: positivo il contributo del comparto Energia

Tesla ha dunque chiuso il secondo trimestre con ricavi per 28,2 miliardi di dollari, in crescita di circa il 25% rispetto ai 22,5 miliardi dello stesso periodo del 2025 e superiori alle attese degli analisti, che si attestavano intorno ai 26,4 miliardi. L’utile per azione adjusted (EPS) si è fermato a 0,33 dollari, ben al di sotto del consensus di 0,53 dollari, mentre l’utile netto è sceso a 1,1 miliardi di dollari, contro gli 1,8 miliardi attesi dagli analisti. Nel trimestre le spese in conto capitale hanno raggiunto 5,8 miliardi di dollari, contribuendo a un free cash flow negativo per 1,1 miliardi, il primo dato negativo da oltre due anni.

Positivo invece il contributo del comparto energetico, che ha registrato un nuovo record con 13,5 GWh di sistemi di accumulo installati nel trimestre, confermando come il business delle batterie stia assumendo un peso crescente delle attività legate alle batterie Megapack e Powerwall all’interno del modello di business del gruppo.

Le attese degli analisti e la reazione del mercato

Prima della pubblicazione dei risultati, gli analisti ritenevano che Alphabet avrebbe beneficiato della continua espansione di Google Cloud e della crescente monetizzazione dell’intelligenza artificiale. Le aspettative sono state complessivamente superate, soprattutto grazie alla performance della divisione cloud, che ha rappresentato il principale fattore di sostegno per il titolo.

Per Tesla, invece, il consensus si concentrava soprattutto sull’evoluzione dei margini automotive, considerati il vero indicatore della sostenibilità della crescita. Sebbene i ricavi abbiano mostrato un andamento migliore del previsto, il risultato finale non è riuscito a dissipare i dubbi sulla redditività futura della società, ancora impegnata in una profonda trasformazione da costruttore automobilistico a gruppo focalizzato sull’intelligenza artificiale e sulla robotica.

La reazione del mercato ha riflesso questa diversa lettura delle due trimestrali. Alphabet ha beneficiato dell’ottimismo generato dai risultati del cloud e dalla conferma della forte domanda di servizi AI guadagnando nell’afterhours lo 0,3%, mentre il titolo Tesla nelle contrattazioni di ieri sera ha perso oltre il 3%, con gli investitori che hanno espresso preoccupazione per la redditività inferiore alle attese e per il livello molto elevato degli investimenti necessari a sostenere la strategia di Elon Musk incentrata sull’intelligenza artificiale.

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