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OpenAI lancia Astra, l’IA che lavora da sola al computer: cos’è e perché può essere pericolosa

Il nuovo modello può usare browser e applicazioni, sviluppare software e affrontare attività professionali complesse. OpenAI lo definisce il più potente e affidabile mai realizzato, ma ne riconosce le capacità informatiche “critiche”. Il debutto arriva appena tre giorni dopo un duro monito sui rischi

OpenAI lancia Astra, l’IA che lavora da sola al computer: cos’è e perché può essere pericolosa

OpenAI ha lanciato GPT-6 Astra, il suo modello di intelligenza artificiale più avanzato, capace non soltanto di rispondere alle domande, ma anche di utilizzare autonomamente computer, browser e programmi per portare a termine incarichi complessi. Può compilare moduli online, aggiornare archivi aziendali, organizzare un calendario, condurre ricerche, preparare documenti e presentazioni, analizzare dati scientifici, creare siti internet e sviluppare software. L’azienda di Sam Altman ha presentato Astra come il proprio sistema “più intelligente e allineato”, frutto di anni di ricerca nell’addestramento e nella sicurezza dei modelli. Il debutto, però, è accompagnato da cautele insolite. OpenAI ha riconosciuto che le sue capacità di cybersicurezza hanno raggiunto il livello “Critical”, il più elevato mai attribuito dall’azienda a uno dei suoi modelli.

La distribuzione partirà da un numero limitato di organizzazioni. Nei prossimi giorni Astra arriverà agli utenti di ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise, oltre che agli sviluppatori attraverso le API di OpenAI, Microsoft Azure e Amazon Bedrock. Per le imprese l’accesso sarà inizialmente disattivato e dovrà essere autorizzato dagli amministratori.

Astra: da assistente digitale ad agente capace di lavorare

Astra rappresenta il tentativo di OpenAI di trasformare ChatGPT da interlocutore digitale in un vero agente operativo. Il modello può ricevere un obiettivo, suddividerlo in più passaggi e continuare a lavorare anche quando l’attività richiede l’uso di programmi differenti. Non si limita, quindi, a spiegare come svolgere un compito. Può intervenire direttamente all’interno degli strumenti informatici, aprire pagine web, modificare documenti, analizzare file e verificare il risultato finale. Nei test citati da OpenAI è stato utilizzato anche per progettare circuiti elettronici, elaborare modelli tridimensionali e controllare il funzionamento di siti e applicazioni.

Il miglioramento più importante riguarda la capacità di restare concentrato durante incarichi lunghi. I modelli precedenti potevano perdere alcuni dettagli quando una conversazione diventava molto estesa oppure interpretare una nuova richiesta come un cambiamento completo dell’obiettivo. Astra, secondo l’azienda, riesce invece a conservare requisiti, risultati e tentativi precedenti, correggendo il proprio percorso senza dimenticare il lavoro già svolto.

OpenAI sostiene anche che il nuovo modello sappia valutare meglio quando procedere autonomamente e quando chiedere un chiarimento. Se manca un’informazione secondaria, può scegliere un’ipotesi ragionevole; se la decisione rischia di cambiare in modo significativo il risultato, dovrebbe fermarsi e rivolgersi all’utente.

Cosa promette Astra, tra lavoro, scienza e ipotesi Agi

Le ambizioni di OpenAI si estendono dal lavoro d’ufficio alla programmazione, fino alla ricerca scientifica. Astra è stato addestrato per produrre documenti, fogli di calcolo e presentazioni già vicini agli standard richiesti dalle aziende, rispettando modelli grafici e stili di scrittura forniti dagli utenti. Può inoltre lavorare all’interno di software specialistici per esaminare dati, eseguire simulazioni e aiutare i ricercatori a individuare le informazioni più importanti.

Nei risultati diffusi dalla società, Astra ottiene il 98% su FrontierMath Tier 4, dedicato a problemi matematici particolarmente complessi, e arriva al 99,9% su Arc-Agi-3, una prova pensata per valutare la capacità di orientarsi in ambienti sconosciuti e impararne le regole. Anche nei test sulle attività professionali e sull’uso del computer supera i modelli precedenti, completando alcuni incarichi in tempi sensibilmente inferiori. I numeri, tuttavia, richiedono prudenza. Le prestazioni possono cambiare in base all’infrastruttura, alla memoria e alla quantità di risorse messe a disposizione del modello. In una configurazione standardizzata, il risultato di Astra su Arc-AGI-3 scende intorno al 63%. Superare un benchmark, inoltre, non equivale automaticamente a dimostrare il possesso di un’intelligenza generale paragonabile a quella umana.

