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SpaceX debutta sul Nasdaq 100: attesa impennata di acquisti passivi. Le banche d’affari sono d’accordo: è da comprare

Morgan Stanley ha definito l’azienda “l’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale”. Ora si tratta di trovare la quadra nella sua valutazione, il nodo? La differenza tra i suoi risultati attuali e le previsioni per un futuro non così vicino

SpaceX debutta sul Nasdaq 100: attesa impennata di acquisti passivi. Le banche d’affari sono d’accordo: è da comprare

Da oggi SpaceX entrerà ufficialmente nell’indice Nasdaq 100 di Wall Street e, terminato il periodo di silenzio, iniziano ad arrivare le prime stime di Wall Street. Le principali società di intermediazione internazionali che iniziano a seguire l’azienda di Elon Musk, specializzata in razzi e intelligenza artificiale, mostra un consenso chiaro: acquistare.

Almeno sei broker, tra cui Morgan Stanley, Goldman Sachs Group e Ubs Group, hanno avviato la copertura del titolo con rating equivalenti a “buy“, puntando sulla crescita a lungo termine di Space Exploration Technologies, nonostante persistano dubbi sulla sua redditività, sulla sua capacità di esecuzione e sulla sua valutazione dopo un debutto in borsa di grande successo. La scommessa è vedere se SpaceX è qualcosa di più di una semplice impresa lunare e se non possa fare profitti anche dall’Intelligenza artificiale. Il periodo di silenzio si è concluso questa settimana per gli analisti delle banche che hanno sottoscritto l’offerta pubblica iniziale da 86 miliardi di dollari, guidata da Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America Corp., Citigroup Inc. e JPMorgan Chase & Co., con la partecipazione di altre 18 banche.

Procedure più veloci per il Nasdaq, ancora un anno per entrare nell’S&P 500

L’ingresso al Nasdaq è arrivato a soli 15 giorni dal debutto di SpaceX in borsa, avvenuto il 12 giugno, un’inclusione tra le più rapide di sempre, grazie alle nuove regole del Nasdaq per le società di nuova quotazione. Invece S&P Global ha rifiutato di creare un processo accelerato simile per l’indice di riferimento S&P 500 e ci vorrà almeno un anno prima che SpaceX entri a far parte dell’indice più seguito al mondo. Il mese scorso Ftse Russell ha aggiunto il titolo ai suoi indici statunitensi, con fondi come l’iShares Russell 1000 Etf già offrendo agli investitori una parte della più grande IPO nella storia degli Stati Uniti. Le azioni di SpaceX hanno guadagnato oltre il 6% dal loro debutto, in un breve percorso caratterizzato dalla volatilità post-IPO.

Nonostante la capitalizzazione di mercato di SpaceX sia di circa 2.100 miliardi di dollari, la società riceverà una ponderazione nell’indice di circa l’1%. Il Nasdaq-100 è infatti ponderato in base alla capitalizzazione di mercato del flottante, il che significa che nel calcolo sono incluse solo le azioni disponibili per la negoziazione pubblica e non quelle in mano agli azionisti di controllo. Con meno del 5% delle azioni in circolazione di SpaceX disponibili al pubblico dopo l’IPO, il peso della società nell’indice rimarrà relativamente modesto in questa fase.

L’arrivo della cavalleria degli investimenti passivi

Il debutto nell’indice a forte componente tecnologica è destinato a creare un’ulteriore fonte di domanda, in quanto i fondi indicizzati e gli Etf (Exchange Traded Fund) legati al Nasdaq 100 avranno la necessità di acquistare azioni per allineare il portafoglio alla nuova composizione del benchmark. Anche i gestori attivi che seguono da vicino l’indice potrebbero adeguare le proprie posizioni. Del resto molti investitori al dettaglio preferiscono investire in fondi per diversificare i propri portafogli. Oltre 587 miliardi di dollari sono gestiti in fondi che replicano l’indice Nasdaq 100, tra cui il QQQ e QQQM di Invesco che ora dovrà fare spazio a SpaceX. Il mese scorso JP Morgan ha stimato che l’ingresso di SpaceX nell’indice potrebbe attrarre 4,3 miliardi di dollari di afflussi di capitali passivi.

Le azioni SpaceX sono state quotate in borsa a 135 dollari l’11 giugno, hanno aperto le contrattazioni a 150 dollari il giorno successivo e sono subito decollate. Il 16 giugno, SpaceX ha chiuso a 201,80 dollari con una capitalizzazione di mercato di 2.600 miliardi di dollari, diventando la sesta azienda più grande al mondo. Poi, la tendenza si è invertita. Ieri il titolo ha chiuso a 160, 42 dollari con una capitalizzazione di mercato di circa 2.100 miliardi di dollari, in calo del 22% rispetto al suo massimo e non lontano dal prezzo di apertura dopo l’IPO. I target price degli analisti nei prossimi 12 mesi variano da 165 a 365 dollari.

