Ex Ilva: la Corte d’Appello civile di Milano, dopo un’udienza di discussione durata circa due ore, si è riservata di decidere sull’istanza, presentata da Acciaierie d’Italia e Ilva in amministrazione straordinaria, di sospensione in via d’urgenza dell’esecutività del decreto con cui, lo scorso luglio, i giudici di secondo grado milanesi, confermando in sostanza una decisione di primo grado, hanno disposto il blocco delle attività dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino da mettere in atto entro il 28 ottobre. Stando a quanto si è saputo, la decisione è attesa in tempi brevi, qualche giorno pare, e comunque prima del 15 settembre perché il giorno dopo, da quanto ha spiegato l’impresa, se si spegnerà il bottone delle attività dell’area a caldo non si potrà più tornare indietro.
“Noi cerchiamo di difendere il risultato già ottenuto nell’interesse dei tarantini. Difendiamo la pronuncia della Corte che è un punto fermo: prevale il diritto alla salute sull’interesse dell’impresa”, hanno spiegato gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano, che rappresentano undici cittadini di Taranto. Il provvedimento dei giudici potrebbe essere depositato, secondo i legali, all’inizio della prossima settimana.
Ex Ilva, stop ai licenziamenti in attesa dei giudici di Milano
Soltanto martedì era stata decisa una tregua per l’indotto dell’ex Ilva. Le associazioni maggiormente rappresentative delle aziende coinvolte avevano infatti accolto l’appello del governo, decidendo di congelare le procedure di licenziamenti collettivi avviate dalle imprese la scorsa settimana. Un freno che però, a questo punto, continua a restare appeso alla decisione del Tribunale di Milano mentre il governo ha aperto alla possibilità di una partecipazione pubblica nell’ex Ilva.
Per le associazioni dell’indotto del siderurgico la decisione di interrompere le procedure di licenziamento è stato “un senso di responsabilità”, a fronte soprattutto delle garanzie di continuità produttiva fornite dal governo. Durante la giornata di incontri a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni datoriali e sindacati, convocati proprio per discutere sulla situazione dell’ex Ilva, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha chiarito che “quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione”, bensì di rilancio.
“Il futuro dell’Ilva – ha detto Mantovano – sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri”. Un obiettivo che il governo intende raggiungere attraverso la convocazione di un altro tavolo permanente, paragonato al modello messo in atto per la realizzazione delle opere del Giubileo 2025 e per gli interventi nella Terra dei Fuochi in Campania. La regione Puglia ha parlato di “risposte parziali”, evidenziando però la missione di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto. Ma per i sindacati i tavoli non sono sufficienti. A pesare su ogni futura mossa resta però sempre la decisione della Corte d’Appello.