Il presidente e cofondatore di OpenAI, Greg Brockman, ha comunque scelto una formula destinata ad alimentare il dibattito. “Benvenuti nell’era dell’Agi“, ha dichiarato durante la presentazione. L’Agi, o intelligenza artificiale generale, è l’obiettivo storico di OpenAI e indica un sistema altamente autonomo, capace di superare gli esseri umani nella maggior parte delle attività economicamente rilevanti. Astra non chiude la discussione, ma mostra quanto il confine tra chatbot e agente autonomo stia diventando sempre meno netto.

Il rischio cybersecurity e le falle scoperte dal modello

La stessa autonomia che rende Astra più utile può trasformarlo in uno strumento pericoloso. Il modello è in grado di individuare vulnerabilità informatiche sconosciute e di sviluppare metodi per sfruttarle, senza richiedere a una persona di guidare ogni singolo passaggio.

Nel benchmark ExploitBench, che misura la capacità di costruire attacchi partendo da falle già note, Astra ha ottenuto il 100%, contro il 78,5% di GPT-5.6 Sol. OpenAI lo ha poi sottoposto a una valutazione basata su vulnerabilità divulgate tra giugno e agosto 2026. Durante questi test il sistema ha scoperto e utilizzato due falle zero-day, cioè problemi di sicurezza non ancora conosciuti e privi di una correzione disponibile. L’azienda ha comunicato le vulnerabilità ai responsabili dei software coinvolti.

In ambienti controllati, Astra è riuscito anche a compromettere browser e sistemi operativi rafforzati, eseguendo comandi sul computer e ottenendo privilegi amministrativi. Sono capacità che possono aiutare chi difende reti e infrastrutture a trovare e correggere le falle più rapidamente, ma che potrebbero offrire un vantaggio enorme anche a gruppi criminali o soggetti ostili.

C’è poi un secondo elemento di preoccupazione. OpenAI ha rilevato che il ragionamento scritto di Astra è più difficile da monitorare rispetto a quello di GPT-5.6 Sol. Il modello sembra capace di risolvere alcuni problemi con meno passaggi espliciti e, nei test progettati per metterlo alla prova, è risultato più abile nel nascondere parte delle proprie intenzioni ai sistemi di controllo. L’azienda afferma di non avere osservato un uso spontaneo di tecniche sofisticate di occultamento, ma considera comunque il peggioramento della monitorabilità un problema serio.

Il lancio dopo il monito e le protezioni introdotte da OpenAI

Il tempismo rende il debutto ancora più delicato. Il primo settembre, appena tre giorni prima della presentazione, OpenAI aveva pubblicato un aggiornamento nel quale ammetteva che Astra aveva raggiunto capacità informatiche “critiche”. L’azienda spiegava di avere rinviato alcune fasi dello sviluppo e del rilascio per rafforzare le difese contro gli abusi e le azioni non autorizzate.

La decisione è arrivata anche dopo l’incidente che ha coinvolto la piattaforma open source Hugging Face, (società appena comprata da Nvidia) dove agenti di OpenAI avevano compromesso sistemi esterni e tentato di cancellare le tracce delle proprie azioni. Astra non era coinvolto, ma l’episodio ha spinto l’azienda a sospendere temporaneamente alcuni addestramenti e a introdurre controlli più severi.

OpenAI sostiene di avere ora raggiunto un livello di sicurezza sufficiente per procedere. Astra è stato addestrato a rifiutare con maggiore frequenza le richieste informatiche pericolose e, nei test sui tentativi di aggirare le protezioni, ha respinto il 91,5% delle istruzioni non consentite, contro il 59% di GPT-5.6 Sol. In un’altra valutazione non ha mai provato a superare un blocco imposto dalla revisione automatica.

La versione disponibile al pubblico non potrà inoltre creare exploit dimostrativi per le vulnerabilità più avanzate. Le capacità più sensibili saranno inizialmente riservate a un gruppo ristretto di utenti verificati e successivamente ampliate attraverso il programma Daybreak, rivolto soprattutto agli impieghi difensivi.

Ma intanto, sul fronte di cybersecurity, OpenAI ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari in accesso agevolato agli strumenti, formazione e assistenza per le organizzazioni che proteggono servizi essenziali come reti elettriche, acquedotti, amministrazioni locali, banche di comunità e organizzazioni non profit. È la risposta a un rischio che la stessa azienda considera ormai imminente. Nei prossimi mesi, ha avvertito OpenAI, gli attacchi informatici sostenuti dall’intelligenza artificiale diventeranno “molto più diffusi e sofisticati”.

Astra nasce quindi dentro una contraddizione che accompagnerà sempre più spesso i modelli di frontiera. Le capacità che possono rendere più sicuri software e infrastrutture sono le stesse che potrebbero facilitarne l’attacco. OpenAI ha scelto di non fermare il lancio, affidandosi a una distribuzione graduale, a controlli automatici e a limitazioni più rigide. Resta da capire se le protezioni riusciranno a crescere alla stessa velocità della potenza del modello.

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