Le scommesse sulla valutazione e i tempi lunghi

Finora gli investitori di SpaceX hanno navigato a vista per l’Ipo da record, con poche proiezioni finanziarie che potessero aiutarli a determinare il valore effettivo del titolo. Il problema nel calcolare il valore di SpaceX risiede nella differenza tra i suoi risultati attuali e le previsioni per un futuro non così vicino.

“Tutti parlano di cosa potrebbe diventare questa azienda nel 2030, non di cosa potrà diventare nei prossimi 12 mesi”, ha detto a Bloomberg Art Hogan, chief market strategist di B. Riley Wealth. “Si tratta di un investimento che guarda a un futuro più roseo, ma pur sempre con una prospettiva a quattro anni.” “Gran parte del valore futuro dell’azienda è legato a flussi di entrate che sono ancora, in una certa misura, lontani”, ha aggiunto Robert Gruendyke, senior portfolio manager del team growth equity di Allspring Global Investments. “Questo comporterà una volatilità del titolo molto maggiore rispetto alla maggior parte delle aziende più consolidate e mature.”.

Si prevede che l’azienda registrerà un fatturato di circa 36 miliardi di dollari nel 2026, secondo alcune stime preliminari di analisti di società che non hanno partecipato all’Ipo. E non è ancora redditizia. Il team di ricerca di Goldman Sachs prevede che il fatturato totale dell’azienda raggiungerà i 474 miliardi di dollari nel 2030. Gli analisti di Evercore ISI si aspettano che le vendite superino i 1.000 miliardi di dollari entro il 2031. Secondo un articolo del Wall Street Journal, gli analisti di Morgan Stanley hanno affermato che il fatturato potrebbe raggiungere i 3.400 miliardi di dollari nel 2040. Tempi che secondo alcuni investitori sono troppo lunghi.

Secondo i dati raccolti da Bloomberg, il rapporto prezzo/vendite di SpaceX è pari a 41 volte i ricavi previsti per i prossimi 12 mesi. Per comprendere la portata di questo valore estremo, basti pensare che il titolo più caro dell’indice S&P 500, in base a questo parametro, è Palantir Technologies, che viene scambiato a 32 volte il fatturato. Apple e Microsoft invece hanno entrambe un prezzo inferiore a nove volte le vendite stimate.

Ora le società di intermediazione di Wall Street tenteranno per la prima volta di valutare SpaceX come società quotata in borsa, applicando i parametri di valutazione tradizionali. Sia Morgan Stanley che Goldman Sachs hanno avviato la copertura sul titolo oggi con i loro rating massimi, con Morgan Stanley che ha definito l’azienda “l’ultima frontiera dell’intelligenza artificiale“. “Riteniamo che l’azienda sia ben posizionata per sfruttare appieno i suoi vantaggi distintivi nei settori dello spazio, della connettività e dell’intelligenza artificiale”, hanno affermato gli analisti di Goldman Sachs, scommettendo sul fatto che ciascun mercato abbia il potenziale per diventare un’opportunità da migliaia di miliardi di dollari in un orizzonte temporale di oltre cinque anni. Anche le società di intermediazione Rbc, Bernstein e Stifel hanno avviato la copertura con i loro rating più alti, scommettendo sul successo di Starship, il razzo di nuova generazione di SpaceX progettato per essere completamente riutilizzabile. “Starship è il volano che alimenta le ambizioni di SpaceX”, hanno affermato gli analisti di Rbc. Il mese scorso, Oppenheimer è stata la prima a iniziare la copertura con un rating “outperform”.

L’altra faccia di SpaceX: l’Intelligenza Artificiale

Ma gli investitori non si fermano a considerare SpaceX solo come un razzo spaziale, bensì scommettono sul fatto che a breve possa evolversi in un fornitore di infrastrutture AI su larga scala, utilizzando la liquidità generata per finanziare lo sviluppo di Grok, in competizione con i modelli Gpt di OpenAI e Claude di Anthropic. Alcuni ritengono inoltre che Starlink abbia un notevole potenziale di espansione nel settore delle comunicazioni satellitari, mentre gran parte delle ambizioni a lungo termine dell’azienda dipendono dal successo dello sviluppo del suo razzo Starship.

Tuttavia, non tutti sono ottimisti su SpaceX. Gli analisti di Morningstar hanno stimato la valutazione dell’azienda a circa 780 miliardi di dollari, citando l’incertezza relativa al suo business dell’intelligenza artificiale, che include xAI e la piattaforma di social media X.

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